Mercoledì 9 settembre 2026
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Riforma globale delle droghe: a Dublino si chiede un approccio basato sui diritti dei minori

Articolo · Redazione ·

Un'attivista con base a Dublino, Ruby Lawlor, guida un'iniziativa internazionale per collocare i diritti dell'infanzia al centro della riforma delle politiche globali sulle droghe. Secondo quanto riportato dall'Irish Independent, la campagna punta a far sì che i governi e gli organismi internazionali che si occupano di controllo delle sostanze stupefacenti tengano conto in modo sistematico dell'impatto che tali politiche hanno su bambini e adolescenti.

 

Il tema non è nuovo nel dibattito internazionale sulle droghe, ma negli ultimi anni ha acquisito peso crescente. Da tempo esperti di diritto internazionale sottolineano come le convenzioni sul controllo degli stupefacenti, nate decenni fa, non abbiano mai integrato in modo strutturale i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, ratificata dalla quasi totalità dei paesi del mondo, compresa l'Irlanda nel 1992.

 

Le conseguenze di questa lacuna, secondo chi si occupa della materia, si vedono su più fronti: minori coinvolti nel mercato illegale della droga come corrieri o piccoli spacciatori, spesso reclutati proprio per la loro condizione di vulnerabilità economica e sociale; figli di persone che fanno uso di sostanze, esposti al rischio di essere allontanati dalle famiglie sulla sola base dello stato di dipendenza di un genitore, indipendentemente dall'effettiva presenza di maltrattamento o abbandono; adolescenti privati dell'accesso a servizi di riduzione del danno pensati quasi esclusivamente per gli adulti.

 

La proposta di un'agenda di riforma basata sui diritti dei minori si inserisce in un filone più ampio che, a livello internazionale, chiede di superare l'approccio punitivo al consumo di droghe in favore di politiche sanitarie e sociali. In Irlanda, questo dibattito ha già prodotto passaggi concreti: l'Assemblea dei cittadini sull'uso di droghe e il successivo Comitato congiunto parlamentare hanno elaborato negli ultimi anni raccomandazioni per la decriminalizzazione del possesso per uso personale e per un approccio "health-led", cioè guidato dalla sanità pubblica piuttosto che dal sistema penale.

 

Chi promuove l'agenda per i diritti dell'infanzia sostiene che qualsiasi riforma della disciplina internazionale sulle sostanze stupefacenti dovrebbe passare da una valutazione esplicita del suo impatto sui minori, sia quelli coinvolti direttamente nel consumo o nel traffico, sia quelli che vivono in famiglie toccate dalla dipendenza.

 

Come riporta l'Irish Independent, la campagna si muove su un piano che intreccia diritto internazionale, salute pubblica e protezione sociale, cercando di portare la voce di Dublino nei consessi globali dove si discute il futuro delle politiche sulle droghe.

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