Lunedì 8 giugno 2026
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RSA inaccessibili per molte famiglie: la denuncia della deputata Malavasi

Articolo · Redazione ·
Age Cymru - Unsplash
Foto: Age Cymru — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) stanno diventando un privilegio per pochi. I costi proibitivi, la carenza di posti nelle strutture pubbliche e un sistema di welfare fragile rischiano di trasformare l'assistenza agli anziani non autosufficienti in una crisi sociale senza precedenti. A lanciare l'allarme è Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in commissione Affari Sociali alla Camera, in un'intervista a Today.it.

 

I numeri fotografano una situazione già critica: in Italia ci sono 16 milioni di persone con più di 65 anni, di cui circa quattro milioni non autosufficienti. Tra gli over 85, due anziani su tre non sono in grado di badare a sé stessi. Di questi quattro milioni, però, solo 300mila trovano una risposta nelle RSA — meno dell'8 per cento. Il resto ricade quasi interamente sulle spalle delle famiglie, che si arrangiano soprattutto con l'assistenza privata e con circa un milione di badanti, sostenendo una spesa privata di oltre 7 miliardi di euro l'anno.

 

«La situazione delle RSA è sotto pressione strutturale e sarebbe sbagliato non dirlo con chiarezza», dichiara Malavasi. Il quadro demografico non lascia spazio all'ottimismo: il 24 per cento della popolazione italiana ha già superato i 65 anni e la tendenza è destinata a crescere. Nel 2025 oltre il 77 per cento degli over 65 conviveva con almeno una patologia cronica. A questo si aggiunge un tasso di natalità tra i più bassi d'Europa — meno di 350mila nati all'anno — e una costante emigrazione di giovani talenti all'estero: uno su dodici lascia il Paese. Il risultato, secondo la deputata dem, è un'Italia che tra vent'anni avrà sempre meno persone in età lavorativa a sostenere un numero crescente di anziani bisognosi di cure.

 

Il sistema delle RSA, sottolinea Malavasi, è rimasto fermo al modello concepito nel 1978 con la nascita del Servizio Sanitario Nazionale, mentre il mondo intorno è cambiato radicalmente: la popolazione è invecchiata, le patologie si sono cronicizzate e la domanda di assistenza è esplosa. La proposta del PD è di ripensare le RSA non come «strutture di parcheggio per anziani», ma come nodi di una rete integrata con il territorio, i centri diurni e i servizi domiciliari.

Sul piano legislativo, la deputata richiama il decreto legislativo 29/2024 sulla non autosufficienza, che ha compiuto i primi passi ma che, a suo giudizio, deve essere attuato pienamente e con risorse adeguate, accompagnato da politiche urbanistiche, sociali, di mobilità e residenziali innovative. Malavasi individua tre urgenze concrete: piena attuazione della riforma e finanziamento stabile del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNNA); standard nazionali omogenei per le RSA, perché oggi il divario tra una struttura in Emilia-Romagna e una in Calabria è abissale; valorizzazione e regolamentazione della figura dell'operatore sociosanitario (OSS). Su quest'ultimo punto ha già depositato una proposta di legge per riqualificare la figura dell'OSS ed eliminare le differenze regionali, oltre a un disegno di legge per istituire un Registro nazionale degli operatori sociosanitari, per contrastare il fenomeno dei falsi diplomati a contatto con anziani fragili.

A pesare sull'intero sistema è anche la quota di spesa sanitaria sul PIL, ferma intorno al 6,4 per cento fino al 2029: un livello che colloca l'Italia nelle ultime posizioni tra i principali Paesi europei, rendendo ancora più urgente un cambio di rotta nelle priorità di investimento pubblico.

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