Lunedì 8 giugno 2026
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Messico: l'evoluzione dei cartelli alimenta l'instabilità permanente

Articolo · Redazione ·
Raul Baz - Unsplash
Foto: Raul Baz — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

La situazione della sicurezza in Messico sta entrando in una fase di crescente incertezza. Secondo quanto riporta GIS Reports, a guidare questa evoluzione è la trasformazione delle organizzazioni criminali, i mutamenti nelle priorità politiche interne e le pressioni esterne, in particolare quelle provenienti dagli Stati Uniti. Il governo federale messicano mantiene una certa continuità istituzionale, ma la sua capacità di esercitare un controllo effettivo varia sensibilmente da regione a regione.

 

Il quadro più probabile per il Messico è quello di una frammentazione continua e di una cosiddetta "instabilità gestita": uno scenario in cui né lo Stato né le organizzazioni criminali riescono a ottenere una dominanza decisiva sull'altro. In questo equilibrio precario, le zone di influenza si sovrappongono e la violenza rimane endemica ma contenuta entro livelli "accettabili" per entrambe le parti.

 

Un evento recente ha aggravato ulteriormente il quadro: il 22 febbraio 2026 le forze militari messicane hanno ucciso Nemesio Oseguera Cervantes, detto "El Mencho", leader del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG). Se da un lato la sua eliminazione ha rappresentato un colpo significativo contro la criminalità organizzata, dall'altro ha innescato ritorsioni violente da parte del cartello e ha reso necessario un rafforzamento dei dispiegamenti federali di sicurezza nell'area.

 

Sul fronte internazionale, Washington ha scelto di inquadrare i cartelli messicani non più come semplici organizzazioni criminali, bensì come minacce alla sicurezza nazionale. Questo cambiamento di prospettiva amplia gli strumenti a disposizione degli Stati Uniti, includendo sanzioni finanziarie e operazioni di intelligence, mentre si fa sempre più concreta l'ipotesi di misure più incisive oltre confine.

 

In questo contesto si colloca anche la proposta di una coalizione multinazionale — l'Americas Counter Cartel Coalition (ACCC) — pensata per migliorare la condivisione di informazioni, il monitoraggio finanziario e le attività di contrasto su scala continentale. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà dall'allineamento politico tra gli Stati membri e dalla disponibilità del Messico ad accettare forme di cooperazione più profonda, che potrebbero sollevare questioni di sovranità.

Nel caso di uno scenario di escalation — considerato meno probabile rispetto alla continuazione dell'instabilità gestita, ma comunque plausibile — gli effetti a breve termine potrebbero includere interruzioni delle attività dei cartelli e la rimozione di figure chiave. Tuttavia, tali risultati sarebbero verosimilmente controbilanciati da un aumento della violenza e dell'instabilità. Nel lungo periodo, potrebbero emergere organizzazioni criminali più forti e centralizzate, meglio attrezzate per resistere alle pressioni esterne, rendendo ancora più complessa la gestione della sicurezza interna.

 

Il futuro della sicurezza messicana sarà dunque determinato dall'interazione tra i vincoli interni al paese e le pressioni provenienti dall'estero. La nascita di iniziative come l'ACCC segnala una consapevolezza crescente che le sfide legate ai cartelli hanno una natura intrinsecamente transnazionale, ma resta da vedere se questa consapevolezza si tradurrà in un'azione efficace ed equilibrata.

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