Turco: d'accordo con Amato. Bagnasco: su vita non possiamo tacere
'Sottoscrivo quanto ha detto il ministro Amato'. E'quanto ha detto oggi il ministro della salute Livia Turco a Milano, a margine delle celebrazioni per l'80esimo anniversario della fondazione dell'Avis, a proposito delle aperture fatte ieri dal ministro dell'interno Giuliano Amato sul testamento biologico.
Per Livia Turco e' necessario 'evitare l'accanimento terapeutico e consentire alle persone di poter dire la loro sulle cure che le riguardano, di poter essere curate con dignita' fino alla fine della vita. Questi sono aspetti irrinunciabili di una buona politica e credo che la legge sul testamento biologico possa dare una risposta'.
'La Chiesa, i vescovi, la comunita' cristiana non possono esimersi da una parola su questioni che toccano l'umanita' dell'uomo, la sua natura'. Mons. Angelo Bagnasco ha spiegato cosi' in un'intervista a 'A Sua Immagine', la trasmissione di Rai Uno in convenzione con la Cei, le riserve espresse a piu' riprese dai vescovi italiani in merito al Testamento Biologico. 'Senza mettere a fuoco la persona umana, senza la definizione corretta di persona umana, le questioni non possono essere risolte in modo coerente', ha sottolineato ricordando che 'la persona non e' una fase della vita', ma si e' persona 'anche quando non si e' nel pieno delle proprie operazioni'. La Chiesa dunque non ammette l'eutanasia e teme scivolamenti legislativi in questa direzione per la stessa ragione per cui condanna l'aborto: 'perche' ha le capacita' si hanno sempre e comunque, fin dal primo momento'. 'Su questi temi fondamentali la Chiesa ha il dovere di dire una parola: non solo illuminata dalla sua fede, perche' allora sarebbe un discorso meramente confessionale, ma illuminata anche dalla ragione, dal buonsenso umano, dalla tradizione universale'.
Per Livia Turco e' necessario 'evitare l'accanimento terapeutico e consentire alle persone di poter dire la loro sulle cure che le riguardano, di poter essere curate con dignita' fino alla fine della vita. Questi sono aspetti irrinunciabili di una buona politica e credo che la legge sul testamento biologico possa dare una risposta'.
'La Chiesa, i vescovi, la comunita' cristiana non possono esimersi da una parola su questioni che toccano l'umanita' dell'uomo, la sua natura'. Mons. Angelo Bagnasco ha spiegato cosi' in un'intervista a 'A Sua Immagine', la trasmissione di Rai Uno in convenzione con la Cei, le riserve espresse a piu' riprese dai vescovi italiani in merito al Testamento Biologico. 'Senza mettere a fuoco la persona umana, senza la definizione corretta di persona umana, le questioni non possono essere risolte in modo coerente', ha sottolineato ricordando che 'la persona non e' una fase della vita', ma si e' persona 'anche quando non si e' nel pieno delle proprie operazioni'. La Chiesa dunque non ammette l'eutanasia e teme scivolamenti legislativi in questa direzione per la stessa ragione per cui condanna l'aborto: 'perche' ha le capacita' si hanno sempre e comunque, fin dal primo momento'. 'Su questi temi fondamentali la Chiesa ha il dovere di dire una parola: non solo illuminata dalla sua fede, perche' allora sarebbe un discorso meramente confessionale, ma illuminata anche dalla ragione, dal buonsenso umano, dalla tradizione universale'.
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