Emergenza casa a Firenze. Nessuno ne esce da solo

AAA cercansi politiche per la casa. A Firenze, come in molte altre grandi città. E come in mezza Europa, dove la questione abitativa irrompe nell’agenda del dibattito pubblico sebbene esista da anni. Ma l’attenzione è stata “risvegliata” anche dalle iniziative dell’uscente premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha scommesso su questo tavolo in vista della prossima sfida elettorale iberica. Tuttavia le sue proposte sono più articolate di quelle di cui si discute da noi: non solo blocco degli sfratti e proroga dei contratti, ma pure facilitazioni importanti per l’acquisto della prima casa. Il problema dentro al problema è che sui nostri lidi la discussione rischia di impantanarsi in uno sterile ping-pong tra le responsabilità dei poteri locali e quelle del governo nazionale.
La questione-casa è troppo grossa perché possa essere risolta da uno solo degli attori in campo. Il blocco degli sfratti proposto dal sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri in un’intervista a Repubblica Firenze, è generosa e di per sé urla la drammaticità sociale del fenomeno: da una parte poche case sul mercato degli affitti a prezzi che non siano drogati, nei comuni dell’area fiorentina, da quelli del capoluogo, talmente insostenibili da convincere a dare forfait anche chi è chiamato a Firenze per lavorare. E dall’altra la sempre più spiccata, e spesso obbligata, tendenza a vedere nella rendita anche di una sola casa in affitto la base su cui costruire il reddito familiare di chi la possiede, in un’area che pare aver rinunciato a puntare su attività produttive e reindustrializzazione.
Una morsa per liberarsi dalla quale non può bastare indicare nel governo, che ha forti responsabilità, l’unico che può risolvere la questione, come ha fatto capire la sindaca Sara Funaro: il problema è talmente annoso che si potrebbe risalire all’incapacità di farlo da parte di governi di segno politico anche opposto a quello attuale.
La stessa sindaca di Scandicci Claudia Sereni ha ricordato che la questione degli sfratti è “delicatissima”, ma ha un senso se ci sono interventi strutturali che la sospensione per pochi mesi dei provvedimenti non può sostituire.
C’è anche da chiedersi come sia possibile che i tentativi interessanti, come quello del Comune di Firenze qualche anno fa, di lanciare un fondo di garanzia a favore dei proprietari ai quali gli inquilini non abbiano potuto pagare l’affitto sia rimasto, a quel che se ne sa, uno strumento pochissimo utilizzato. Sfiducia dei proprietari in quel sistema? Poca voglia di rendere pubblico il canone d’affitto praticato? Alcuni giorni fa il segretario generale della Cgil fiorentina, Bernardo Marasco, ha proposto una mappatura degli alloggi sfitti e la creazione di un’agenzia sociale per la casa. Ma da soli i Comuni non possono farcela. Ed un governo nazionale da solo neanche, senza la partecipazione di soggetti come sindacato e Anci. E senza la consapevolezza che, per parafrasare una nota pubblicità, serve un grande progetto per un grande problema.
(pubblicato su Corriere fiorentino- Corriere della Sera del 13/10/2026)