Domenica 7 giugno 2026
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IL DITO DI BOSSI, LE CORNA DI BERLUSCONI E IL 5 IN CONDOTTA: LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE GELMINI

Articolo · Annapaola Laldi ·
Gentile e cara onorevole Gelmini, mi rivolgo pubblicamente a Lei nella Sua veste di Ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca per esprimere a voce alta una preoccupazione che non esito a definire molto seria -tanto piu' dal 30 ottobre, da quando, cioe', e' stata approvata definitivamente la Legge n. 169/2008, comunemente nota come "legge Gelmini".
Poiche' sono certa che Lei sia una persona che ha davvero a cuore le sorti dei diversi istituti di istruzione, la preparazione di chi vi insegna e la formazione di chi li frequenta, nutro piu' di una speranza che le considerazioni, che Le esporro' tra breve, trovino in Lei non solo attenzione ma addirittura compartecipazione (e il conseguente impegno a un Suo autorevole intervento).
Il punto su cui mi soffermo e' quello relativo alla reintroduzione della valutazione del comportamento degli alunni e delle alunne delle scuole, a quanto capisco, di ogni ordine e grado, sia pure con l'innovazione, rispetto al passato, del voto in decimi, ragion per cui, ora la segnalazione di una condotta inammissibile e' attribuita al voto "5/10", mentre in passato bastava il famigerato "7". Sull'argomento, desidero aggiungere che sono piu' che d'accordo sul fatto che vi sia necessita' e urgenza di richiamare anche la componente studentesca al rispetto serio, profondo, convinto della civile convivenza, nella consapevolezza che a ogni diritto corrisponde un uguale dovere.
Detto questo, arrivo a cio' che mi sta a cuore e che, sinceramente, e' per me fonte di grave turbamento, ed entro percio' in medias res con una domanda:
e' possibile chiedere ai soggetti che si trovano nella fascia d'eta' compresa fra 11/19 anni  questo giustissimo rigore su una cosa cosi' importante come il rispetto della civile convivenza, in parole ed opere, se non proprio in pensieri, senza che, da parte degli adulti vi sia un pari, se non maggiore, rigore nelle loro parole ed azioni, soprattutto quando esse siano manifestate di fronte a un uditorio che, anche solo presumibilmente, comprenda bambini/e e ragazzi/e?
Mi intenda bene, onorevole Gelmini, non sto pensando all'ipocrisia, che oggi si manifesta, a volte, nel "politicamente corretto". Niente di tutto cio', tanto piu' che so per certo di essere una persona totalmente indiplomatica, e, per dirla con un po' di latino, mi e' stato sempre alieno l'antico detto "Nisi caste, tamen caute".
No, quello che mi sta a cuore non e' l'ipocrisia e neppure il dare il buon esempio, ma il vero, l'autentico, il genuino rispetto per le altre persone (a cominciare da me stessa, dato che sono certa che, quando si manca di rispetto al prossimo, si toglie prima di tutto il rispetto a noi stessi). E su questo sono davvero severa, addirittura inflessibile -con chiunque.
Ebbene, purtroppo constato che tale rispetto, che, come penso sia d'accordo anche Lei, e' sostanza della civile convivenza, di cui certamente fa parte anche il confronto politico e persino quello partitico, viene sempre piu' calpestato anche da eminenti personalita' che addirittura ricoprono cariche istituzionali, e che quindi, rappresentando l'intera nazione (anche coloro che non hanno contribuito alla loro elezione), hanno, fra l'altro, un'enorme responsabilita' anche nel fornire uno stile di comportamento, che non puo' non causare generale imitazione,specialmente fra i più giovani -o quanto meno creare degli alibi.
In parole povere: come la mettiamo con "il dito" dell'onorevole Bossi, e "le corna" (e le altre "carinerie") dell'onorevole premier Berlusconi"?
Per chiarire bene il concetto, Le raccontero' un fatto che e' capitato proprio a me. Anni fa, quando ero preside (di scuola secondaria di primo grado), un'insegnante di lettere molto brava e giusta verso gli alunni, mi porto' direttamente in presidenza un alunno (mi pare di prima media) che le aveva fatto … le corna. Il ragazzino era abbastanza sui generis e aveva gia' fatto molto per distinguersi in una serie di performance non tanto gravi, ma pur sempre destabilizzanti per una classe, incontrando sempre molta comprensione, ma questa volta ritenni la misura colma e giudicai necessario mettergli un limite preciso e solenne quale una sospensione dalle lezioni sia pure per una sola giornata. Poiche' nella famiglia (altrettanto, se non piu', sui generis) nessuno si diceva in grado di venirlo a prendere alla fine delle lezioni (che aspetto' facendomi compagnia in presidenza), lo accompagnai personalmente a casa, notificando cosi' al contempo la sospensione inflitta, che, in effetti, qualche risultato lo ottenne.
Questo accadeva abbastanza prima della per me triste esibizione dell'onorevole Berlusconi in Spagna. E aggiungo: per fortuna. Perche', gentile onorevole Gelmini, dopo le corna del presidente del Consiglio, in una situazione analoga a quella che vissi io anni fa, come puo' un dirigente scolastico convincere una famiglia che il suo giovane rampollo non deve fare le corna agli insegnanti (e magari neppure ai compagni)?
Se le ha fatte pubblicamente un personaggio cosi' eminente, che rappresenta l'Italia, e le ha pure difese asserendo la liceita' e addirittura la "simpatia" di cotanto gesto, come si potra' contestare a un bambino o a un ragazzo questo stesso gesto? Qui, davvero, se si usassero i classici "due pesi e due misure" si cadrebbe senza ritegno nella piu' tremenda ipocrisia. E allora?
Lo stesso vale per il "dito" dell'onorevole Bossi (ma purtroppo ho appena visto su Internet una foto dell'onorevole Berlusconi immortalato a Bolzano nel medesimo gesto). Un gesto che io trovo il piu' osceno in assoluto fra tutti quelli che la nostra povera fantasia umana possa inventarsi. Un gesto becero, volgare, che richiama turpi riti di iniziazione di un certo tipo di malavita, dove il nuovo adepto, sottostando alla penetrazione anale del capo, riconosce e manifesta la sua inferiorita' e totale disponibilita' agli ordini di quest'ultimo, oppure ci porta nel girone infernale delle carceri, dove, di nuovo, il condannato piu' giovane o piu' debole viene violentato dai piu' vecchi e forti.
Assunto nella politica (ma e' davvero politica?), il dito medio levato significa il piu' assoluto disprezzo di chi appartiene a un altro schieramento, ne proclama l'asservimento al potente di turno, calpesta la dignita' di chi non e' dei nostri, comunica, infine, una concezione della societa' divisa irrimediabilmente fra -mi scusi la brutale chiarezza- chi "lo mette" e chi "lo piglia" (e qui, evidentemente la morale che grida al "contronatura" non vale … o sbaglio?).
E dunque, quale docente, quale dirigente scolastico, potra' risentirsi e invocare una severa misura disciplinare nei confronti di un bambino/ragazzo/giovane (o, logicamente, bambina/ragazza/giovane al femminile) che abbia fatto lo stesso gesto a compagni/e, insegnanti o personale non docente?
E, tanto per completare il ventaglio delle situazioni, come potra' intervenire il solito sfortunato dirigente scolastico per arginare la manifestazione di "carinerie" rivolte ai compagni africani o indiani dal bulletto di turno, e come potra' sanzionare come "violenta" un'eventuale reazione della vittima, quando non ha potuto ritenere "violenta" l'espressione che l'ha provocata (in quanto, appunto, canonizzata come "carineria" dal presidente del consiglio in persona)?
Gentile e cara onorevole Gelmini, e' inutile che mi dilunghi. Il concetto e' chiaro, e la mia preoccupazione e' davvero grande, non mi vergogno a dire che e' addirittura accorata.
Ma se le sto trasmettendo questo mio grande cruccio e' perche' sono sicura che anche Lei puo' condividerlo e agire di conseguenza. Sono infatti convinta che, dovendo stilare il Decreto Ministeriale previsto dal terzo comma dell'art. 2 della Legge 169/2008, in cui saranno"specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonche' eventuali modalita' applicative del presente articolo", Lei non avvalorera' la logica dei "due pesi e due misure" (che, come ho gia' osservato, sarebbe di una ipocrisia estremamente distruttiva). Di conseguenza, scartando ovviamente l'ipotesi del tutto peregrina che il suddetto Decreto possa contenere un elenco (ovviamente aggiornabile) delle "parole e opere" delle personalita' politiche che, se imitate, devono essere ritenute ininfluenti per l'abbassamento del voto di condotta, secondo me, non puo' che restarLe la strada di fare opera di convincimento presso i Suoi colleghi di partito e di governo affinche', al di la' delle loro sicuramente migliori intenzioni giocose e scherzose, si mettano dei limiti precisi nel loro parlare ed agire, esprimendo cosi' quel senso di responsabilita' verso soprattutto le giovani generazioni, che senz'altro sentono, anche se, a volte, sembrano dimenticarselo.
In questo mi conforta molto il fatto che Lei goda evidentemente (lo leggo nel Suo curriculum vitae pubblicato sul sito del Ministero dell'Istruzione) della massima stima del Presidente del Consiglio dei Ministri, verso il quale Lei sapra' trovare le parole giuste per convincerlo che stare un passo indietro non esprime debolezza, ma anzi, manifesta la vera forza morale di una persona.
La prego anche di fare iscrivere questo argomento all'ordine del giorno di uno dei prossimi Consigli dei ministri, in modo che si possa inaugurare da parte di questo Governo uno stile espressivo sobrio e rigoroso che indichi che il Governo, nel suo insieme e nelle sue singole componenti, si assume consapevolmente e pubblicamente la grave e preziosa responsabilita' del rispetto erga omnes. Solo in questo modo, infatti si potra' chiedere a chi e' "piu' piccolo" e "piu' giovane" di assumersi la propria di responsabilita' e di osservare tutti i doveri che stanno alla base di una sana e pacifica convivenza civile.
Prima di congedarmi da Lei, voglio esprimerLe, in primo luogo, tutta la mia solidarieta' di cittadina e di donna la' dove Lei sia stata e continui, purtroppo, a essere oggetto di dileggio e offese personali, perche' il dileggio e le offese alla persona sono sempre deprecabili e non si possono mai giustificare, tanto meno, direi con l'argomento della "lotta politica". Sono e restano una pura e semplice barbarie. In secondo luogo, e proprio come persona che non sta dalla Sua parte politica, desidero complimentarmi con Lei perche' mi risulta che Lei non abbia mai replicato in modo men che corretto ad attacchi anche pesanti, e questo, per me e' un grande punto a Suo favore.
La ringrazio dell'attenzione riservata a queste mie righe e Le auguro di sviluppare tutte le Sue facolta' per servire sempre meglio il vero bene del nostro Paese.
(Se vorra' dare una risposta a questa mia, faro' in modo che essa abbia il giusto risalto sul sito dell'ADUC (www.aduc.it -rubrica "La pulce nell'orecchio" del 15.11.2008), dove viene pubblicata questa lettera aperta).
Con stima.
Annapaola Laldi

NOTA
Questa lettera è stata inviata il 13 novembre con posta tradizionale al Ministro Gelmini, c/o Ministero dell'Istruzione e il 14 novembre per e-mail all'indirizzo di posta elettronica [email protected].

Aggiungo il testo dell'art.2 della L. 169/2008 (Legge Gelmini, che riguarda la valutazione del comportamento degli alunni, omettendo l'articolo 1bis che parla di questioni finanziarie (chissà perché un argomento del genere è approdato in questo articolo).

Legge 169/2008 (Legge Gelmini)
Art. 2

Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita' ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
[....]
2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e' effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso e all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dellistruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonche' eventuali modalita' applicative del presente articolo.

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