Il telefono non funziona più, e per difenderti devi avere lo SPID. ADUC scrive all'AGCOM

ADUC chiede ad AGCOM di permettere agli anziani e altri soggetti fragili di farsi rappresentare da un familiare per aprire una pratica ConciliaWeb per ottenere la riattivazione della linea telefonica e gli indennizzi previsti dalla normativa.
Sono spesso persone sole. Il telefono fisso è, per molte di loro, l'unico filo che le tiene collegate al mondo: ai figli lontani, al medico, ai servizi sociali, e in caso di emergenza al 112. Quando quel telefono smette di funzionare, la reazione di chi chiama i nostri sportelli non è mai solo un disagio pratico. È timore.
ADUC ha inviato oggi ad AGCOM una istanza formale per chiedere una modifica, apparentemente piccola ma per noi decisiva, al Regolamento della piattaforma ConciliaWeb: la possibilità, per una persona fisica, di delegare fin dall'inizio un familiare o una persona di fiducia a presentare l'istanza di conciliazione al posto suo, con una semplice delega scritta e la fotocopia di un documento d'identità.
Oggi non è così.
Chi ha un disservizio con l'operatore telefonico e vuole attivare il tentativo di conciliazione obbligatorio — gratuito, previsto proprio per tutelare il cittadino prima di dover andare in causa — deve prima procurarsi personalmente uno SPID o una Carta d'Identità Elettronica, accedere da solo alla piattaforma, e solo dopo può eventualmente delegare qualcuno a seguire la pratica. Per una persona di novant'anni che non ha mai usato un computer, che magari non ha nemmeno uno smartphone, che vive lontana dal centro città e non può permettersi di raggiungere l'ufficio del CORECOM nel capoluogo di Regione, questo significa una sola cosa: restare senza tutela.
L'unica alternativa oggi concretamente praticabile è rivolgersi a un avvocato. Ma il costo di un legale è quasi sempre sproporzionato rispetto al valore delle controversie tipiche di questa materia — un rimborso di poche decine di euro, una riattivazione di linea, un errore in bolletta — e finisce per svuotare di significato la parola "gratuito" che accompagna questo strumento di tutela.
Il punto giuridico è preciso: lo stesso Regolamento AGCOM, per le aziende, consente già da tempo a un delegato di presentare l'istanza fin dall'origine, allegando una procura del legale rappresentante. Per le persone fisiche — proprio le più fragili, in teoria le più bisognose di tutela — questa possibilità semplicemente non esiste.
E non è un problema tecnico: è una scelta. Tutte le altre principali Autorità indipendenti italiane che gestiscono controversie di consumo lo consentono già da anni. Per l'energia e il gas (ARERA), per le banche (Arbitro Bancario Finanziario), per gli investimenti finanziari (Arbitro per le Controversie Finanziarie) basta una delega scritta e la copia di un documento d'identità: l'anziano non deve mai maneggiare uno SPID. E per i trasporti, l'Autorità di Regolazione dei Trasporti lo consente addirittura sulla stessa identica piattaforma informatica ConciliaWeb usata da AGCOM: un figlio o un nipote può aprire una pratica per un genitore o un nonno con il proprio SPID e una semplice delega firmata, senza che quest'ultimo debba possederne uno. Solo per le comunicazioni elettroniche — telefono, internet, pay tv — questo non è previsto.
ADUC ha chiesto ad AGCOM una risposta entro 30 giorni, e si riserva di tornare pubblicamente sulla questione in caso di silenzio o di risposta insoddisfacente.
Invitiamo chiunque abbia vissuto una difficoltà analoga — un familiare anziano rimasto senza telefono e senza strumenti per farsi valere — a scriverci: raccogliere queste testimonianze concrete rafforzerà la nostra richiesta e aiuterà a far capire, numeri alla mano, quante persone questa lacuna lascia oggi indietro.