Giornata della Radio. Un’esperienza fiorentina
Buona giornata della Radio! Che, come da diversi anni, si celebra il 13 febbraio in tutto il mondo.La radio è stata e resta la mia grande passione. In un panorama che si è arricchito di mezzi di comunicazione impensabili fino a poco tempo fa, continuo a pensare che abbia ancora un grande futuro. Un mezzo “povero”, ma in grado di raggiungere tutti, di far parlare tutti. E di ascoltare tutti. Per questo ha un posto nel mio cuore. Soprattutto dal 1976, anno in cui la Corte costituzionale 50 anni fa sancì di fatto la fine del monopolio pubblico, anche se c’era già stato nell’anno precedente qualche coraggioso pioniere.
Il mio primo incontro ravvicinato con un’emittente - allora si chiamavano private o libere – fu tra la fine del 76 e l’inizio del 77: era lo studio fiorentino di Radio radicale. Allora non c’era la possibilità di trasmissioni nazionali e ci si arrangiava così, con piccole emittenti locali che magari ritrasmettevano gli stessi programmi. Lo studio era in un sottosuolo in via delle Belle Donne, “abitato” dall’infaticabile Vincenzo Donvito. Rimasi abbagliato da quella magìa che pensavo potesse essere solo appalto di impianti faraonici. Un microfono, un telefono, un piatto per i dischi, un registratore e un trasmettitore con la sua brava antenna. Forse anche per quella folgorazione (ma non solo) sono ancora oggi un ascoltatore fedele di Radio Radicale.
Ma l’amore ha bisogno di essere nutrito e pochi mesi dopo, nella primavera-estate del 1977, con altri compagni d’avventura pazzi scatenati, rilevammo le apparecchiature di Controradio, che aveva vissuto una breve stagione pionieristica al Castello di Montalbano. C’era il “movimento” e Controradio diventò la sua voce, insieme a mille esperimenti folli e talvolta infantili ma splendidi. I microfoni aperti per far parlare chi non lo aveva mai fatto, le dirette dalle manifestazioni all’università e per strada, la musica che altri non trasmettevano, i concerti in diretta dallo studio con un sassofonista senzatetto, radiodrammi demenziali, addirittura un esilarante “tentativo” di far sentire via etere l’odore di un determinato fiore. E il bello è che qualcuno telefonava giurando di aver provato una sensazione olfattiva: potere dell’etere… Al minuto 0:30 di questo video si sente la voce di Fabio Guidi, uno dei più assidui al microfono, che dice che quella voce, la sua, viene dalla storica sede di via dell’Orto 15 rosso.
E poi il tentativo di fare rete con altre radio simili in Toscana e non solo, l’esperienza della Fred, la Federazione delle radio emittenti democratiche, allora guidata da Edoardo Fleischner, ora vero guru della comunicazione e animatore di “Media e dintorni” proprio su Radio radicale la domenica mattina.
Fu una stagione bellissima che durò poco, interrotta dai mille interrogativi e dai molti di più problemi finanziari pagati a caro prezzo (e chi ce lo aveva detto che fare una radio sarebbe costata così tanto? O meglio, poco ma tantissimo per una combriccola sgarrupata come la nostra). Per fortuna Controradio ancora esiste, è ovviamente diversa perché i tempi – e le persone – cambiano o non ci sono più. Ma si avvia a spengere le sue prime 50 candeline. Forse la radio mi è rimasta nel cuore anche perché è lì che ho capito cosa avrei voluto fare nella vita. E ho avuto la fortuna di poterlo fare e di continuare a farlo ancora oggi. Un post lungo, ma gli amori sono così. Comunque sia, vogliate bene e fate gli auguri alla radio.
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