Martedì 9 giugno 2026
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Vaticano. Pav: nessuna istigazione a delinquere nel nostro invito ai giudici

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Contro le 'palesemente parziali e fuorvianti' interpretazioni date da 'alcuni organi di informazione' sulla dichiarazione finale della propria XIII Assemblea, la Pontificia accademia per la vita ha diffuso una nota per reagire a un uso 'iperbolico e strumentale' del documento, che riguardava 'La coscienza cristiana e il sostegno al diritto alla vita'. Il documento aveva attirato l'attenzione dei media in particolare per il problema della obiezione di coscienza di medici e politici in caso di aborto, eutanasia e in genere temi bioetici.
Nella nota la Pav ricorda che non ha 'finalita' di intervento politico o di interferenza con i processi democratici dello Stato, in nessun Paese del mondo' e ribadisce il proprio 'diritto (che peraltro considera come un dovere) di contribuire a richiamare ed incoraggiare ciascuno ad esercitare la propria responsabilita' in ordine alla tutela della vita umana individuale'.
La Pav ricorda che la dichiarazione conclusiva e' una 'forma di messaggio' che viene presentato a fine lavori per 'presentare al pubblico i principali risultati della sessione di studio', che ha 'carattere di indirizzo universale' e che 'mette in evidenza, accanto ai dati della scienza, anche i problemi bioetici connessi con le tematiche oggetto dello studio'.
'Interpretare una tale esortazione, rivolta a tutti coloro che nel mondo hanno parte attiva nelle decisioni e azioni che riguardano la vita umana e la sua tutela - afferma la Pav - come un 'attentato alla sovranita' dello Stato' o addirittura come una 'istigazione a commettere reato, francamente risulta iperbolico, strumentale e soprattutto, poco incline alla garanzia effettiva di quella liberta' di pensiero e di espressione che costituisce il requisito necessario di ogni societa' autenticamente democratica'.

Dichiarazione di Donatella Poretti (Rnp):
Questa volta lo Stato del Vaticano ha veramente esagerato, e la nota diffusa oggi dalla Pontificia accademia per la vita (Pav) non fa altro che confermarlo. Quella che difensivamente la Pav definisce un'esortazione generale, e' invece il "doveroso esercizio" di una " coraggiosa obiezione di coscienza" ai magistrati. In particolare li si invita a disapplicare quelle "norme giuridiche vigenti, sia quelle codificate sia quelle definite dai tribunali e dalle sentenze dei tribunali" -come si legge nel documento del Vaticano pubblicato sul quotidiano l'Avvenire del 17 marzo scorso- quando contrarie ai principi della fede cattolica cosi' come affermati dalla Santa Sede.
Ma cosa ancora piu' grave, credo che questo costituisca una palese violazione del Concordato fra la Repubblica italiana e la Chiesa cattolica (legge 20 marzo 1985, n. 121), ed in particolare del suo primo articolo: "La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese". Con tali esortazioni, lo Stato del Vaticano non ha semplicemente espresso una opinione su norme che non condivide (cosa legittima), ma si e' adoperato affinche' la legge -e quindi l'ordine- della Repubblica italiana fosse trasgredita. Tutt'altro che un esempio di quel "pieno rispetto" per l'ordine, l'indipendenza e la sovranita' dell'Italia previsto dal Concordato.
Per questo, ho presentato oggi una interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri, insieme ai mie colleghi radicali eletti nella Rosa nel Pugno, per sapere quando e con quali modalita' il Governo intende agire al fine di richiamare lo Stato del Vaticano al pieno rispetto del Concordato, ovvero dell'ordine, delle leggi, dell'indipendenza e della sovranita' della Repubblica italiana. (1)
Nei giorni scorsi ho presentato, insieme all'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) un esposto in materia in 40 procure della repubblica, ipotizzando il reato di istigazione a delinquere. (2) Infine faccio un caloroso invito che' chiunque aderisca alla campagna dell'Aduc per la spedizione di esposti simili alle proprie Procure della Repubblica. (3)
(1) Testo dell'interrogazione: clicca qui
(2) Qui l'esposto: clicca qui.
(3) clicca qui
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