Volontariato Aduc: gestire e prestare la propria opera in un'associazione di consumatori

Ne parliamo perché questo racconto serva a far capire chi sono e cosa fanno le persone a cui ci si rivolge per informarsi con l'osservazione di Aduc su Italia, Europa e mondo, chiedere una consulenza o farsi rappresentare in questioni e ricorsi stragiudiziali.
Il contesto di Aduc si regge su un principio fondamentale: l’associazione non percepisce né accetta finanziamenti pubblici o proventi da pubblicità sul proprio sito web, sostenendosi esclusivamente grazie a chi si informa, fruisce dei suoi servizi e sceglie di donare/iscriversi.
Premesso che non ci si trova di fronte a uno studio legale gratuito o low cost, i volontari sono persone — dotate prevalentemente di cultura e pratica giuridica e giudiziale — che mettono le proprie competenze a disposizione degli altri. Il risultato è una piattaforma online riassunta nello slogan “Difenditi. Informati. Agisci”, basata su informazioni quotidiane, generali e specifiche, per capire cosa accade nel mondo e contrastare i soprusi e i disservizi (sia pubblici che privati) subiti dai cittadini, non solo a titolo personale ma a tutela dell'intera comunità. A completare il quadro vi sono una sede nazionale e alcune sedi locali che accolgono le persone per ascoltarne i quesiti e fornire le indicazioni necessarie.
Un’associazione di questo tipo deve far fronte a:
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Costi fissi di gestione: sedi, utenze, affitti, manutenzione del sito web, tasse e così via.
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Costi variabili: le cosiddette “magagne”, ossia imprevisti di vario genere, non ultimi i contenziosi (anche giudiziari) con chi non gradisce questa attività.
I volontari si alternano per garantire la continuità del servizio, offrendo gratuitamente il proprio tempo e le proprie competenze. Perché lo fanno? La risposta andrebbe chiesta a ciascuno di loro, ma emerge un filo conduttore comune: l'amore per la giustizia, per i diritti e per i doveri.
Al momento 56.803 persone hanno scelto di iscriversi.