Martedì 9 giugno 2026
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Venter: e' il Dna e non la razza a determinare risposta ai farmaci

AMERICHE - USA
Notizia ·
Il successo dei farmaci del futuro sara' sempre piu' decretato dalla farmacogenomica. Cioe' dalla farmacologia applicata alla genetica, ma con un'accortezza in piu': si dovra' tener conto di ogni singola differenza nel Dna piu' che di presunte analogie dettate dall'appartenenza a una medesima etnia o provenienza geografica. Parola di un team di ricerca dell'istituto di Craig Venter, in Usa, che forse vuole confutare in questo modo le affermazioni dell'autunno scorso di James Watson. Il premio Nobel e scopritore della struttura del Dna aveva detto che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Affermazioni aspramente criticate dal resto della comunita' scientifica internazionale. 
Cosi' gli scienziati del J. Craig Venter dell'Institute di Rockville hanno messo a confronto il patrimonio genetico dello stesso Watson, e quello di Venter, pubblicati e messi a disposizione degli scienziati di tutto il mondo. Dunque il Dna di due 'bianchi'. Rilevando che "la medicina personalizzata del futuro dovra' puntare sulle precise informazioni genetiche di ciascun paziente, piuttosto che sulla 'razza'".   
Nell'articolo sulla farmacoetnicita' pubblicato su Clinical Pharmacology and Therapeutics, i ricercatori misurano i patrimoni genetici di Watson e Venter con alcuni farmaci, per dimostrare come anche due Dna che potrebbero essere simili in realta' determinano una risposta differente. Cartina di tornasole di questo esperimento sono stati un farmaco antidepressivo e uno contro il cancro.
Ebbene, entrambi sono stati metabolizzati diversamente proprio a causa delle differenze genetiche nei due Dna. In particolare nei geni del citocromo P-450, che regolano la metabolizzazione del 75% delle sostanze nei loro processi di attivazione o disattivazione. Venter ha due alleli funzionali, i mattoncini che costituiscono i gradini della scala a chiocciola che e' il Dna, sul gene Cyp2d6 che lo rendono un ottimo metabolizzatore dei farmaci. Watson, invece, ha alleli molto meno attivi, e perdi piu' assai poco frequenti tra la popolazione caucasica (3%) e molto piu' comuni tra gli asiatici dell'estremo oriente (49%).
Da qui l'invito: "Visti i costi sempre minori del sequenziamento del Dna - concludono i due genetisti - medici e pazienti dovrebbero unirsi nell'intento di arrivare a una medicina piu' efficace e piu' attenta agli effetti collaterali dei farmaci".
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