Venerdì 24 luglio 2026
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Autovelox: deterrente che peggiora la sicurezza

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Scandicci, grande cittadina dell’area metropolitana fiorentina, si sta ponendo il problema di come moltiplicare i propri autovelox e se non sia il caso di affidare la gestione a qualcuno di più efficiente di se stessa. Sono tante le “Scandicci” d’italia che mettono già in atto o stanno  pensando di farlo. Tutti “ovviamente” in buona fede: la sicurezza della strada. Con l’aggiunta di un notevole gruzzolo di denaro che entrerà per alleviare le sofferenze dei rispettivi bilanci.

 

Ordinaria amministrazione. Che prevede di meglio razionalizzare dopo l’entrata in vigore  dell’agognata riforma Salvini che dovrebbe risolvere il problema che aveva reso illeciti tutti gli apparecchi fino al giorno prima, la mancanza di omologazione. Omologazione per la quale ci sono non pochi dubbi, ma vedremo come e se le nuove disposizioni saranno applicate.

 

Sarà per questa nuova vita degli autovelox che avrebbero superato il maggiore scoglio che “Scandicci” si sta muovendo, aggiornando e investendo: i margini di successo dovrebbero esser maggiori. Ma quale successo?

 

Alcuni paragoni.

Le carceri sono affollate e fatiscenti, non ottemperando alla missione costituzionale di recupero dei rei e, soprattutto, dei presunti rei. Alcuni propongono di costruirne di più e di recente è stato approvato uno specifico Decreto Sicurezza che inasprisce i controlli e limita i diritti dei detenuti rendendo le carceri più esplosive.Siamo sicuri che nella quasi totalità dei casi non siano sufficienti le alternative al carcere?

La cannabis, il cui consumo è un illecito amministrativo e non un reato, è la maggiore sostanza consumata da almeno il 30% dei giovani che per procurarsela si intrecciano con la piccola e grande delinquenza. Le recenti norme del codice della strada prevedono sanzioni per chi ha consumato anche tre giorni prima di quando vieni fermato. Nel contempo i derivati light della cannabis, legali a tutti effetti e che hanno sviluppato un mercato specifico, sono stati vietati e imprenditori e consumatori ne stanno subendo conseguenze. Siamo sicuri che non sarebbe meglio se la cannabis fosse legale?

 

Cos’hanno in comune autovelox, carceri e cannabis? La creazione e messa in opera di norme che mettono al centro lo Stato ideologico, e non i cittadini utenti e consumatori.

 

L’autovelox, la cui funzione dovrebbe essere di sicurezza per la strada, si è trasformato in strumento dei Comuni per fare cassa: i versamenti dello Stato centrale alle amministrazioni locali sono sempre in calo, e quindi lo Stato cerca di sopperire dando loro questa opportunità. Con l’aggiunta dell’ipocrisia dell’obbligo dei cartelli che annunciano la presenza dei dispositivi… non basterebbe il cartello che indica i limiti di velocità?

E per evitare che i conduttori di veicoli che sono programmati e venduti per arrivare a 250 Km/h siano inviati a violare i limiti, perché non basterebbero dei dossi nei percorsi stradali più pericolosi, proprio dove oggi si installano autovelox? Sparirebbero quasi del tutto le multe… e le infrazioni… 

 

Viviamo in un regime che sembra essere incapace di prevenire ma solo di reprimere. Regime impostato su un assunto ideologico rispetto al quale tutto deve essere funzionale.

Il risultato, come anche negli esempi che abbiamo riportato, è una  situazione in continuo deterioramento umano, civile ed economico.

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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