Martedì 9 giugno 2026
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Washington. Prolifers temono vittoria del si' al suicidio medicalmente assistito

AMERICHE - USA
Notizia ·
Gli elettori dello stato di Washington devono pronunciarsi a novembre sull'eutanasia. Il referendum riguarda una serie di norme che di fatto depenalizzerebbero gli atti necessari a far morire i malati terminali. Da un sondaggio risulta grande incertezza sul risultato finale, col 39% degli intervistati che si dicono favorevoli e il 26 contrari. I comitati dal no all'eutanasia mettono le mani avanti a fanno sapere che secondo loro comunque vinceranno i favorevoli perché sono in grado di raccogliere molti più finanziamenti: la loro campagna ha fin qui fruttato 1,24 milioni di dollari.
Peg Sandeen, direttore del Death With Dignity National Center calcola che "la maggior parte dei contributi ci arrivano dagli stati di Washtington, Oregon, California, New York e Florida". L'offensiva più rilevante dal fronte del no vien dagli avvocati che, assieme ad un gruppo di parlamentari democratici, hanno dato vita all'organizzazione New Democrats Against Assisted Suicide. Ne fa parte la senatrice Margarita Prentice, decisa "a non far mai approvare questa pericolosa proposta di legge", pericolosa perché "i poveri subirebbero pressioni per farla finita anziché continuare a far spendere soldi per essere tenuti in vita". Stesse motivazioni per Dan Duringer di LifePace, per il quale non vi è differenza tra suicidio assistito e eutansia: "comprendiamo il punto di vista delle persone che vogliono tenere sotto controllo la fine della propria esistenza, ma pensiamo che sia giusto impedirlo alle persone più fragili".

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