Firenze e il dehors. Come privare i cittadini dei loro spazi

Sembra che finirà in tribunale la rabbia di alcuni commercianti di piazza Repubblica a Firenze. Arrabbiati perché il Comune ha deciso di ridurre la metratura delle gabbie (gentilmente chiamati dehors) in cui vengono relegati i clienti disposti a farsi spennare pur di godere del fatto di essersi seduti in piazza Repubblica… che riguardo a panorama da seduta, è tutto da capire. I gestori di queste gabbie vorrebbero anche non pagare l’affitto del suolo pubblico e, come i polli del Renzo manzoniano, si beccano con quelli dell’altro lato della piazza che sarebbero soggetti a meno restrizioni.
Ma la piazza di chi è? Del Comune, quindi dei cittadini. E quindi diciamo la nostra.
Per quale motivo, pur se chi occupa paga, dobbiamo essere privati della piazza? E’ forse più bella ed accogliente con le gabbie (se ce n’è uno che lo sostiene, che ci venga segnalato)? Discorso che vale per tutte le gabbie in tutto il centro storico, ovviamente. Quale impatto estetico ed urbanistico sarebbe migliorato con queste gabbie rispetto, per esempio, a tavolini sul selciato che - questi sì - sarebbero un intreccio tra commercio e consumatori, tra città e offerta commerciale. Le gabbie sono solo mangiatoie per estendere le superfici dei bar e ristoranti che già hanno il privilegio di affacciarsi in luoghi di bellezze e armonie storico-architettoniche uniche.
Ovviamente i bottegai che si lamentano vantano il proprio altruismo sociale ed economico: “attenti, che se le gabbie sono più piccole, quaranta posti di lavoro in meno”. E con questo ricatto strizzano l’occhiolino a qualche sindacato, sperando che si mobiliti a loro favore. Vediamo se qualcuno ascolta queste sirene.
Sì, lo sappiamo. Firenze, come tante altre città, ha deciso di vendersi a commercianti e overtourism. Dicono che lo abbia fatto per il bene della città. Ma a noi sembra che il bene sia di alcuni commercianti e di molte super-società che hanno comprato tutto il comprabile. Mentre i cittadini, seguiti dai pochi studenti fuori sede che ancora reggono in questa Università, se ne vanno dal centro storico, in periferia e in provincia: case a prezzi da incubo, affitti residenziali inesistenti, logistica e servizi solo per turismo ricco.
Se a qualcuno viene in mente di considerare gli amministratori di Palazzo Vecchio una sorta di eroi perché rendono più piccole le gabbie/mangiatoie dei padroni del centro... suvvia…. i nostri amministratori sono proprio quelli che - gabbie grandi e piccole - ci hanno privato della nostra città. In buona o mala fede, incapaci o prezzolati, poco importa. Mentre i bottegai (incluse le mega aziende) sono solo ridicoli… bottegai che si scannano tra di loro per potersi garantire il suv da 150mila euro, ché non gli basta quello da 120mila.
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