Mercoledì 10 giugno 2026
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Tornano disponibili i farmaci a base di Cannabis, ma il bicchiere resta mezzo vuoto....

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non sappiamo quanto la forte levata di scudi delle nostre associazioni (Pazienti Impazienti Cannabis e Associazione Cannabis Terapeutica) possa aver influito sulle alte sfere della burocrazia italiana. Probabilmente le nostre voci nemmeno vengono sentite a certi livelli; però…
Però sta di fatto che se fino a qualche giorno fa l’autorizzazione al commercio del Sativex (spray orale a base di estratti di Cannabis) sembrava comportare anche un conseguente blocco di tutti i farmaci cannabinoidi, da oggi tutto questo è, giustamente e a norma di legge, superato.
Questa infatti è la stata la risposta ufficiale sia dell’Agenzia Italiana del Farmaco AIFA sia del Ministero della Salute alla nostra specifica domanda.
Riportiamo: “ Il provvedimento di AIC,… si applica chiaramente alla sola specialità medicinale citata [il Sativex, appunto].
La situazione attuale è quindi questa. Il Sativex, che finora doveva essere importato dall’estero ed era disponibile per qualsiasi patologia, a breve (settembre?) sarà disponibile sul mercato italiano, ma solo per spasmi nella sclerosi multipla e solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialista neurologo, che dovranno registrare tali prescrizioni sul sito AIFA, rendendo quindi perlomeno difficile l’uso off-label (cioè per indicazioni diverse).
Restano disponibili i farmaci a base di infiorescenza di origine olandese, virtualmente per qualsiasi patologia e su prescrizione di qualsiasi medico, secondo due modalità: su ricetta bianca da presentare nelle farmacie dotate di laboratorio galenico (in teoria quasi tutte) o su prescrizione ospedaliera. Resta il problema, non indifferente, del costo del farmaco galenico: trentacinque euro al grammo (letteralmente più dell’oro!), che resta a carico del paziente nel primo caso, mentre nel secondo dipende dalla buona volontà di ogni singola ULS se farlo pagare o meno al paziente (nel migliore dei casi, paga la società).
E pensare, come abbiamo spesso ricordato, che tali sostanze sono GIA’ prodotte in Italia da un ente pubblico, il CRACIN di Rovigo, a costo bassissimo, ma per questioni burocratiche il prodotto non può essere utilizzato e viene periodicamente distrutto!
I medici e i malati italiani continueranno a districarsi tra queste complesse norme, e se l’arrivo del Sativex e la disponibilità dei galenici rappresentano il bicchiere mezzo pieno, il fatto che il Sativex abbia indicazioni estremamente limitate è il bicchiere mezzo vuoto.
Ma per i malati italiani il prezzo assurdo del farmaco non può che essere un bicchiere scheggiato.

Associazione Cannabis Terapeutica

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