Vaticano. Papa: leggi e politiche sociali eque per i malati terminali
"Promuovere politiche in grado di creare condizioni in cui gli esseri umani possano sopportare anche malattie incurabili ed affrontare la morte in una maniera degna". Lo chiede Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato che si celebra domani. "La Chiesa desidera sostenere i malati incurabili e quelli in fase terminale esortando a politiche sociali eque che possano contribuire a eliminare le cause di molte malattie e chiedendo con urgenza migliore assistenza per quanti stanno morendo e per quanti non possono contare su alcuna cura medica".
"Nonostante i progressi della scienza non si puo' trovare una cura per ogni malattia, e, quindi, negli ospedali, negli ospizi e nelle case in tutto il mondo ci imbattiamo nella sofferenza di numerosi nostri fratelli e numerose nostre sorelle incurabili e spesso in fase terminale".
I malati incurabili, ricorda il Pontefice, "sono presenti in ogni continente, in particolare in luoghi in cui la poverta' e le difficolta' causano miseria e dolore immensi. Molti milioni di persone nel mondo vivono ancora in condizioni insalubri e non hanno accesso a risorse mediche molto necessarie, spesso del tipo piu' basilare, con il risultato che il numero di esseri umani considerato incurabile e' grandemente aumentato".
Per questo, secondo Papa Ratzinger sono necessari "piu' centri per le cure palliative che offrano un'assistenza integrale, fornendo ai malati l'aiuto umano e l'accompagnamento spirituale di cui hanno bisogno". "Questo e' un diritto che appartiene a ogni essere umano e che tutti dobbiamo impegnarci a difendere".
Nel Messaggio, Benedetto XVI incoraggia "gli sforzi di quanti operano quotidianamente per garantire che i malati incurabili e quelli che si trovano nella fase terminale, insieme alle proprie famiglie, ricevano un'assistenza adeguata e amorevole". Da parte sua, continua il testo, "la Chiesa, seguendo l'esempio del Buon Samaritano, ha sempre mostrato particolare sollecitudine per gli infermi".
"Mediante i suoi singoli membri e le sue istituzioni - ricorda - continua a stare accanto ai sofferenti e ai morenti, cercando di preservare la loro dignita' in questi momenti significativi dell'esistenza umana. Molti di questi individui, personale sanitario, agenti pastorali e volontari, e istituzioni in tutto il mondo, servono instancabilmente i malati, negli ospedali e nelle unita' per le cure palliative, nelle strade cittadine, nell'ambito dei progetti di assistenza domiciliare e nelle parrocchie".
"L'essere malati porta inevitabilmente con se' un momento di crisi e un serio confronto con la propria situazione personale. I progressi nelle scienze mediche spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente ai suoi aspetti fisici". La vita umana, aggiunge Papa Benedetto, "ha i suoi limiti intrinseci, e, prima o poi, termina con la morte. Questa e' un'esperienza alla quale e' chiamato ogni essere umano e alla quale deve essere preparato". Rivolgendosi ai "cari fratelli e care sorelle che soffrite di malattie incurabili e che siete nella fase terminale", Benedetto XVI chiede loro di "contemplare le sofferenze di Cristo crocifisso". "Sappiate che le vostre sofferenze, unite a quelle di Cristo, si dimostreranno feconde per le necessita' della Chiesa e del mondo. Spero che, ovunque voi siate, troviate sempre l'incoraggiamento e la forza spirituali necessari a nutrire la vostra fede e a condurvi piu' vicini al Padre della vita".
Il Messaggio contiene infine l'invito "alle comunita' ecclesiali in tutto il mondo, e in particolare a quante si dedicano al servizio degli infermi, a continuare, con l'ausilio di Maria, Salus Infirmorum, a rendere un'efficace testimonianza della sollecitudine amorevole di Dio, nostro Padre".
"Nonostante i progressi della scienza non si puo' trovare una cura per ogni malattia, e, quindi, negli ospedali, negli ospizi e nelle case in tutto il mondo ci imbattiamo nella sofferenza di numerosi nostri fratelli e numerose nostre sorelle incurabili e spesso in fase terminale".
I malati incurabili, ricorda il Pontefice, "sono presenti in ogni continente, in particolare in luoghi in cui la poverta' e le difficolta' causano miseria e dolore immensi. Molti milioni di persone nel mondo vivono ancora in condizioni insalubri e non hanno accesso a risorse mediche molto necessarie, spesso del tipo piu' basilare, con il risultato che il numero di esseri umani considerato incurabile e' grandemente aumentato".
Per questo, secondo Papa Ratzinger sono necessari "piu' centri per le cure palliative che offrano un'assistenza integrale, fornendo ai malati l'aiuto umano e l'accompagnamento spirituale di cui hanno bisogno". "Questo e' un diritto che appartiene a ogni essere umano e che tutti dobbiamo impegnarci a difendere".
Nel Messaggio, Benedetto XVI incoraggia "gli sforzi di quanti operano quotidianamente per garantire che i malati incurabili e quelli che si trovano nella fase terminale, insieme alle proprie famiglie, ricevano un'assistenza adeguata e amorevole". Da parte sua, continua il testo, "la Chiesa, seguendo l'esempio del Buon Samaritano, ha sempre mostrato particolare sollecitudine per gli infermi".
"Mediante i suoi singoli membri e le sue istituzioni - ricorda - continua a stare accanto ai sofferenti e ai morenti, cercando di preservare la loro dignita' in questi momenti significativi dell'esistenza umana. Molti di questi individui, personale sanitario, agenti pastorali e volontari, e istituzioni in tutto il mondo, servono instancabilmente i malati, negli ospedali e nelle unita' per le cure palliative, nelle strade cittadine, nell'ambito dei progetti di assistenza domiciliare e nelle parrocchie".
"L'essere malati porta inevitabilmente con se' un momento di crisi e un serio confronto con la propria situazione personale. I progressi nelle scienze mediche spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente ai suoi aspetti fisici". La vita umana, aggiunge Papa Benedetto, "ha i suoi limiti intrinseci, e, prima o poi, termina con la morte. Questa e' un'esperienza alla quale e' chiamato ogni essere umano e alla quale deve essere preparato". Rivolgendosi ai "cari fratelli e care sorelle che soffrite di malattie incurabili e che siete nella fase terminale", Benedetto XVI chiede loro di "contemplare le sofferenze di Cristo crocifisso". "Sappiate che le vostre sofferenze, unite a quelle di Cristo, si dimostreranno feconde per le necessita' della Chiesa e del mondo. Spero che, ovunque voi siate, troviate sempre l'incoraggiamento e la forza spirituali necessari a nutrire la vostra fede e a condurvi piu' vicini al Padre della vita".
Il Messaggio contiene infine l'invito "alle comunita' ecclesiali in tutto il mondo, e in particolare a quante si dedicano al servizio degli infermi, a continuare, con l'ausilio di Maria, Salus Infirmorum, a rendere un'efficace testimonianza della sollecitudine amorevole di Dio, nostro Padre".
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