Giovedì 16 luglio 2026
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YouTube e giochi d'azzardo: la Corte UE dà ragione ad Agcom contro Google

U.E. - ITALIA
Notizia ·

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una sentenza importante nel contenzioso tra l'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Google: le grandi piattaforme digitali non possono invocare l'immunità automatica da responsabilità quando stringono accordi commerciali con i creatori di contenuti che pubblicano video sui loro canali.

 

La vicenda prende le mosse da una sanzione da 750.000 euro inflitta da Agcom a Google Ireland Ltd nel luglio 2022, con contestuale ordine di rimozione da YouTube di diversi video che promuovevano il gioco d'azzardo online, in violazione della normativa italiana — in particolare il divieto di pubblicità del gioco d'azzardo previsto dal cosiddetto Decreto Dignità. Quei video erano stati caricati da un creatore di contenuti legato a Google attraverso un accordo di partnership commerciale, con cui le due parti si spartivano i ricavi pubblicitari generati prima di ogni video.

 

Google aveva impugnato il provvedimento davanti ai tribunali amministrativi italiani, sostenendo di poter beneficiare delle deroghe di responsabilità previste dalla direttiva europea sul commercio elettronico (2000/31/CE) per i cosiddetti hosting provider: in base a questo regime, chi si limita a ospitare contenuti caricati da terzi non è ritenuto responsabile per quegli stessi contenuti. Il Consiglio di Stato, di fronte al contrasto interpretativo, ha deciso di investire della questione la Corte di Giustizia europea tramite rinvio pregiudiziale.

 

I giudici del Lussemburgo hanno però respinto la tesi di Google. Secondo la Corte, la protezione per gli hosting provider vale solo quando la piattaforma agisce in modo "puramente tecnico, automatico e passivo", senza alcuna conoscenza o controllo sui contenuti. Nel caso in esame, Google aveva esaminato il tema del canale, i video più visti o più recenti e i relativi metadati prima di concludere l'accordo di partnership commerciale: in questo modo aveva acquisito una conoscenza concreta del tipo di contenuti presenti sul canale, e non può quindi sostenere di aver agito come semplice intermediario neutrale.

La Corte ha anche chiarito un aspetto tecnico rilevante: sebbene il diritto europeo escluda i giochi d'azzardo dall'ambito di armonizzazione del commercio elettronico — proprio per le notevoli divergenze morali, religiose e culturali tra gli Stati membri — l'attività di hosting online in sé non è "intrinsecamente connessa" al gioco d'azzardo, e ricade quindi nella normativa europea sul commercio elettronico. Tuttavia, ciò non basta a proteggere Google quando la piattaforma ha assunto un ruolo attivo, come dimostrato dall'esame preventivo dei contenuti prima della firma dell'accordo.

 

La sentenza della Corte non chiude definitivamente la controversia: spetta ora al giudice nazionale pronunciarsi nel merito, verificando se Google potesse ragionevolmente ignorare che il canale in questione aveva come tema principale i giochi d'azzardo. La decisione europea vincola però tutti i giudici nazionali che si trovino ad affrontare casi analoghi.

Come riporta ANSA, la pronuncia dei giudici europei segna un precedente significativo: le grandi piattaforme digitali non potranno più nascondersi dietro lo scudo dell'intermediario passivo quando, in realtà, analizzano e monetizzano attivamente i contenuti dei propri partner commerciali.

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