Modena, l’autore italiano, l’immigrazione. Attenzione alle decisioni che seguiranno

A Modena un trentenne ha investito diverse persone, facendo molto male. Dalle notizie mediatiche si sa che è un signore nato in Italia, cittadino italiano, laureato e con genitori del Marocco. E si apprende anche che in passato sarebbe stato sottoposto a cure psichiatriche.
Intorno a questo evento si è sviluppata vasta informazione, solidarietà alle vittime e mobilitazione, inclusa visita del capo del Governo e del Presidente della Repubblica ai feriti.
Tra i vari politici spicca il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini che, in base a varie dichiarazioni, ha detto sia che questi sono casi in cui andrebbe revocato il permesso di soggiorno, che andrebbe revocata la cittadinanza, e che in merito c’è una proposta di legge del suo partito.
Ovvio l’errore di chiedere la revoca del permesso di soggiorno visto che il soggetto è cittadino italiano… fatta “a caldo” senza informarsi dei fatti, ma grave per un’autorità di tale calibro. Triste e squallida la richiesta di revoca della cittadinanza, prevista dalla legge 91/1992 per casi di terrorismo ed eversione. E’ evidente che il ministro Salvini non conosce altro di quello che conosciamo tutti dai media (e anche un po’ meno, visto l’errore sul permesso di soggiorno), e lascia basiti, per contesto e momento, la sua occasione per sponsorizzare quella che lui chiama re-immigrazione.
Sulla vicenda del trentenne vedremo gli sviluppi.
Non sappiamo quindi se i fatti di Modena siano dovuti ad una persona con problemi sanitari o motivata da una qualche ideologia stragista.
Il ministro Salvini, invece, è convinto che il problema sia solo legato al fatto che il trentenne nato in Italia avesse i genitori originari del Marocco e - leggi vigenti - abbia ottenuto la cittadinanza dopo il compimento di 18 anni…. quindi un problema legato a leggi permissive verso i migranti.
L’occasione serve per chiarire e fare il punto della situazione sugli immigrati che legalmente risiedono sul nostro territorio.
In Italia sono il 9,4% della popolazione, mentre in Germania sono il 9%, in Francia l’8,8%. In questi Paesi, che abbiamo scelto per loro similarità storica, economica e politica, il numero percentuale di migranti si equivale, e in tutti e tre ci sono proposte per la re-immigrazione. In due di questi (Germania e Francia) sono dell’opposizione, mentre in Italia la proposta è di parte della maggioranza. Proposte quindi che, in teoria, non avrebbero i numeri per essere approvate. Ma in tutti questi Paesi, la percezione (molto mediatizzata) è che gli immigrati (inclusi i figli nati in uno di questi Paesi) stiano quasi per “sostituire” i nativi. Questo accade perché i sostenitori della re-immigrazione sono molto attivi e mediaticamente sponsorizzati, essendo questo loro attivismo la base per il consenso elettorale.
Francia e Germania, a differenza dell’Italia, hanno avuto molti episodi simili a quello di Modena, e tanti anche molto peggiori. Ma hanno continuato a perseguire le loro politiche di accoglienza dei migranti, senza che queste compromettessero libertà e istituzioni.
Di fronte ai fatti di Modena, crediamo che per le nostre autorità sia opportuno considerare queste osservazioni, per farne tesoro e migliorare le politiche di accoglienza.
Partendo da una considerazione: non saranno mai le restrizioni di un Paese o di un altro a frenare i flussi migratori. Sia perché sono connaturati all’essere umano (gli italiani nel Novecento sono un ricordo vivo per tutti), sia perché la situazione geopolitica mondiale li favorisce.
A fronte di questo, se non ci sono leggi adeguate per l’accoglienza e buon senso civico e umano per la gestione dell’esistente, o ci rinchiudiamo dietro muri con guardie armate ogni dieci metri, o daremo adito all’ingresso illegale di migranti.
Questa, a nostro avviso, è politica. Che si contrappone ad ideologie ed egoismi.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc