Usa. Oregon. Non si chiamera' piu' "suicidio medicalmente assistito"
Togliersi la vita secondo la legge dello Stato dell'Oregon sulla morte dignitosa (Death With Dignity Act) sara' da qui in avanti considerata "morte medicalmente assistita" e non piu' "suicidio medicalmente assistito".
Questa nuova terminologia e' stata a lungo invocata dai sostenitori della legge che permette ai malati allo stadio terminale di chiedere ai medici una prescrizione di farmaci letali -sempre che siano capaci di intendere e di volere ed in grado di autosomministrarseli.
L'associazione Compassion & Choices ha ribadito che, secondo la legge dell'Oregon, questa pratica "non deve in alcun caso costituire suicidio, suicidio assistito, mercy killing o omicidio". Ma lo Stato ha usato fino ad oggi l'espressione comune "suicidio medicalmente assistito" per descrive questa pratica nei suoi rapporti ufficiali.
Da ora in poi impieghera' l'espressione "morte medicalmente assistita" sul proprio sito web e sui propri documenti per adeguarsi alla terminologia gia' presente nella legge, come ribadisce Bonnie Widerberg, portavoce del ministero delle Risorse umane.
Katrina Hedburg, dell'agenzia Public Health Division, ha detto che la Compassion & Choices non ha minacciato azioni legali, ma che ha comunque agito tramite il proprio ufficio legale. "Non crediamo che sia nel migliore interesse dei cittadini difendere qualcosa che la legge esplicitamente nega", ha detto Hedburg, aggiungendo che la nuova terminologia sara' sicuramente sgradita agli oppositori di questa legge.
I sostenitori della legge hanno invece ribadito che il termine "suicido" era inesatto in quanto i pazienti che hanno lottato per rimanere in vita e poi decidono di morire non sono equiparabili a persone che vogliono suicidarsi.
La legge fu approvata dagli elettori dell'Oregon nel 1994 con un referendum e nel 1997 fu riconfermata. E' in vigore dal 1998 quando l'allora Governatore John Kitzhaber la controfirmo'.
Questa nuova terminologia e' stata a lungo invocata dai sostenitori della legge che permette ai malati allo stadio terminale di chiedere ai medici una prescrizione di farmaci letali -sempre che siano capaci di intendere e di volere ed in grado di autosomministrarseli.
L'associazione Compassion & Choices ha ribadito che, secondo la legge dell'Oregon, questa pratica "non deve in alcun caso costituire suicidio, suicidio assistito, mercy killing o omicidio". Ma lo Stato ha usato fino ad oggi l'espressione comune "suicidio medicalmente assistito" per descrive questa pratica nei suoi rapporti ufficiali.
Da ora in poi impieghera' l'espressione "morte medicalmente assistita" sul proprio sito web e sui propri documenti per adeguarsi alla terminologia gia' presente nella legge, come ribadisce Bonnie Widerberg, portavoce del ministero delle Risorse umane.
Katrina Hedburg, dell'agenzia Public Health Division, ha detto che la Compassion & Choices non ha minacciato azioni legali, ma che ha comunque agito tramite il proprio ufficio legale. "Non crediamo che sia nel migliore interesse dei cittadini difendere qualcosa che la legge esplicitamente nega", ha detto Hedburg, aggiungendo che la nuova terminologia sara' sicuramente sgradita agli oppositori di questa legge.
I sostenitori della legge hanno invece ribadito che il termine "suicido" era inesatto in quanto i pazienti che hanno lottato per rimanere in vita e poi decidono di morire non sono equiparabili a persone che vogliono suicidarsi.
La legge fu approvata dagli elettori dell'Oregon nel 1994 con un referendum e nel 1997 fu riconfermata. E' in vigore dal 1998 quando l'allora Governatore John Kitzhaber la controfirmo'.
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