Il testamento biologico di Paolo Ravasin
Paolo Ravasin, malato di Sla, con fatica, parla, davanti a una telecamera che lo inquadra e a un microfono che dà suono alla sua voce legge il suo testamento biologico, tenuto di fronte ai suoi occhi da altre mani: "Nel momento in cui non fossi piú in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale".
E' il video di Ravasin, 48 anni, malato di sla e presidente della Cellula Luca Coscioni di Treviso che si apre sulla homepage dell'associazione. La voce è debole, ma la sua "volontà è ferma, convinta e documentata": no all'accanimento terapeutico, no all'alimentazione forzata, no all'ospedale, aiutatemi solo a non sentire dolore, "accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti". E "sono stato adeguatamente informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto", ma è questa la "mia insuperabile manifestazione di volontà". Il video è stato diffuso nel pomeriggio di ieri. Un video come Piergiorgio Welby, malato di distrofia che due anni fa affidó alle immagini il suo appello per l'eutanasia al presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
La voce di Ravasin, a causa anche del tubo endotracheale che lo aiuta a respirare, è metallica, uno sforzo dietro ogni parola, e pausa, singulti; lo sguardo semi abbassato nella tensione di parlare; un lungo piano sequenza fissa il suo volto, steso a letto, con scritte in sovraimpressione che riprendono il contenuto delle parole. Ecco il testamento biologico di Ravasin: "Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti". "In particolare - prosegue - per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente: nel momento in cui non fossi piú in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà". "Inoltre a partire dal momento in cui non fossi piú in grado di
nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata".
"Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". "Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità - conclude Ravasin - attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti".
Marco Cappato, europarlamentare radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni - sempre sul sito dell'associazione: "Il testamento biologico in video di Paolo Ravasin, rappresenta, come fu per Welby, manifestamente la volontà di una persona di decidere per se stessa senza l'imposizione della volontà di un medico o di altri".
E Cappato racconta come "Paolo Ravasin è un malato di Sla che fino a qualche tempo fa era costretto a condizioni al limite della decenza. Nella casa di riposo di Ponte di Piave ha dovuto sopportare sofferenze, incredibili: la macchina che gli consentiva di respirare si è spenta 18 volte in due anni. E per questo ha lottato in prima persona per il diritto alle cure".
"Proprio perch, ha fatto questa lotta, per se e per gli altri, per evitare di essere trattato come un oggetto in questi mesi, si rifiuta oggi di rischiare di essere trattato di nuovo come un oggetto nel caso in cui perdesse coscienza", conclude Cappato, aggiungendo: "La testimonianza di Ravasin dimostra anche come siano senza senso le disquisizioni sul fatto se l'idratazione e l'alimentazione artificiali siano o no delle terapie. Per Ravasin quello che conta è che non si trasformino in una violenza".
Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, si rivolse n un video direttamente al capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Signor presidente, voglio l'eutanasia". Poi nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 2006 il medico anestesista Mario Riccio, come chiesto da Welby, staccó la ventilazione meccanica aiutandolo a morire. Il giudice dell'udienza preliminare di Roma ha in seguito prosciolto il medico dall'accusa di 'omicidio del consenziente': in sostanza Welby aveva il diritto di chiedere l'interruzione della ventilazione meccanica e il medico aveva il dovere di accogliere la richiesta. Da qui il "non luogo a procedere" per il medico, perch, il fatto non costituisce reato ai sensi dell'articolo 51 del codice penale sull'adempimento di un dovere.
Il video di Ravasin, arriva quando ancora non si sono placate le polemiche intorno alla sorte di Eluana Englaro, in coma vegetativo permanente da 16 anni. Dopo che la Corte di appello di Milano il 9 luglio scorso ha dato l'autorizzazione all'interruzione dell'alimentazione forzata, sulla base del principio formulato dalla Cassazione, il Senato ha iniziato la procedura per verificare se avviare un eventuale conflitto di attribuzione.
Qui il video: clicca qui
E' il video di Ravasin, 48 anni, malato di sla e presidente della Cellula Luca Coscioni di Treviso che si apre sulla homepage dell'associazione. La voce è debole, ma la sua "volontà è ferma, convinta e documentata": no all'accanimento terapeutico, no all'alimentazione forzata, no all'ospedale, aiutatemi solo a non sentire dolore, "accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti". E "sono stato adeguatamente informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto", ma è questa la "mia insuperabile manifestazione di volontà". Il video è stato diffuso nel pomeriggio di ieri. Un video come Piergiorgio Welby, malato di distrofia che due anni fa affidó alle immagini il suo appello per l'eutanasia al presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
La voce di Ravasin, a causa anche del tubo endotracheale che lo aiuta a respirare, è metallica, uno sforzo dietro ogni parola, e pausa, singulti; lo sguardo semi abbassato nella tensione di parlare; un lungo piano sequenza fissa il suo volto, steso a letto, con scritte in sovraimpressione che riprendono il contenuto delle parole. Ecco il testamento biologico di Ravasin: "Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti". "In particolare - prosegue - per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente: nel momento in cui non fossi piú in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà". "Inoltre a partire dal momento in cui non fossi piú in grado di
nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata".
"Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". "Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità - conclude Ravasin - attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti".
Marco Cappato, europarlamentare radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni - sempre sul sito dell'associazione: "Il testamento biologico in video di Paolo Ravasin, rappresenta, come fu per Welby, manifestamente la volontà di una persona di decidere per se stessa senza l'imposizione della volontà di un medico o di altri".
E Cappato racconta come "Paolo Ravasin è un malato di Sla che fino a qualche tempo fa era costretto a condizioni al limite della decenza. Nella casa di riposo di Ponte di Piave ha dovuto sopportare sofferenze, incredibili: la macchina che gli consentiva di respirare si è spenta 18 volte in due anni. E per questo ha lottato in prima persona per il diritto alle cure".
"Proprio perch, ha fatto questa lotta, per se e per gli altri, per evitare di essere trattato come un oggetto in questi mesi, si rifiuta oggi di rischiare di essere trattato di nuovo come un oggetto nel caso in cui perdesse coscienza", conclude Cappato, aggiungendo: "La testimonianza di Ravasin dimostra anche come siano senza senso le disquisizioni sul fatto se l'idratazione e l'alimentazione artificiali siano o no delle terapie. Per Ravasin quello che conta è che non si trasformino in una violenza".
Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, si rivolse n un video direttamente al capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Signor presidente, voglio l'eutanasia". Poi nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 2006 il medico anestesista Mario Riccio, come chiesto da Welby, staccó la ventilazione meccanica aiutandolo a morire. Il giudice dell'udienza preliminare di Roma ha in seguito prosciolto il medico dall'accusa di 'omicidio del consenziente': in sostanza Welby aveva il diritto di chiedere l'interruzione della ventilazione meccanica e il medico aveva il dovere di accogliere la richiesta. Da qui il "non luogo a procedere" per il medico, perch, il fatto non costituisce reato ai sensi dell'articolo 51 del codice penale sull'adempimento di un dovere.
Il video di Ravasin, arriva quando ancora non si sono placate le polemiche intorno alla sorte di Eluana Englaro, in coma vegetativo permanente da 16 anni. Dopo che la Corte di appello di Milano il 9 luglio scorso ha dato l'autorizzazione all'interruzione dell'alimentazione forzata, sulla base del principio formulato dalla Cassazione, il Senato ha iniziato la procedura per verificare se avviare un eventuale conflitto di attribuzione.
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