Martedì 9 giugno 2026
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Testamento biologico. Il Pd si divide su ipotesi referendum. Fini su Englaro: spetta alla famiglia decidere. Sacconi: no, decido io

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pronti a fare una battaglia "per cancellare" la legge sul testamento biologico se passa il testo elaborato dal relatore del Pdl Raffaele Calabró: il senatore del Pd Ignazio Marino lancia l'idea di un referendum popolare. L'ombra del referendum "non ci spaventa", avverte Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, ma la sortita di Marino ha soprattutto l'effetto di dividere i democratici. 
"Se faranno questa legge noi ci batteremo perch, venga cancellata, perche' venga cancellata al piú presto, abbiamo il diritto di fare le nostre scelte". In un convegno organizzato da Radio radicale, Marino attacca l'ipotesi, contenuta nella bozza del relatore del Pdl, di considerare esclusa l'alimentazione forzata dalle terapie alle quali si puó rinunciare: "La prescrive il medico, mica il cuoco!" esclama.
Emma Bonino
lancia l'allarme: "Il rischio è che passi una legge contro la libertà dei cittadini, che costringa tutti a tenersi per anni sondini anche se non li vuole".  Quagliariello replica liquidando l'ipotesi del referendum, poi aggiunge: serietà vuole che adesso "ci si impegni nel confronto". Ma a Marino le risposte arrivano soprattutto dall'interno del suo partito. Dorina Bianchi, che dal docente universitario ha ereditato il posto di capogruppo Pd proprio nella commissione Sanità di Palazzo Madama che sta esaminando la bozza Calabró, afferma di "stimare" il collega Marino "ma credo - precisa - che parlare oggi di referendum sia un grave errore" che alimenterebbe "uno scontro sbagliato fra due radicalismi".  Frena la vicepresidente (Pd) della Camera Rosy Bindi: "Il Pd non puó sottrarsi alla responsabilità di lavorare ad un testo che sia il piú possibile condiviso e non credo voglia lasciare alla sola maggioranza l'onere di legiferare, tanto piú in materie cosí complesse e delicate". Rievocando il risultato negativo del referendum sulla fecondazione assistita, Bindi avverte che quell'esito "dovrebbe consigliare tutti a maggiore saggezza e prudenza". Anche Enrico Letta bacchetta Marino: bisogna "affrontare le questioni cercando convergenze e non aumentando le divergenze, cercando convergenze sulla base di testi condivisi". Poi si augura che "tutto quello che è successo di drammatico nei giorni scorsi nel nostro Paese faccia capire a tutti che bisogna abbandonare lo spirito di crociata".  Nel Pd peró c'è anche chi appoggia la presa di posizione di Marino: "Se sul testamento biologico dovesse passare il testo del ddl della maggioranza cosí come è, che rappresenta un regresso rispetto alla situazione attuale e una minaccia per il rispetto dei diritti civili, non vedo altra soluzione che il referendum". Barbara Pollastrini invita a non affrettare le cose: "Capisco lo spirito del senatore Marino. Se la proposta rimanesse quella che è, sarebbe inaccettabile e lesiva dello stato di diritto. A quel punto, vedremo tutto il da farsi". Marino raccoglie consensi anche fuori dal suo partito: Sinistra democratica si dice pronta a raccogliere le firme, e il suo leader Claudio Fava coglie l'occasione per polemizzare con il Pd. "Restiamo ancora una volta stupefatti  di fronte all`ostinazione con cui il Pd riesce a dividersi perfino su una scelta di elementare decenza come quella di sottoporre al giudizio degli elettori una pessima legge".    

FINI, SOLO LA FAMIGLIA AVEVA DIRITTO DECIDERE
- "La vicenda di Eluana e' profondamente diversa dal caso Schiavo, perche' era in coma vegetativo irreversibile da 17 anni e in quel caso solo la famiglia deve avere il diritto di decidere". E' quanto afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel faccia a faccia a distanza con Nancy Pelosi sulla 'Stampa' di oggi. Fini rileva che "i casi Englaro e Schiavo non possono essere messi sullo stesso piano perche' Terri Schiavo era cosciente e aveva chiesto di morire. Per me questo non e' giusto, perche' e' un caso riconducibile al principio dell'eutanasia, che non accetto".  

SACCONI, ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE NON SONO NELLA DISPONIBILITA' DELLA PERSONA
- 'L'alimentazione e l'idratazione corrispondono ad un bisogno vitale della persona e io continuo a pensare che non siano nella disponibilita' della persona'. Lo ha affermato il ministro della Salute, Maurizio Sacconi oggi a Treviso. 'Quando Rossetti e Togliatti scrissero l'articolo 2 della Carta Costituzionale - ha aggiunto - non pensarono certamente alla possibilita' di negoziare i bisogni vitali delle persone e, appunto, l'articolo 2 parla di diritti inalienabili'.    
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