Cartelli della droga nel commercio globale della frutta: cocaina nei container

I cartelli della droga hanno trovato un canale insospettabile per far circolare cocaina e altri stupefacenti attraverso le frontiere internazionali: le spedizioni di frutta tropicale. Banane, ananas e altri prodotti ortofrutticoli vengono usati come copertura per nascondere ingenti quantità di droga all'interno dei container refrigerati che ogni giorno solcano le rotte commerciali mondiali. È quanto riferisce Telugu Times in un'analisi dedicata all'infiltrazione delle organizzazioni criminali nelle filiere agroalimentari legittime.
Il meccanismo è rodato: le organizzazioni criminali corrompono funzionari doganali, si inseriscono nelle catene di approvvigionamento legali e occultano i carichi di stupefacenti insieme — o all'interno — della merce ortofrutticola. I porti europei di Rotterdam e Anversa, principali punti di ingresso per la frutta tropicale proveniente dal Centro e Sud America, sono tra gli scali più colpiti dal fenomeno. Le autorità doganali belghe hanno reso noto che nel solo porto di Anversa nel 2025 sono state sequestrate 55 tonnellate di cocaina, con un aumento del 24% rispetto alle 44 tonnellate del 2024. L'anno record rimane il 2023, con 116 tonnellate intercettate.
Il traffico di cocaina nei container commerciali non è una novità, ma l'uso sistematico delle spedizioni di frutta rappresenta un'evoluzione della strategia criminale. I container refrigerati — necessari per preservare i prodotti deperibili — offrono agli spacciatori una copertura particolarmente efficace: i volumi sono enormi, i tempi di sdoganamento devono essere rapidi per non danneggiare la merce, e i controlli, per quanto intensificati, non riescono a ispezionare ogni singolo carico. Nel 2024, in Spagna, sono state sequestrate 13 tonnellate di cocaina occultate in un carico di banane proveniente dall'Ecuador.
Le autorità di tutto il mondo stanno intensificando i controlli sui container refrigerati, ma i cartelli si adattano rapidamente, modificando rotte e metodi di occultamento. Secondo le analisi più recenti, il calo dei sequestri registrato in alcuni porti nordeuropei nel 2024 non corrisponde a una reale contrazione del traffico: riflette piuttosto una diversificazione delle rotte verso scali minori e il ricorso a tecniche di occultamento più sofisticate, come la miscelazione della sostanza in altri materiali o la sua alterazione chimica per renderla meno rilevabile.