Un terzo dell'anidride carbonica 'consumata' dai ricchi è prodotta in altri Paesi
Produrre beni di consumo genera CO2. Ma mentre si conosce il volume del traffico internazionale delle merci, ci si è sempre curati poco delle emissioni derivate dai prodotti commercializzati. Steven Davis e Ken Caldeira dell'istituzione Carneige di Washington hanno incrociato i dati della distribuzione in 113 Paesi e di 57 settori industriali (con dati completi fino al 2004) e ora pubblicano i risultati sulla rivista Proceedings dell'Accademia Nazionale delle Scienze.Il succo della loro ricerca è che i Paesi ricchi "esteriorizzano" più di un terzo dei CO2 generati da beni e servizi consumati dai loro cittadini. I dati di vari Stati dell'Europa occidentale dicono che ogni cittadino consuma in media beni che generano fino a 4 tonnellate di CO2 in un altro luogo del mondo (soprattutto in Cina). Negli Usa il bilancio delle emissioni pro capite fuori dalle frontiere è di 2,5 tonnellate, essendo gli Usa un grande Paese importatore, ma anche grande esportatore di beni legati all'inquinamento. I due autori della ricerca ricordano che se nel decennio degli anni '90 le emissioni globali crescevano dell'1% l'anno, tra il 2000 e il 2008 il ritmo di crescita annuale è stato del 3,5%, e che solo ora si sta riducendo a causa della crisi economica.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti