Studio rivela opinioni favorevoli sui siti di consumo supervisionato di droghe

Un nuovo studio nazionale canadese indica che i cittadini tendono a valutare positivamente i siti di consumo supervisionato (in inglese supervised consumption sites), strutture dove chi fa uso di droghe può assumere sostanze sotto la supervisione di personale sanitario, e che la maggioranza degli intervistati non ritiene che abbiano effetti negativi sulle comunità o sul sistema sanitario. Lo riporta CTV News.
La ricerca si basa sui dati del Canadian National Questionnaire on Overdose Monitoring (CNQOM), uno strumento a diffusione nazionale elaborato per rilevare le opinioni di diverse categorie di portatori d'interesse rispetto agli interventi di prevenzione delle overdose. Lo studio, pubblicato sull'International Journal of Drug Policy, ha coinvolto 1.579 partecipanti su tutto il territorio canadese: 826 persone con esperienza diretta di consumo di sostanze, 381 operatori sanitari e 372 soccorritori (tra cui poliziotti, vigili del fuoco e paramedici).
Nel complesso, i partecipanti hanno espresso valutazioni positive riguardo ad aspetti come l'accesso ai servizi e la sicurezza degli utenti. Tuttavia, le opinioni si sono rivelate più contrastanti su temi quali i benefici per la comunità e l'utilizzo delle risorse del sistema sanitario.
Il CNQOM è stato sviluppato con il contributo di persone con esperienza vissuta di consumo di sostanze, di medici e di operatori nel campo della medicina delle dipendenze e della riduzione del danno. La sua progettazione ha previsto tre fasi di test pilota per garantire la validità delle domande, nonché misure tecniche per escludere risposte fraudolente.
I risultati arrivano in un momento di acceso dibattito politico in Canada sul futuro di questi servizi: alcune province hanno adottato politiche sempre più restrittive nei confronti dei siti di consumo supervisionato, nonostante le evidenze scientifiche che ne documentano l'efficacia nella prevenzione delle morti per overdose.