Martedì 9 giugno 2026
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Palantir, Musk e quell’affinità che vale milioni di visualizzazioni

Articolo · Redazione ·

Il manifesto ideologico di Palantir esplode su X e resta marginale su LinkedIn. Il divario non riguarda solo i numeri: suggerisce una logica di amplificazione che premia affinità valoriale, polarizzazione e perfetta sintonia tra contenuto, piattaforma e proprietario.

 

Palantir ha pubblicato su X un manifesto ideologico in 22 punti, tratto dal libro del CEO Alex Karp, The Technological Republic. In poco più di 24 ore, il post ha superato 15 milioni di visualizzazioni e oltre 4 mila commenti.

Sulla pagina LinkedIn dell’azienda, con oltre 630 mila follower, lo stesso contenuto in formato articolo, nello stesso lasso di tempo, ha ottenuto 287 like e 40 commenti. Su X i follower sono 380 mila.

Questi numeri raccontano qualcosa di preciso su come funziona oggi l’algoritmo di X e su chi ne beneficia.

Palantir sa bene come scegliere dove parlare e cosa dire. Su Facebook la pagina è abbandonata da tempo e su Instagram non esiste.

Su LinkedIn ha pubblicato un contenuto elencando i 22 punti, nel formato articolo, dedicato al libro del suo CEO Alex Karp, The Technological Republic.

Su X, dove i follower sono poco più di 380 mila, ha pubblicato il manifesto completo: 22 punti, circa 1.000 parole, un testo che difende l’Occidente, critica il pluralismo “vacuo”, abbraccia l’intelligenza artificiale militare come imperativo morale e quasi elogia Elon Musk per le sue “grandi narrazioni”.

La scelta di X come canale principale non è una coincidenza, ma una scelta strategica precisa, e i numeri lo dimostrano chiaramente.

 

Il manifesto di Palantir e la scelta del canale giusto

Il post è comparso su X il 18 aprile 2026. In meno di 24 ore aveva già superato i 15 milioni di visualizzazioni. Mentre scrivo questo articolo, le visualizzazioni hanno superato quota 26 milioni, con oltre 6.400 commenti. Su LinkedIn, nello stesso periodo, il contenuto dedicato allo stesso libro ha totalizzato 345 like e 51 commenti. Con una base di follower quasi doppia.

C’è un elemento che spiega questa disparità nelle performance dei due contenuti.

Su X, Palantir ha addirittura inserito un link esterno nel corpo del post. E questo, per chi conosce la logica attuale dell’algoritmo di X, non è un dettaglio secondario. La piattaforma penalizza i contenuti che portano gli utenti fuori dal proprio ecosistema, riducendone drasticamente la distribuzione. Ma il post, pur con rimandi esterni, è stato largamente amplificato dall’algoritmo di X.

 

L’algoritmo del proprietario e la logica dell’affinità

Come sappiamo, per tanto tempo gli algoritmi sono stati considerati neutri, perché erano impostati sugli interessi degli utenti che interagivano tra loro. Ora questo paradigma è stato capovolto. Gli algoritmi come quello di X, gestito da Grok, l’IA di xAI, amplificano molto i contenuti che si allineano con la visione valoriale di chi possiede e controlla la piattaforma, vale a dire il proprietario.

Il manifesto di Palantir è un testo che difende la supremazia tecnologica dell’Occidente, critica il pluralismo come debolezza culturale, sostiene che le armi basate sull’intelligenza artificiale siano un imperativo e non una scelta, e guarda con favore a chi, come Musk, ha il coraggio delle “grandi narrazioni”.

È difficile immaginare un contenuto più allineato con la visione del proprietario di X. E l’algoritmo lo ha trattato di conseguenza, distribuendolo ben oltre la community di Palantir, mostrandolo a milioni di utenti che non seguono l’account aziendale e che lo hanno trovato nel proprio feed semplicemente perché la piattaforma ha deciso di spingerlo.

Va detto: una parte delle visualizzazioni arriva anche dall’esterno. Articoli, siti di finanza, media tech hanno linkato il post, portando traffico verso X. Palantir è seguita da investitori, analisti geopolitici, appassionati di difesa e tecnologia.

Ma questa componente esterna può spiegare qualche milione di visualizzazioni, non 26 milioni. Quell’ordine di grandezza si raggiunge solo con una distribuzione algoritmica massiva all’interno della piattaforma.

 

Una strategia di distribuzione differenziata e consapevole

Palantir non ha semplicemente “postato su X”, ma ha costruito una strategia di distribuzione in base all’ambiente e al pubblico di riferimento.

Su LinkedIn, la piattaforma del mondo corporate, istituzionale e professionale, ha scelto il formato articolo, dunque presentabile e privo di rischi reputazionali nei contesti che contano per i suoi contratti: governi, agenzie di difesa, partner europei, investitori istituzionali.

Su X, la piattaforma dove il contenuto polarizzante viene premiato e dove l’affinità ideologica con il proprietario garantisce ampia amplificazione gratuita, ha pubblicato il manifesto nella sua forma più radicale e diretta.

In buona sostanza, Palantir ha usato LinkedIn per non perdere credibilità e X per guadagnare visibilità. Due obiettivi diversi, due canali diversi, due toni apparentemente diversi.

 

Quello che i numeri ci dicono davvero

Il confronto tra i due canali è, in questo senso, il dato più eloquente dell’intera vicenda. Con il 60% dei follower di LinkedIn, Palantir ha ottenuto su X un risultato che LinkedIn non avrebbe potuto garantire nemmeno con dieci volte quella base. Risultati come questi non sono alla portata di qualsiasi azienda, figurarsi poi con un contenuto che su altre piattaforme sarebbe rimasto confinato in una bolla molto più piccola.

E questo ci dice qualcosa di importante non solo su Palantir, ma su X come ambiente. La piattaforma non distribuisce i contenuti in base alla dimensione della community o alla qualità del contenuto in senso assoluto. Li distribuisce in base alla loro capacità di generare polarizzazione e, lo ribadiamo, in base alla loro affinità con l’universo valoriale del suo proprietario. Chi conosce questa logica e la usa consapevolmente ne trae un vantaggio enorme.

 

La domanda che resta aperta

Palantir non è caduta nella rete dell’algoritmo del proprietario. Lo ha usato come moltiplicatore gratuito, con una consapevolezza strategica che rende la vicenda ancora più interessante da osservare.

E se questa diventa una prassi consolidata, e ci sono buone ragioni per pensare che lo diventerà, dobbiamo iniziare a ragionare su cosa significhi avere una piattaforma globale di comunicazione il cui algoritmo funziona come uno strumento di amplificazione selettiva per chi condivide la visione del mondo del suo proprietario.

Nei fatti, è una questione politica e democratica di assoluto rilievo, in un contesto storico come quello che stiamo vivendo.

 

(Franz Russo su Inoltre del 21/04/2026)

 

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