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03/09/2026 – 09/09/2026
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L'incertezza geopolitica ridisegna le strategie di investimento globale: dai movimenti delle riserve auree tra continenti alle correzioni nei mercati obbligazionari, la ricerca di sicurezza muove capitali verso nuovi equilibri. Nel frattempo, l'Italia naviga tra opportunità nel risparmio gestito, rischi di concentrazione bancaria regionale e continue truffe online che colpiscono chi investe senza adeguate informazioni.
In questo numero
EDITORIALI
→  Forum Ambrosetti. Pecunia non olet
→  Ministro Giorgetti ci azzecca. Barchetta Italia
ARTICOLI
→  Investimenti tramite piattaforma di crowdfunding: la responsabilità del Gestore per il Fondo rischi negli investimenti immobiliari
→  Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 09/09/2026
→  Pensieri europeisti su chi vuole distruggere l’Ue
→  Perché i paesi europei stanno spostando le loro riserve auree fuori dal Nord America?
→  Osservatorio disservizi da 1 a 9 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta
→  Gli investimenti sulle proteine alternative del futuro
→  Musk e il suo entourage investono milioni per rendere mainstream gli psichedelici
→  Ue necessità imprescindibile, non rinunci ai suoi valori. Presidente Mattarella
→  Investire informati e crisi geopolitica. Mai come oggi determinante
→  Il boom dell'intelligenza artificiale potrebbe influenzare i rendimenti obbligazionari
→  Investire Informati. La newsletter settimanale di Aduc. 03/09/2026
NOTIZIE
→  ITALIAITALIA. Banche, a luglio calo tassi nuovi mutui (3,81%), rialzo su prestiti imprese
→  U.E.U.E.. JPMorgan: i risparmiatori europei dovrebbero investire più liquidità
→  ITALIAITALIA. UniCredit, ok BCE al Danish Compromise: cosa cambia per clienti e investitori
→  ITALIAITALIA. Compie reato il Compro Oro che vende lingotti
→  ITALIAITALIA. Poste rilancia l'Opas su Tim: più cash e via la soglia minima
→  ITALIAITALIA. Risparmio gestito giugno 2026. Record di 2.722 miliardi. Assogestioni
→  ITALIAITALIA. Desertificaione bancaria in Liguria. Allarme Uil
→  MONDOMONDO. L'oro oltre 5.100 Usd l'oncia. Evento storico
→  USAUSA. Terapie psichedeliche: Trump accelera, corsa in Borsa per DFTX e CMPS
→  USAUSA. Il trading in Borsa dei parlamentari diventa un’arma elettorale
→  MONDOMONDO. L'ONU vota per adottare una nuova mappa del mondo che rifletta le reali dimensioni dell'Africa
→  UCRAINAUCRAINA. Smantellata frode di investimenti in cryptovalute
→  ITALIAITALIA. Trading online falso, truffa da 125mila euro a Crotone: 8 denunce
→  GIAPPONEGIAPPONE. Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi storici
→  SENEGALSENEGAL. Senegal verso il default: crollano i bond dopo l'accordo con il FMI
→  OLANDAOLANDA. I Paesi Bassi trasferiscono miliardi di dollari in oro a Londra in un'ottica di "preparazione alla crisi"
LETTERE
→  Vecchio libretto di risparmio ritrovato: si può recuperare il denaro?
EDITORIALI
7 SETTEMBRE 2026

Forum Ambrosetti. Pecunia non olet

· di Vincenzo Donvito Maxia

In Italia le cose vanno così. C’è un politico che si rifà al Fascismo del secolo scorso. Le élite economiche e finanziarie lo accolgono per bene, mentre il sen. Mario Monti gli dice apertamente che è pericoloso e non ci dovrebbe essere spazio per politiche come le sue. Ma le nostre solite élite non solo ignorano il senatore a vita, ma continuano a disquisire come se niente fosse.

Il ministro dell’Economia decanta la sua débacle in contrasto ("Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento") col capo del suo governo,e questa élite economica e finanziaria rimane zitta, aspettando le prossime trovate per succhiare soldi allo Stato al fine di avere soldi pubblici e utili privati… tanto sanno che il governo galleggiante è disposto a venire loro incontro.

Mentre l'azienda privata svedese Ikea è venuta incontro in Europa ai suoi clienti investendo 1,2 miliardi di euro in sconti sui suoi prodotti più venduti, la nostra élite economica e finanziaria, tra le altre cose e in combutta con le aziende pubbliche, concretizza monopoli e oligopoli: Intesa/Mps, Poste/Tim, etc. In pieno contrasto col documento strategico d'indirizzo e di analisi presentato alla Commissione Europea da Mario Draghi e i suoi primi indirizzi e organizzazione.

Mentre il governo ha espresso un giudizio generalmente pragmatico e favorevole alle linee guida di fondo, soprattutto per quanto riguarda la necessità di una forte deregolamentazione. Parole al vento.

Nel frattempo, parte del governo e buona parte dell’opposizione si crogiolano auspicando di imporre alle aziende dei tetti di guadagno e distrarre il surplus per finanziare le loro incapacità di decisori (extra-profitti). E le aziende fanno le vittime di un anti-liberismo di cui loro stesse sono le prime fautrici.

Tutte queste aziende erano quelle presenti al forum Ambrosetti. Insieme ai politici.

6 SETTEMBRE 2026

Ministro Giorgetti ci azzecca. Barchetta Italia

· di Vincenzo Donvito Maxia

Nel chiudere il Forum The European House – Ambrosetti, il ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha usato questa frase: "Non siamo stati dei fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento".

Non poteva trovare migliore espressione. Buona parte della politica del governo è stata ed è galleggiamento, con tendenza ad alcuni annegamenti. Tenuta del potere di per sé, con qualche sforamento soprattutto in economia per la costruzione di monopoli ed oligopoli. Anche se l’altro giorno a Bari la premier Giorgia Meloni ha detto il contrario, in un contesto in cui il festeggiamento era di essere alla guida del governo più longevo della Repubblica. Punto.

Pur adducendo motivazioni entusiaste su quanto fatto e su quanto in fieri su cui dovrebbe mettersi d'accordo col galleggiamento di Giorgetti.

Un solo esempio. I prezzi dei carburanti. Più galleggiamento di rimandare il problema ogni volta che le scadenze a mitraglia dei bonus finiscono… Per ora, dallo scorso luglio, siamo a quota tredici (13) di misure adottate dall'esecutivo per contenere i rincari.

ARTICOLI
9 SETTEMBRE 2026

Investimenti tramite piattaforma di crowdfunding: la responsabilità del Gestore per il Fondo rischi negli investimenti immobiliari

· di Marco Solferini

Una delle criticità più discusse nell'ambito del c.d. crowdfunding immobiliare è la mancata restituzione all'investitore del capitale prestato e degli interessi pattuiti (o del loro esatto ammontare).

Allo stato attuale, appare chiaro come tali pretese non possano essere avanzate nei confronti del Gestore della piattaforma. Quest’ultimo, infatti, non è parte del contratto di finanziamento e non assume alcuna garanzia rispetto all'inadempimento delle relative obbligazioni.

Sull'evoluzione normativa e per una prima definizione di alcune fattispecie di diritto sul tema, invito anzitutto a leggere il mio precedente articolo intitolato "Gli investimenti legati ai crowdfunding sono sempre più frequenti".

Nelle condizioni di finanziamento è talvolta menzionata la presenza di un Fondo Rischi; per questo motivo, diversi interpreti si chiedono quali conseguenze derivino dalla sua eventuale incapienza o inutilizzabilità e, in particolare, se ciò possa costituire una valida strategia difensiva per addebitare una responsabilità al Gestore.

In linea di massima, ritengo che la risposta sia negativa.

In via preliminare, occorre rilevare che la clausola che menziona il Fondo assume spesso una formulazione simile alla seguente: “la piattaforma si è dotata di un Fondo Rischi ammontante ad €…; tale somma è a disposizione per la copertura dei casi di default, sia per il capitale sia per gli interessi”.

Ebbene, qualora al momento del default del progetto oggetto di controversia il Fondo risultasse già integralmente esaurito, l'unico onere a carico del Gestore sarebbe quello di darne tempestiva comunicazione al finanziatore. Non è infatti previsto alcun obbligo di ricostituzione del Fondo a carico della piattaforma, né sussiste una sua responsabilità diretta o un potere di interdizione per la salvaguardia del Fondo stesso.

Inoltre, dal tenore letterale della documentazione in cui è previsto il Fondo, non è quasi mai dato sapere con la necessaria certezza giuridica se esso sia istituito a garanzia del singolo progetto o se, come appare più probabile, sia destinato a tutela della totalità dei progetti presenti sulla piattaforma.

In ogni caso, la capienza del Fondo è quasi sempre inferiore all’importo complessivo dei finanziamenti erogati. Ciò comporta l'inevitabile conseguenza che il Fondo — anche laddove fosse integro — non sarebbe comunque sufficiente a garantire a tutti i finanziatori il rientro dell’intero capitale versato, né tantomeno il pagamento degli interessi promessi. L'esiguità dell'importo escluderebbe quindi ab origine la possibilità di fare un effettivo affidamento su di esso.

La situazione sarebbe diversa qualora i contratti prevedessero espressamente:

- Un obbligo di ricostituzione o incremento del Fondo nel tempo, ad esempio tramite l'accantonamento di quote percentuali su nuovi versamenti o mediante una copertura assicurativa.

- Una correlazione diretta tra la presenza del Fondo e i termini dell'investimento, in modo analogo a quanto accade per gli strumenti total return, nei quali la presenza di una garanzia determina un minor rendimento speculativo per l'investitore.

In queste ipotesi, la presenza del Fondo inciderebbe direttamente sul principio di autodeterminazione dell'investitore e, di conseguenza, sulla sua consapevolezza del rischio — elemento determinante per chi bilancia impiego del capitale, remunerazione e rischiosità.

Fermo restando che, anche in tali contesti, la responsabilità del Gestore sarebbe da escludersi qualora fossero state rispettate le indicazioni informative perentorie relative ai rischi dell'investimento.

Analogamente, non pare configurabile alcuna responsabilità in capo al Gestore per l'eventuale mancata corresponsione degli interessi moratori nella misura pattuita. L’estraneità del Gestore al contratto di finanziamento è infatti chiaramente indicata nelle condizioni generali di contratto.

A ciò si aggiunge che la richiesta degli interessi moratori (o del maggior danno) non può trovare accoglimento nei confronti del Gestore, in quanto non riguarda un danno subito dal finanziatore a causa della violazione di specifici obblighi di condotta incombenti sul Gestore in qualità di prestatore di servizi di crowdfunding. Il risarcimento del danno per il ritardato adempimento riguarda infatti esclusivamente il rapporto con il debitore principale, individuabile nella sola società proponente/promotrice. Conseguentemente, dell'inesatta esecuzione di tale obbligo risponde soltanto quest'ultima.

Infine, a nulla rilevano le eventuali trattative svolte dal Gestore (anche nella veste di intermediario) per gestire i ritardi nei pagamenti: tali attività rispondono principalmente all'esigenza di tenere informati gli investitori sullo stato del progetto.

Occorre tuttavia prestare molta attenzione al contenuto delle comunicazioni scritte inviate dal Gestore ai finanziatori. Solo le comunicazioni redatte con la dovuta perizia e cautela evitano di trasferire, originare o far presumere l'assunzione in proprio, da parte dell'intermediario, dell’obbligo di corrispondere gli interessi moratori.

9 SETTEMBRE 2026

Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 09/09/2026

· di Redazione

Premessa

Droga, proibizionismo, corruzione: il vero problema non è la sostanza ma come la inseguiamo. Dall'inefficacia delle politiche repressive al narcotraffico globale, passando per norme non applicate e disservizi pubblici sistemici. Nel frattempo, l'intelligenza artificiale rimette in discussione il lavoro, ma anche le libertà e i diritti. L'Italia è alle prese con scelte che riguardano energia, debito, autonomia europea e una stampa che fatica a respirare.

In questo numero

EDITORIALE

→ Droghe illegali. Un ‘tranquillo’ weekend

→ Forum Ambrosetti. Pecunia non olet

→ Ministro Giorgetti ci azzecca. Barchetta Italia

ARTICOLI

→ Sudafrica snodo globale del narcotraffico, corruzione nella polizia

→ Perché i paesi europei stanno spostando le loro riserve auree fuori dal Nord America?

→ Covid e Commissione d'inchiesta: le norme esistevano e non sono state applicate. Perché?

→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 08/09/2026

→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 1 a 7 Settembre 2026

→ Osservatorio disservizi da 1 a 9 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Intelligenza Artificiale. Superare la sostituzione lavorativa. Il caso avvocati

→ Firenze. La commedia Montedomini e gli 'errori' del Comune

→ Gli investimenti sulle proteine alternative del futuro

→ Detenute e figli. Carcerati senza colpa. Un caso fiorentino

→ Musk e il suo entourage investono milioni per rendere mainstream gli psichedelici

→ Ordine giornalisti. Una corporazione da abolire. Dal caso Innocenzi/Report

→ Il bisogno di energia alimenta i fondi per la transizione energetica

→ Governo Meloni: Mussolinismo contemporaneo

→ Accise carburanti ancora tagliate, ma senza prospettive

→ Il fascista che è in ognuno di noi. Grazie presidente Mattarella per avercelo ricordato

→ L'autostrada della cocaina del Pacifico: l'accordo da 600 milioni di dollari dell'Australia sarà d'aiuto?

→ Neuroscienze: il cervello è programmato per la narrazione

→ Libertà di stampa a rischio a Firenze? La denuncia del giornale online più antico

→ Investire informati e crisi geopolitica. Mai come oggi determinante

→ L'Europa deve reagire al dominio statunitense nel settore del software

→ Droghe. Il ministro dell’Interno sui social. Spam e ipocrisia

→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 03/09/2026

→ Il boom dell'intelligenza artificiale potrebbe influenzare i rendimenti obbligazionari

→ Investire Informati. La newsletter settimanale di Aduc. 03/09/2026

→ Perché l'aumento del debito pubblico sta mandando in tilt il mercato obbligazionario

→ Gli investimenti legati ai crowdfunding sono sempre più frequenti

→ Il garantismo a go-go e l'indignazione 'popolare'

→ Investire i risparmi in Europa? Molto difficile

→ Firenze tramvia. Le date di inizio del servizio ‘ritoccate’ nei comunicati del Comune

→ Il crollo del mercato di Shein segna la fine del fast fashion?

→ Prezzi alti. E’ possibile ridurli. Privato e Pubblico possono contribuire

→ Avvertenze. La newsletter generalista di Aduc. 02/09/2026

GIANNINO

→ Duro e dura

STATI UNITI D'EUROPA

→ Pensieri europeisti su chi vuole distruggere l’Ue

→ Ue necessità imprescindibile, non rinunci ai suoi valori. Presidente Mattarella

→ L’Europa non sarà autonoma finché affiderà alla Cina le tecnologie dell’energia pulita

→ I risparmi delle famiglie europee finanziano l’America, Bruxelles vuole trattenere 300 miliardi di euro in casa

→ Scuderi (Verdi) è necessario superare il veto degli Stati per costruire un’Europa più forte e federale

NOTIZIE

→ AUSTRALIAAUSTRALIA. In arrivo la legge per disattivare i feed con algoritmo

→ U.E.U.E.. Primo controllo sui marketplace online rivela lacune di sicurezza

→ ITALIAITALIA. Oltre un terzo delle famiglie straniere è povero

→ MONDOMONDO. Salute riproduttiva "in prima linea" negli attacchi anti-scienza, denuncia l'ONU

→ ITALIAITALIA. Poste rilancia l'Opas su Tim: più cash e via la soglia minima

→ USAUSA. Nebraska, la Corte Suprema conferma la legge sulla cannabis terapeutica

→ ITALIAITALIA. Risparmio gestito giugno 2026. Record di 2.722 miliardi. Assogestioni

→ SVIZZERASVIZZERA. La vendita regolamentata di cannabis nelle farmacie potrebbe favorire un passaggio a forme di consumo a minor rischio

→ SPAGNASPAGNA. Maxi operazione polizia contro 'Dubai Bank' al servizio dei narcos

→ ITALIAITALIA. Cinque poliziotti arrestati a Roma indiziati per traffico stupefacenti

→ U.E.U.E.. Molti produttori di smartphone non rispettano obblighi su riparazione e sostenibilità

→ ITALIAITALIA. Telefonia. 3,2 milioni di truffe nell'ultimo anno

→ MONDOMONDO. Studenti con rendimento basso mai osservato. Ocse/Pisa

→ ITALIAITALIA. 'Zero alcol in gravidanza. Campagna Ministero della Salute in collaborazione con Iss

→ SPAGNASPAGNA. Maternità surrogata, un giudice obbliga la gestante a pagare il mantenimento

→ ITALIAITALIA. Desertificaione bancaria in Liguria. Allarme Uil

→ EUROPA. Sanità, l'Europa riscrive le regole: chi decide e come. L'Italia resta indietro

→ ITALIAITALIA. Uneba: nel 2050 più anziani soli e fragili, servono più Rsa

→ INDIAINDIA. Ministro Amit Shah: "India libera dalla droga entro il 2029"

→ MESSICOMESSICO. Le madri che scavano fosse per trovare i figli scomparsi

→ MONDOMONDO. L'oro oltre 5.100 Usd l'oncia. Evento storico

→ MONDOMONDO. Vendite diamanti. Le nuove strategie anche per combattere la chimica

→ ITALIAITALIA. La fuga dei cervelli costa a fino a 11,4 miliardi di euro all’anno

→ USAUSA. Anthropic prepara i bot AI che fanno la spesa al posto tuo

→ MONDOMONDO. El Niño Super: rischio eventi estremi in Italia tra autunno e inverno

→ ITALIAITALIA. Un'auto su tre è un SUV, ma il vero nodo è la fascia sotto i 15mila euro

→ USAUSA. Sony rifiuta di rimborsare i possessori di PS5 per i dazi Trump

→ USAUSA. Psilocibina contro la cocaina: nuovo studio clinico finanziato dal NIDA

→ USAUSA. Psilocibina testata per prevenire i danni nervosi da chemioterapia

→ USAUSA. Terapie psichedeliche: Trump accelera, corsa in Borsa per DFTX e CMPS

→ USAUSA. 300 droni dei cartelli abbattuti al confine col Messico nel 2026

→ MESSICOMESSICO. I cartelli della droga sempre più armati di esplosivi

→ ITALIAITALIA. Mangiamo più cadmio di quanto pensiamo: a rischio soprattutto i bambini

→ USAUSA. Il trading in Borsa dei parlamentari diventa un’arma elettorale

→ MONDOMONDO. L’Onu dice che bisogna tassare i cibi peggiori

→ MONDOMONDO. L'ONU vota per adottare una nuova mappa del mondo che rifletta le reali dimensioni dell'Africa

→ UCRAINAUCRAINA. Smantellata frode di investimenti in cryptovalute

→ MONDOMONDO. Abusi sessuali online, vittime 20 milioni di minori. UNICEF

→ ITALIAITALIA. Crescono le infezioni sessualmente trasmesse

→ ITALIAITALIA. Le percorrenze dei veicoli stradali circolanti - Anno 2023. Istat

→ ITALIAITALIA. Vendite al dettaglio in calo a luglio. Istat

→ NEPALNEPAL. Disastro ghiacciai Himalaya. Cina, Usa e India dovrebbero pagare i danni

→ MONDOMONDO. I migliori aeroporti del mondo

→ ITALIAITALIA. Semafori con intelligenza artificiale: il verde scatta solo se serve

→ USAUSA. New York vieta l'IA generativa nelle scuole fino alla terza media

→ ITALIAITALIA. Trading online falso, truffa da 125mila euro a Crotone: 8 denunce

→ U.E.U.E.. Il 46% della spesa delle famiglie va in cibo, casa e trasporti

→ BOSNIABOSNIA. Fermati quasi 100 migranti diretti verso la Croazia

→ ITALIAITALIA. Migranti, Italia ed Egitto firmano accordo su flussi regolari e irregolari

→ U.E.U.E.. Frontex invia navi nella Manica per fermare i migranti

→ ITALIAITALIA. Umbria, 1.519 famiglie in attesa di un posto in Rsa. Mancano anche le badanti

→ COLOMBIACOLOMBIA. Audio rivela offerta di beni sequestrati al narcotraffico

→ NUOVA ZELANDANUOVA ZELANDA. Approvato MDMA per curare il disturbo post-traumatico

→ ITALIAITALIA. Dati 'gonfiati' per avere l'autovelox, chiesto processo per sindaco

→ ITALIAITALIA. Taglio accise prorogato fino a 10 Settembre

→ FINLANDIAFINLANDIA. La più grande esercitazione di protezione civile in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

→ USAUSA. Candidato del Missouri è accusato di aver piazzato cocaina addosso al suo rivale politico

→ U.E.U.E.. Vendite al dettaglio in calo. Eurostat

→ ITALIAITALIA. Cresce il consumo di alimenti surgelati

→ EUROPA. Crescono le perdite di coincidenze aeree grazie al nuovo sistema di controllo aeroportuale

→ REP. DEM. CONGOREP. DEM. CONGO. Ebola: oltre 6mila casi e 3mila morti, è la seconda epidemia più grave

→ MONDOMONDO. Intelligenza artificiale, l'AI fa salire le emissioni. Big Tech non frenano

→ MONDOMONDO. Unicef: 20 milioni di minori nel mondo sfruttati o abusati online

→ REGNO UNITOREGNO UNITO. Apple, causa da 2 miliardi di sterline sull'App Tracking

→ GIAPPONEGIAPPONE. Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi storici

→ SENEGALSENEGAL. Senegal verso il default: crollano i bond dopo l'accordo con il FMI

→ OLANDAOLANDA. I Paesi Bassi trasferiscono miliardi di dollari in oro a Londra in un'ottica di "preparazione alla crisi"

→ ITALIAITALIA. Italiani residenti all'estero in crescita moderata. Istat

→ SVIZZERASVIZZERA. Coperte di lana contro lo scioglimento dei ghiacciai

→ ITALIAITALIA. Contraccettivi gratuiti a Bolzano: il piano contro le gravidanze inattese e le malattie sessualmente trasmissibili

→ ITALIAITALIA. Fine Vita. Regione Veneto approva legge

→ ITALIAITALIA. La Sanità pubblica è tra le meno finanziate tra i Paesi sviluppati

→ U.E.U.E.. Il ritorno della leva militare

→ ITALIAITALIA. Quando il “senza” non basta più: il marketing alimentare cambia linguaggio

→ SVIZZERASVIZZERA. Lenticchie simili alla carne sviluppate da scienziati

→ ITALIAITALIA. Suicidio, oltre 4.200 richieste di aiuto a Telefono Amico nei primi sei mesi del 2026: +24% in un anno

→ ITALIAITALIA. Vaccino Difterite. Più del 50% delle Regioni non raggiunge la soglia di sicurezza

LETTERE

→ Acquisto pellet revocato: come farsi restituire i soldi dal venditore

→ Ritardo aggiornamento anagrafe comunale: si può chiedere il risarcimento danni

→ Distacco dal riscaldamento condominiale: come fare e cosa si paga dopo

→ Autonoleggio: mancato ritiro auto per carta di credito, spetta il rimborso?

→ Retta RSA: quali aiuti economici sono disponibili per il pagamento

→ RSA privata costosa: come ridurre la retta per un anziano con Alzheimer

→ Patrocinio gratuito per cittadino straniero residente all'estero

→ Avvocato distrattario ex art. 93 c.p.c.: come recuperare somme già pagate

→ Prodotto acquistato online senza accessori promessi: quali diritti si hanno

→ Pacco Wallapop manomesso e vuoto: come contestare il pagamento a Klarna

→ Account Facebook, Instagram e WhatsApp sospesi dopo hacking: cosa fare

→ Frigo Electrolux con temperatura instabile: come far valere la garanzia legale

→ Hotel Cesenatico: camera diversa, rimborso negato e prenotazione cancellata

→ Nuovo codice fiscale dopo riallineamento CIE: chi deve aggiornare gli enti

→ Recupero crediti Pula Parking Croazia: come contestare importi sproporzionati

→ Acquisto mai consegnato su Boomba.it: chargeback, diffida e denuncia già avviati

→ Account Facebook violato e bannato: come far valere i propri diritti

→ Navigazione Lago Maggiore: aumento tariffe e disservizi, cosa fare

→ Agenzia immobiliare: commissione al 14% imposta con modulo obbligatorio online

→ Palestra mai aperta e finanziamento in corso: come chiedere il rimborso

→ Auto usata con vizio occulto: come chiedere riparazione o risoluzione

→ SIM Vodafone smarrita all'estero: come recuperarla se si è residenti AIRE

→ Affitto per studenti con disservizi: riduzione canone e messa in mora

→ Acquisto online mai consegnato ma segnato "consegnato": come ottenere rimborso

→ IMU terreno zona D anziché agricolo: come contestare l'accertamento

→ Esame medico rifiutato per codici regionali diversi: cosa fare

→ Blocco account Facebook e pagina artistica: come contestarlo con DSA e GDPR

→ Multa Ztl Croazia notificata dopo un anno: bisogna pagarla

→ Profilo Instagram e Facebook disabilitati da Meta: cosa fare

→ Multe condominiali: regolamento contrattuale o assembleare e riscossione

→ Multa ZTL Dubrovnik notificata dopo un anno: bisogna pagare?

→ Piccioni sul terrazzo: sono obbligato a installare dissuasori?

→ Vacanza cancellata per lutto familiare: si ha diritto al rimborso?

→ Retta RSA per demenza senile: quali contributi e rimborsi richiedere

→ Quota sanitaria RSA per Alzheimer: come funziona la lista d'attesa

→ Account WhatsApp Business bloccato: come agire contro Meta

→ Vecchio libretto di risparmio ritrovato: si può recuperare il denaro?

→ Multa in Croazia con importo lievitato: come contestarla se cambio residenza

→ TIM non fornisce ONT per modem libero: come agire subito

→ TimVision attivato senza consenso: come ottenere disattivazione e rimborso

→ Ascensore condominiale in garanzia: chi paga il guasto all'inverter

8 SETTEMBRE 2026

Pensieri europeisti su chi vuole distruggere l’Ue

· di Vincenzo Donvito Maxia

La vittoria elettorale del partito di estrema destra Afd in un land della Germania, nonostante il grande “stupore” di molti dei suoi avversari, era preannunciato non solo dai sondaggi dei mesi precedenti, ma dallo stesso trend che questo partito, diverso luogo per luogo, sta mostrando da tempo. “Stupore” da parte di formazioni che hanno sempre fatto fede e opera di europeismo ma che - ogni formazione fa caso a sè -, almeno dal nostro osservatorio di cittadini e consumatori, abbiamo difficoltà a percepire come dedite con grande impegno al superamento di tutte le - più che conclamate - difficoltà dell’Ue.

Tra gli “stupiti”, buona parte rivendica la necessità di maggiore e più sostanzioso apporto dell’Ue alla vita di ognuno, quasi sempre - però - restando sul vago e chiedendo una sorta di adesione di principio. Questo mentre, anche al di fuori della Germania, le formazioni che hanno plaudito alla vittoria dell’Afd sono in crescita anche se, come in Italia essenzialmente tra Lega e Futuro Nazionale di Vannacci - in travaso di consensi.

La fotografia dell’Italia. Alla presa d’atto come se fosse un acquazzone o una giornata di sole del partito della Meloni, corrisponde l’entusiasmo di Lega e Vannacci, e la “pessima notizia” di Forza Italia. Nell’opposizione tutti preoccupati: a parte alcune formazioni di centro, quasi tutte - anche se vorrebbero far intendere il contrario - se la prendono con la Ue, anche se con frasi e retoriche distinte per cultura e propaganda.

Meno divisioni negli altri Paesi Ue, con uno schema classico, dai Paesi scandinavi fino a Grecia e Cipro: centro sinistra preoccupati, destre di vario tipo entusiaste. Mediamente non ci sono, a differenza dell'Italia, divisioni di vedute tra chi governa.

Insomma, è proprio il caso di usare la parola “stupore”. Che evidenzia un fatto che spieghiamo con una rappresentazione figurata: un’auto che parte con la consepevolezza che sul suo percorso ad un certo punto ci sarà un ostacolo che potrebbe mandarla fuori strada, ma siccome l’auto è di grossa cilindrata, il conduttore si sente potente e va avanti ignorando l’ostacolo a venire…. arriva all’ostacolo, una grande buca che è cresciuta, per trascuratezza dei manutentori della strada, via via che l'auto si avvicinava, e si ferma intuendo (non ancora capendo) che per quanto il mezzo sia grosso e potente, non può continuare il suo percorso.

L’auto sono i Paesi Ue, la buca è Afd et similia, anche se questi ultimi al momento dimostrano di essere in grado solo di fare buche, pur aspirando di mettersi alla guida dell’auto dopo aver riparato la strada, soprattutto verso una direzione diversa da quella degli “stupiti”.

Fotografata la situazione cosa dovrebbe accadere, non tanto per rimettere l'auto in carreggiata e farle proseguire il percorso (soluzione non soluzione e con magre prospettive visto l’andazzo), ma per farla andare su un’altra carreggiata. Dove, come sostengono gli europeisti che confondono Bruxelles con la periferia di Roma o Parigi o Berlino o Madrid o Stoccolma etc, si continui il percorso di europeizzazione del Continente (auspicando che anche l’Isola ritorni) ma si radicalizzi la situazione. Le radici, quelle del manifesto di Ventotene (ci spiace per la presidente Meloni, ma sono quelle), Cioè, mettersi con certosina pazienza a spulciare quello che non funziona nell’Ue, farlo capire ai suoi cittadini e rimediare a distanze ravvicinate con scadenze improrogabili. Un new deal che non significhi solo ecologia, ma tutto. Noi auspichiamo che in Europa/Ue ci siano risposte e fatti a molti dei problemi a cui gli elettori Afd et similia hanno oggi trovato riscontro nelle proposte di queste formazioni.

Sarebbe un punto di partenza, non sostenendo che i nemici dell’Europa hanno l'alito cattivo, ma che su questo e quell’altro, quelle che loro prospettano non sono soluzioni, ma palliativi e anche peggioramenti… a condizione che le nuove riforme non siano un nuovo abitino della restaurazione degli elefanti di Bruxelles.

Per gli Stati, auspichiamo che i governi possano essere specchio di questo europeismo. Non perché non ci possano essere governi non d’accordo con le politiche di Bruxelles, ma perché al loro interno siano favorevoli o contrari, ponendo questo discrimine come collante di base della loro maggioranza e non, come avviene oggi in Italia, un optional. Una chiarezza per il singolo Stato e per l’Unione.

8 SETTEMBRE 2026

Perché i paesi europei stanno spostando le loro riserve auree fuori dal Nord America?

· di Redazione
Stevebidmead - Wikimedia
Foto: Stevebidmead — Wikimedia (CC0)

Quando questa settimana la banca centrale dei Paesi Bassi ha confermato di aver trasferito tonnellate d'oro del paese fuori dal Nord America, ha affermato che tale trasferimento la renderà "meglio preparata ad affrontare gravi crisi".

Circa 86 tonnellate delle circa 313 tonnellate complessive detenute negli Stati Uniti e in Canada sono state trasferite a Londra "in considerazione della crescente instabilità geopolitica", si legge nel comunicato, in modo che il materiale prezioso potesse essere "prontamente disponibile per l'uso in una situazione di crisi".

Era inevitabile che sorgessero delle domande. Perché gli olandesi stavano agendo in questo modo? Prevedevano forse un grave shock economico all'orizzonte?

A prima vista no, ma la mossa è stata chiaramente una risposta allo stato di instabilità e incertezza in cui si trova il mondo, con guerre commerciali e militari che spingono i paesi a prendere precauzioni e a tenere le proprie riserve auree più vicine ai confini nazionali.

All'inizio di quest'anno, la Francia ha annunciato di aver trasferito le proprie riserve auree dagli Stati Uniti sul territorio nazionale. Nel frattempo, la Bundesbank tedesca ha trasferito oltre 216 tonnellate di metallo prezioso da depositi esteri – 111 tonnellate da New York e 105 tonnellate da Parigi – nell'arco di alcuni anni, fino al 2016.

Si tratta di una strategia già adottata in passato in periodi di instabilità globale. "Durante la Guerra Fredda, alcune banche centrali europee hanno trasferito parte delle proprie riserve auree a New York", hanno affermato gli analisti Lina Thomas e Daan Struyven di Goldman Sachs.

Joseph Cavatoni, stratega di mercato senior presso il World Gold Council, ha dichiarato alla BBC che, sebbene guerre e tensioni commerciali abbiano "influenzato alcune di queste decisioni", non rappresentano il fattore "principale" tra le motivazioni.

Anche l'inflazione, i tassi di interesse e il semplice fatto di avere l'oro in un luogo dove potesse essere scambiato rapidamente hanno giocato un ruolo.

"Non ho la sensazione che ci sia una catastrofe imminente", ha affermato Cavatoni, "ma credo che le persone stiano acquisendo una maggiore consapevolezza su come gestire le proprie riserve, farle crescere e, di fatto, pensare in modo più efficace a come sfruttarle al meglio".

La Banca dei Paesi Bassi ha dichiarato che l'oro prelevato dagli Stati Uniti e dal Canada tra marzo e agosto di quest'anno è ora custodito nei caveau della Banca d'Inghilterra.

"Prevediamo di non doverli mai utilizzare, ma dobbiamo rafforzare la nostra capacità di resilienza e la nostra preparazione", ha affermato il governatore della banca centrale olandese, Olaf Sleijpen.

Londra era considerata la scelta migliore grazie alla sua posizione di importante centro commerciale a livello mondiale. Se si desidera acquistare o vendere oro rapidamente in caso di crisi, Londra è il luogo ideale, il che rende la Banca d'Inghilterra una sede di custodia molto ambita.

La Banca d'Inghilterra è uno dei maggiori custodi d'oro al mondo. Sotto l'istituzione, che ha 300 anni e si trova nel centro di Londra, sono custoditi circa 400.000 lingotti per un valore superiore a 200 miliardi di sterline.

Secondo le indagini di settore del World Gold Council, la Banca d'Inghilterra rimane il luogo di custodia più popolare, ma le banche centrali stanno diversificando sempre più i luoghi in cui conservano il metallo prezioso.

Secondo Thomas e Struyven di Goldman Sachs, la questione di dove custodire l'oro del proprio paese è "sempre più prioritaria per i gestori delle riserve".

Nel mondo moderno, esistono molti modi per spostare i propri tesori. Gli olandesi hanno venduto circa 59 tonnellate a New York e poi hanno acquistato altre azioni a Londra, evitando così di dover trasportare quella quantità attraverso l'Atlantico.

Ma più di 27 tonnellate sono state "trasferite fisicamente" dagli Stati Uniti e dal Canada alla città olandese di Zeist. Una quantità simile è stata anche spedita da Zeist a Londra.

Le aziende che offrono tali servizi mantengono il più stretto riserbo sulle modalità operative, ma è lecito supporre che le misure di sicurezza e la pianificazione siano approfondite per evitare il rischio di un vero e proprio "Italian Job".

Cavatoni, del World Gold Council, ha affermato che un approccio standard per movimentare le scorte d'oro consiste nel vendere la materia prima in un luogo e acquistarla in un altro.

"Supponiamo che io voglia il mio oro a New York e che lo abbia a Londra. Potrei venderlo a Londra e acquistarlo a New York, lo stesso giorno e alla stessa ora, registrando di fatto il trasferimento senza doverlo effettivamente spostare in alcun altro luogo".

Sono poche le aziende selezionate che gestiscono le spedizioni d'oro oltre confine, tra cui Brink's Global Services, che ha dichiarato alla BBC di aver riscontrato un "aumento della domanda" da parte di enti come le banche centrali negli ultimi tempi.

"L'accresciuta incertezza geopolitica ed economica, unitamente al ruolo crescente dell'oro come bene di riserva strategica, sembrano contribuire a questa tendenza", ha affermato Nader Antar, vicepresidente esecutivo di Brink's.

Il motivo per cui la custodia dell'oro è un argomento così importante per le banche centrali è che ne hanno acquistato sempre di più. Ma conservarlo in casa ha un costo, hanno affermato Thomas e Struyven di Goldman Sachs.

"L'archiviazione nazionale richiede investimenti in sicurezza fisica, infrastrutture di audit e assicurazioni; costi che possono risultare sproporzionati per le banche centrali più piccole", hanno affermato.

Negli ultimi quattro anni, le banche centrali hanno accumulato una media annua di 1.000 tonnellate d'oro, un dato significativamente superiore alla media di 500 tonnellate registrata nel decennio precedente, secondo il World Gold Council.

Questa tendenza risale alla crisi finanziaria globale e si prevede che non farà che aumentare nel prossimo anno.

L'oro ha vissuto un momento di grande popolarità negli ultimi anni. Il suo prezzo è salito vertiginosamente, raggiungendo una serie di massimi storici e superando i 5.000 dollari l'oncia a gennaio.

Sono molteplici i motivi alla base del suo aumento di valore, ma un fattore determinante è stato il ruolo che il metallo prezioso riveste nella psiche umana come cosiddetto bene rifugio, in cui investire durante periodi di turbolenza finanziaria e geopolitica causati da guerre commerciali e militari.

Anche l'inflazione e i tassi di interesse influenzano la popolarità dell'oro. Data la sua scarsità e il valore che gli è stato attribuito nel corso dei millenni, l'oro si dimostra in qualche modo resistente all'aumento dei prezzi, ed è quindi considerato un buon investimento.

Secondo la banca d'investimento Charles Schwab, "negli ultimi cinquant'anni i prezzi dell'oro sono aumentati molto più rapidamente dell'indice dei prezzi al consumo (IPC), l'indicatore di inflazione più attentamente monitorato".

Sebbene il prezzo dell'oro sia sceso dal massimo storico raggiunto all'inizio dell'anno, si mantiene comunque su livelli storicamente elevati.

Secondo i ricercatori di Goldman Sachs, si prevede che il prezzo salirà a 4.900 dollari per oncia troy entro la fine del 2026, ovvero 300 dollari in più rispetto al prezzo di agosto.

Secondo Thomas e Struyven, la domanda di oro da parte delle banche centrali è una delle ragioni principali dell'impennata dei prezzi.

(Michael Race su BBC del 05/09/2026)

7 SETTEMBRE 2026

Osservatorio disservizi da 1 a 9 Settembre 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

· di Redazione

Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.

Uno spaccato dell'Italia che non funziona.

Da 1 a 9 Settembre 2026
Pubblica Amministrazione 26,50%
Telecomunicazioni 12,40%

Salute 12,20%

Energia 11,30%

Viaggi 11,10%

Prodotti finanziari 08,30%

Banca 8,20%

Acquisti 06,30%

Diritti immigrati 01,40%

Condominio 01,20%

Assicurazioni 01,10%

6 SETTEMBRE 2026

Gli investimenti sulle proteine alternative del futuro

· di Redazione

Gli investimenti nelle proteine alternative tornano a crescere, ma il vero valore rischia di finire nelle mani della distribuzione, che finanzia la tecnologia a monte e conquista il consumatore a valle con i propri marchi. L’approfondimento di Mario Sassi tratto dal suo blog

Nei primi sei mesi del 2026 le aziende europee delle proteine alternative hanno raccolto 236 milioni di euro in investimenti privati, il 56% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare la crescita sono le aziende di fermentazione, che da sole hanno raccolto 100 milioni per la fermentazione di precisione e 99 milioni per quella a biomassa, superando in sei mesi l’intero raccolto del 2025. Il Good Food Institute Europe, che pubblica questi dati, li presenta come un segnale di salute: il settore, dopo il crollo degli investimenti seguito al picco del 2021, torna a interessare i capitali. C’è però un dettaglio che l’entusiasmo del comunicato lascia sullo sfondo. Il numero di operazioni si è dimezzato. Gli investitori non stanno tornando in massa: stanno concentrando somme più grandi su un numero molto più ristretto di aziende, quelle già arrivate a uno stadio in cui possono assorbire capitali seri per costruire impianti. È un settore che si sta selezionando, non un settore che sta riprendendo fiato in modo diffuso.

LA FOTOGRAFIA DELLO SCAFFALE

Vale la pena affiancare a questo dato un’altra fotografia, quella dello scaffale. In Germania, il mercato più maturo d’Europa per il plant-based, le vendite di carne vegetale a marchio sono calate nel 2025, con un crollo del 15,8% per i prodotti branded, mentre il private label ha perso solo il 2%. Le bevande vegetali a marchio del distributore sono ormai il 60% del volume venduto e costano meno del latte vegetale a marchio industriale. Nel Regno Unito e nei Paesi Bassi il mercato è arretrato nel suo complesso. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è nato ed è esploso prima che altrove, Beyond Meat rischia l’uscita dal Nasdaq per aver trattato sotto un dollaro per titolo per un mese, e le vendite retail del comparto sono scese del 7,5% nel 2025. Sono numeri che raccontano una fase difficile per chi ha costruito un marchio di consumo attorno all’idea di sostituire la carne.

LA FRATTURA TRA CAPITALE E FATTURATO

Messi uno accanto all’altro, questi due piani raccontano una storia che si scosta da quella lineare “il settore cresce, il settore matura”. C’è una frattura tra dove va il capitale di rischio e dove va il fatturato reale sullo scaffale. Il capitale premia la tecnologia a monte: i bioreattori, i ceppi fermentativi, gli impianti che producono proteine come ingredienti industriali. Il fatturato a valle, quello che passa dalla cassa del supermercato, premia sempre più il marchio del distributore. Non è un caso isolato italiano o tedesco: è la stessa dinamica che la Grande Distribuzione applica da decenni a qualunque categoria che raggiunga una massa critica di domanda stabile, dal caffè ai detersivi. Quando un consumatore smette di chiedersi “quale marca” e comincia a chiedersi solo “quale prodotto”, il distributore ha tutto l’interesse a rispondere lui stesso alla domanda, con margini più alti e senza dover finanziare il marketing di un terzo.

IL PRIVATE LABEL SCAVALCA L’INNOVAZIONE

Eurospin, che con l’intera gamma “Amo Essere Veg” e la più recente “Fior di natura” ha costruito una proposta vegetale interamente a marchio proprio – tofu, tempeh, burger, wurstel di proteine, gelati alla soia – non ha bisogno di scommettere su nessuna azienda di fermentazione per intercettare la domanda di alternative vegetali. Le basta un fornitore capace di produrre a un costo compatibile con il posizionamento discount, e l’insegna stessa diventa il marchio che il consumatore riconosce e ripete. È esattamente il meccanismo che il private label ha già dimostrato nelle bevande vegetali tedesche: la marca del distributore non insegue il marchio innovativo, lo scavalca, trasformando in commodity ciò che il fondatore di una startup ha presentato come rivoluzione.

IL CAPITALE BLENDED E IL RISCHIO INDUSTRIALE

Questo scarto tra capitale e scaffale mette in una luce diversa anche gli investimenti “blended” che il Good Food Institute indica come la nuova frontiera del settore – il pacchetto da 78 milioni di euro tra grant e prestito ricevuto da Solar Foods in Finlandia, o i 12,5 milioni misti tra grant europei ed equity per l’olandese Vivici, che sviluppa proteine di precisione per il comparto lattiero-caseario. Sono investimenti pensati per portare a scala produttiva ingredienti destinati non tanto a un consumatore che sceglie un marchio in corsia, quanto a chi quell’ingrediente lo compra all’ingrosso per metterlo dentro un prodotto finito – che sia un’azienda alimentare tradizionale o, sempre più spesso, la stessa insegna della distribuzione che sviluppa la propria linea a marchio. In questo schema, il rischio industriale – costruire l’impianto, superare la fase di scale-up, ottenere le approvazioni regolatorie – resta in capo a chi ha ricevuto il capitale di rischio e il denaro pubblico. Il margine sul consumatore finale, quello che si realizza davvero in cassa, tende a spostarsi verso chi controlla lo scaffale.

LA FORZA DEL MARCHIO DELLA DISTRIBUZIONE

Vale la pena notare che questa dinamica non riguarda solo i discount. Conad, Coop ed Esselunga hanno tutte una propria linea vegetale a marchio, e la logica commerciale che le muove è la stessa che muove Eurospin: un marchio proprio consolidato, che il cliente frequenta ogni settimana per tutt’altre categorie, trasferisce fiducia più rapidamente di un marchio sconosciuto arrivato da una campagna di crowdfunding o da un round di venture capital. È lo stesso meccanismo di fiducia che regge l’intero impianto del private label da quando è nato: non è il prodotto in sé a dover convincere il consumatore, è l’insegna che lo garantisce. Per una categoria come le proteine alternative, ancora percepita da una parte del pubblico come “ultra-processata” o poco naturale – un pregiudizio che pesa sulle vendite quanto il prezzo, secondo gli stessi dati di settore – la fiducia nell’insegna può contare più della tecnologia sottostante. Il paradosso è che più la tecnologia di fermentazione o di coltura cellulare diventa sofisticata e costosa da sviluppare, più il valore percepito dal consumatore finale rischia di dipendere non da chi l’ha inventata, ma da chi la mette in scaffale con il proprio nome sopra.

I LIMITI E LE RAGIONI DELLA FINANZA MISTA

Non è una critica al modello in sé: la finanza mista, come ha argomentato lo stesso Good Food Institute insieme a Invest-NL e Invest International in un lavoro pubblicato quest’estate con oltre quaranta investitori europei, nasce proprio perché l’innovazione agroalimentare non si presta al ritorno rapido tipico del venture capital classico. Serve tempo, servono impianti, e i fondi pubblici possono dare fiducia a chi altrimenti non finanzierebbe la fase più rischiosa, quella dello scale-up. È un ragionamento solido. Ma lascia aperta una domanda che riguarda direttamente chi lavora nella distribuzione, prima ancora che chi investe in startup: se il valore economico generato da questa nuova industria delle proteine finisce comunque per essere catturato in gran parte dal private label – cioè da chi controlla l’accesso al consumatore finale e non da chi ha sviluppato la tecnologia – allora la vera domanda non è più “le proteine alternative sono il futuro dell’alimentazione”, ma “chi, in questo futuro, sta davvero finanziando chi”.

CHI VINCERÀ LA SCOMMESSA SULLE PROTEINE

Le aziende di fermentazione che oggi raccolgono capitali crescenti potrebbero finire per assomigliare, nella loro relazione con la GDO, ai fornitori industriali che da anni negoziano con la distribuzione condizioni sempre più severe per restare sullo scaffale – con la differenza che qui il fornitore non vende un prodotto finito riconoscibile, ma un ingrediente che l’insegna può facilmente rietichettare sotto il proprio marchio non appena il volume lo giustifica. Se questo scenario si conferma, il capitale di rischio che oggi finanzia Verley, Solar Foods o la Protein Brewery non sta finanziando i futuri marchi leader del largo consumo. Sta finanziando, di fatto, la ricerca e sviluppo che la Grande Distribuzione non deve più pagare da sé per costruire la propria prossima generazione di private label. È una domanda che merita di restare aperta, perché la risposta cambierà chi, tra dieci anni, avrà davvero vinto la scommessa sulle proteine del futuro.

(StartMagazine del 06/09/2026)

5 SETTEMBRE 2026

Musk e il suo entourage investono milioni per rendere mainstream gli psichedelici

· di Redazione

Alcune delle persone più vicine a Elon Musk stanno investendo somme ingenti per portare le sostanze psichedeliche nella medicina ufficiale statunitense. Lo riporta il Wall Street Journal, che ricostruisce come nell'entourage del miliardario si stia consolidando un vero e proprio filone di investimenti e donazioni dedicato alla ricerca su MDMA e altre sostanze psichedeliche applicate alla salute mentale.

Il caso più significativo riguarda Antonio Gracias, amico di lunga data di Musk, primo investitore istituzionale di Tesla e membro del consiglio di amministrazione di SpaceX. Gracias, insieme al finanziere britannico Christopher Hohn, ha assunto il controllo di Lykos Therapeutics, l'azienda che sviluppa terapie a base di MDMA nata dalla costola dell'organizzazione no-profit MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies). L'operazione è stata condotta attraverso un finanziamento di circa 50 milioni di dollari, dopo che in un primo momento era stata avanzata un'offerta da 100 milioni di dollari per rilevare l'intera società.

L'acquisizione arriva in un momento delicato per Lykos: nell'agosto 2024 la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale statunitense che regola l'approvazione dei farmaci, aveva respinto la domanda dell'azienda per l'utilizzo dell'MDMA nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico, giudicando insufficienti i dati raccolti negli studi clinici. Dopo il rifiuto, la società aveva attraversato una fase di forte ridimensionamento, con tagli drastici al personale.

Il sostegno di Gracias al mondo degli psichedelici non è un fatto nuovo: il finanziere aveva già donato in passato un milione di dollari a MAPS nel 2020 e ben 16 milioni di dollari all'Università di Harvard nel 2023 per finanziare un programma interdisciplinare di ricerca sugli psichedelici applicato a scienze, giurisprudenza e teologia. Secondo quanto ricostruito dai media, l'interesse di Gracias per Lykos sarebbe nato da una conversazione con Rick Doblin, fondatore di MAPS, avvenuta durante il festival Burning Man, dove i due si sarebbero confrontati sul futuro dell'azienda dopo il rifiuto della FDA.

L'operazione ha suscitato però anche perplessità di natura etica. Gracias, oltre a essere uno storico alleato di Musk, aveva lavorato con lui al Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE), la task force voluta dall'amministrazione Trump per tagliare la spesa pubblica federale e ridimensionare le agenzie statali. Secondo quanto emerso, personale legato al DOGE sarebbe stato presente anche all'interno della stessa FDA, l'agenzia regolatrice che dovrà valutare in futuro una nuova domanda di approvazione della terapia a base di MDMA presentata da Lykos. Questa sovrapposizione di ruoli e interessi ha attirato l'attenzione di osservatori ed esperti di etica, preoccupati per i potenziali conflitti di interesse tra chi ha contribuito a ridisegnare gli assetti delle agenzie federali e chi ora attende decisioni regolatorie proprio da quelle stesse agenzie.

4 SETTEMBRE 2026

Ue necessità imprescindibile, non rinunci ai suoi valori. Presidente Mattarella

· di Redazione

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Forum organizzato da The European House - Ambrosetti ha inviato il seguente messaggio:

«Come in ogni edizione, il Forum consentirà di mettere a confronto autorevoli pareri e di dibattere su temi salienti dell’attualità internazionale, con l’attenzione rivolta alle sfide recate alle prospettive di crescita dell’Europa e dell’Italia.

Il frangente storico che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne uno nuovo, limitandosi - spesso con uno sguardo rivolto a stagioni passate che non ci sono più - a mettere in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il loro presente.

Per un verso, si amplia repentinamente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati – dal cambiamento climatico, alle crisi sanitarie pandemiche, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche, all’impatto dell’Intelligenza Artificiale. Per l’altro, si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti - materiali e immateriali - con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali.

Il concetto di sicurezza di alcuni avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana.

Crescenti pressioni sull’ordine multilaterale - realizzato nel secolo scorso sulla spinta degli orrori della Seconda guerra mondiale - a vantaggio di logiche di corto respiro, archiviano i grandi benefici che questo ha recato in termini di pacificazione, indipendenza, emancipazione economica e sociale di vaste porzioni del mondo.

Il Forum Ambrosetti ha saputo monitorare, nel corso del tempo, questi passaggi.

Se guardiamo alle prospettive del futuro prossimo e ai segnali che destano maggiore preoccupazione in termini di instabilità o contrapposizione, è opinione largamente diffusa che proprio nel momento in cui la stabilità e l’efficacia di tale ordine si rendono più necessarie, esso oggi appaia minacciato e messo alla prova nelle sue regole e nelle sue prassi.

Eppure, è appena il caso di ricordare i costi umani, politici, economici, sociali del disordine, della contrapposizione, della guerra.

Basterebbe un’analisi di questi per concludere che politiche di potenza e conflitti sono manifestazioni di mancanza di visione del futuro piuttosto che di autentica progettualità e che non portano alcun autentico beneficio né ai presunti vincitori né ai soccombenti.

Salvaguardare un ordine internazionale rispettoso della dignità delle persone e dei popoli sollecita un rapido esame delle necessarie condizioni di riforma e adattamento alla realtà contemporanea, radicalmente diversa dalle condizioni degli anni del secondo dopoguerra, per renderlo più adeguato ed efficace.

Un’esigenza evolutiva e riformatrice che, se riguarda la comunità globale, per numerosi aspetti riguarda il processo di integrazione europea.

L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro.

I suoi successi sono indiscutibili – e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati – al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale.

La sua vocazione a proiettare verso l’esterno partenariati basati sul reciproco beneficio, iniziando da quello economico e commerciale, con diversi interlocutori, attraversa una stagione espansiva ed è ben testimoniata dal numero di Accordi di libero scambio recentemente siglati con Stati e associazioni di Stati di ogni continente.

Di questo modello di rapporti internazionali cooperativi, alternativo alla logica del più forte o del profitto di rapina come unico parametro, dobbiamo andare orgogliosi: come in tutte le aree strategiche dove l’Unione interviene, è infatti la persona a essere messa al centro.

Questa scelta di fondo ha fatto sì che l’UE abbia saputo costruire un progetto continentale ambizioso e avanzato, attento alle dimensioni dell’inclusione sociale, della tutela dell’ambiente, coniugate con la crescita economica.

L’Unione Europea, lungi dal pensare di rinunciare ai suoi valori, appare più che mai un’impellente necessità per affermare standard di vivibilità per i popoli dell’intero pianeta.

Il suo contributo a un ordinamento internazionale equo e condiviso è prezioso e, su questo terreno, l’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa.

I necessari e urgenti cambiamenti nel funzionamento delle sue istituzioni, nella composizione, nella tempestività delle decisioni, nelle priorità, sono indispensabili per affermare le volontà espresse dalla sovranità dei popoli che in essa si riuniscono.

Le società civili dei vari Paesi, il sistema delle imprese, sanno di avere una responsabilità speciale e un ruolo nel consentire all’Unione di essere rilevante, di avere una propria identità, per continuare a rappresentare un modello virtuoso cui ispirare le relazioni internazionali.

L’attuale contesto internazionale non ammette indugi.

Occorre un chiaro percorso di azione affinché tornino a prevalere modalità di convivenza pacifica in seno alla Comunità degli Stati in un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato.

In assenza di questo presupposto, sono messe a dura prova le stesse prospettive di un’economia mondiale prospera e in crescita costante e duratura.

I temi affrontati nel corso delle diverse sessioni saranno utili a far emergere spunti di riflessione, idee e proposte.

A tutti i partecipanti auguro buon lavoro».

3 SETTEMBRE 2026

Investire informati e crisi geopolitica. Mai come oggi determinante

· di Vincenzo Donvito Maxia

La Banca centrale dell’Olanda (DNB), tra marzo e agosto ha spostato 27 tonnellate di lingotti d’oro da New York e Ottawa a Zeist, nei Paesi Bassi. E da qui la stessa quantità è stata trasferita presso la Banca d’Inghilterra.

Nel Regno Unito, secondo la DNB, il metallo prezioso può essere scambiato più facilmente in un’ottica di “preparazione alla crisi”.

Affianchiamo questa notizia a quella del lancio, da parte della Commissione Ue, dell’a “Unione del Risparmio e degli investimenti” per favorire gli investitori europei a farlo nel Continente piuttosto che altrove (soprattutto in Usa.

Nel contempo, in tutto il mondo, l’aumento del debito pubblico (Usa in testa) sta mandando il tilt il mercato obbligazionario. Con l’aumento dei tassi d’interesse.

E un proliferare di attività finanziarie di Stato sempre più dinamiche, anche in Paesi come l’Italia, dove il debito pubblico cresce più che altrove. Mentre l'inflazione - italiana - tocca livelli molto alti in un contesto di immobilismo dei decisori misto ad autocmpiacimento suicida.

Una situazione che va tenuta sotto controllo perché, se un Paese come l’Olanda (rapporto debito pubblico/Pil del 48%, mentre in Italia è 140%) è così drasticamente attivo per mettersi al riparo dalle conseguenze della sempre più instabile geopolitica (in particolare quella a guida Usa e con ruolo marginale dell’Ue), c'è da stare poco tranquilli coi propri risparmi, mediamente investiti tramite canali che, pensando più al proprio (banche e simili) ricavo immediato piuttosto che a quello dei risparmiatori.

Insomma, non basta dire “mi fido della banca o del promotore" (che è sempre banca), ma occorre essere pignoli per sapere nei particolari il tipo di investimento con molta attenzione alle geopolitica.

3 SETTEMBRE 2026

Il boom dell'intelligenza artificiale potrebbe influenzare i rendimenti obbligazionari

· di Redazione
Prompt by JPxG, model by Boris Dayma, upscaler by Xintao Wan - Wikimedia
Foto: Prompt by JPxG, model by Boris Dayma, upscaler by Xintao Wan — Wikimedia (Public domain)

Questa settimana, il tasso di interesse effettivo sui prestiti statunitensi a 10 anni ha raggiunto il livello più alto da gennaio 2025. Fonte: Getty Images

Gli appassionati di economia adorano un po' di gergo tecnico e un termine che sento sempre più spesso è "malattia olandese".

Si tratta di un'espressione curiosa che si riferisce all'economia dei Paesi Bassi degli anni '60 e '70, periodo in cui si assistette a un boom dell'industria del gas naturale.

Ci si aspettava che la scoperta di grandi giacimenti di gas naturale portasse enormi benefici all'economia olandese. Ma, come si è poi scoperto, la produzione di gas naturale ha assorbito una quantità eccessiva di capitali e talenti disponibili. Ciò ha fatto lievitare i costi per gli altri settori a tal punto da costringerli al declino.

Non tutti i boom economici hanno questo effetto, ma sembra che sempre più commentatori stiano prendendo in considerazione l'ipotesi che ciò possa accadere con l'intelligenza artificiale. E non sono solo gli altri settori a temere di essere danneggiati dall'enorme aumento degli investimenti nell'IA, ma anche le finanze pubbliche.

Se avete seguito l'andamento dei mercati, saprete che i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati a una velocità allarmante. Martedì i costi di finanziamento negli Stati Uniti hanno subito un'impennata , un andamento riscontrato a livello globale, compreso il Regno Unito, dove hanno raggiunto i massimi degli ultimi 28 anni . Ciò significa che i governi devono pagare di più per il denaro che prendono in prestito per coprire la spesa pubblica.

Non esiste mai un'unica causa per movimenti di mercato così ampi: ecco l'analisi del quadro generale a cura del nostro responsabile economico Faisal Islam . Certamente, con l'inflazione statunitense ostinatamente elevata, gli investitori richiedono rendimenti più alti.

Ma una delle ragioni principali per cui il governo statunitense sta incontrando maggiori difficoltà nella vendita dei suoi titoli obbligazionari è che molte grandi aziende, come Amazon, Alphabet e Oracle, li hanno emessi per finanziare la costruzione di infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

A quanto pare, queste alternative stanno distogliendo gli acquirenti dai titoli di Stato. La costruzione di data center sta assorbendo investimenti che normalmente contribuirebbero a finanziare il governo.

Le prospettive: a meno che qualcos'altro non allenti la pressione sui rendimenti, una versione moderna della "malattia olandese" potrebbe danneggiare l'economia.

(BBC del 03/09/2026)

3 SETTEMBRE 2026

Investire Informati. La newsletter settimanale di Aduc. 03/09/2026

· di Redazione

Premessa/Editoriale

Il debito pubblico mondiale esplode e con esso i rendimenti obbligazionari, mentre i capitali europei finanziano l'economia americana anziché rimanere in casa. Frodi, crolli bancari e truffe ai risparmiatori mostrano come l'assenza di vigilanza reale esponga il consumatore a rischi crescenti. Nel frattempo, inflazione persistente e speculazioni su nuove frontiere di investimento mascherano l'incapacità di istituzioni e mercati di tutelare chi ha poco da rischiare.

In questo numero

ARTICOLI

→ Perché l'aumento del debito pubblico sta mandando in tilt il mercato obbligazionario

→ Gli investimenti legati ai crowdfunding sono sempre più frequenti

→ Investire i risparmi in Europa? Molto difficile

→ I risparmi delle famiglie europee finanziano l’America, Bruxelles vuole trattenere 300 miliardi di euro in casa

→ Il crollo del mercato di Shein segna la fine del fast fashion?

→ Prezzi alti. E’ possibile ridurli. Privato e Pubblico possono contribuire

→ Avvertenze. La newsletter generalista di Aduc. 02/09/2026

→ Inflazione in crescita: specchio del governo e del sovranismo della politica

→ Lettera mensile ADUC — Settembre 2026

→ Popolazione. Siamo in calo ma se fossimo di più staremmo male lo stesso

→ Osservatorio disservizi da 25 a 31 Agosto 2026. L’Italia che non funziona. Pubblica amministrazione in vetta

→ Il boom dell’intelligenza artificiale è un’arma a doppio taglio per l’economia

→ L’estrazione mineraria dai fondali marini è troppo rischiosa anche per gli investitori

→ Risiko bancario, risiki aziendali. Verso un nuovo non mercato?

→ Investire Informati. Newsletter settimanale di Aduc. 27/08/2026

NOTIZIE

→ NUOVA ZELANDANUOVA ZELANDA. Crollo società Chance Voight, oltre 54 milioni bloccati

→ ITALIAITALIA. Torino, broker a processo: 15 persone truffate per 1,5 milioni di euro

→ ITALIAITALIA. Inflazione in crescita ad agosto. Istat

→ MONDOMONDO. Debito pubblico G7: i rendimenti in salita fanno esplodere gli interessi

→ ITALIAITALIA. BTP e BOT, a settembre 2026 cinque aste del Tesoro: le date

→ FRANCIAFRANCIA. Bnp Paribas in tribunale per violazione dell'embargo in Sudan

→ MONDOMONDO. SpaceX in Borsa vola verso 149 dollari, Musk al G20 sull'IA

→ U.E.U.E.. Uber, maxi multa da 966 milioni di dollari: il titolo sale comunque

→ USAUSA. SEC incrimina 38 società fasulle che ingannavano investitori retail

→ UCRAINAUCRAINA. Scambio di titoli di Stato da 15 miliardi di hryvnie al 12,61%

→ INDIAINDIA. CRB Capital: il crollo che svelò la truffa delle società fantasma

→ ITALIAITALIA. Risiko grandi banche. Intesa si rivolge alla Consob, esposto sulle offerte di Mps

LETTERE

→ Compass: onere per rata pagata con 10 giorni di ritardo, è dovuto?

→ Buoni fruttiferi postali scaduti: si possono ancora rimborsare

→ Bond russi in scadenza: rimborso e cedole pagati in rublo, cosa rischia il retail

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NOTIZIE
9 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Banche, a luglio calo tassi nuovi mutui (3,81%), rialzo su prestiti imprese

Lo scorso luglio, i tassi bancari di mercato sui nuovi mutui erogati in Italia si sono smorzati al 3,81%, secondo l'ultima rilevazione effettuata dalla Banca d'Italia, a fronte del 3,95% che era stato registrato nel mese precedente. Sono invece aumentati al 10,38% i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo, dal 10,33% di un mese prima.

Secondo Bankitalia sono anche aumentati i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese non finanziarie, in media al 3,79% dal 3,70% del mese precedente. I tassi passivi sul complesso dei depositi sono risultati poco mossi allo 0,69%, dallo 0,67% del mese precedente.

Nel frattempo i prestiti al settore privato sono aumentati del 3,5 per cento su base annua, una flebile accelerazione dal più 3,3 per cento di giugno. I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6 per cento (2,7 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 4,1 per cento (3,2 in giugno).

I depositi del settore privato sono aumentati del 2,4 per cento (2,8 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 5,6 per cento (6% nel mese precedente).

Tutto questo mentre a seguito dei nuovi rialzi di petrolio, carburanti e inflazione sono prevalenti le attese di un nuovo aumento dei tassi di interesse di riferimento da parte della Banca centrale europea, il cui direttorio inizierà a riunirsi stasera in trasferta a Berlino e comunicherà le sue decisioni domani al 14 e 15. La Bce pubblicherà anche le sue previsioni aggiornate su crescita economica e inflazione.

(Askanews)

9 SETTEMBRE 2026

U.E.U.E.. JPMorgan: i risparmiatori europei dovrebbero investire più liquidità

I risparmiatori europei e britannici potrebbero ottenere rendimenti migliori sul proprio denaro se trasferissero una quota maggiore della liquidità detenuta in contanti verso conti d'investimento. È quanto sostiene Patrick Thomson, amministratore delegato per l'area EMEA di JPMorgan Asset Management, in un'intervista rilasciata a Francine Lacqua per il programma The Pulse di Bloomberg TV.

Come riporta Bloomberg, secondo Thomson il tema riguarda direttamente milioni di famiglie europee che oggi tengono grandi somme parcheggiate su conti correnti o depositi a basso rendimento, invece di destinarle a strumenti finanziari capaci di generare guadagni più consistenti nel lungo periodo.

Il dirigente di JPMorgan collega la questione soprattutto all'invecchiamento della popolazione europea: con l'aumento dell'aspettativa di vita, i cittadini avranno bisogno di pensioni in grado di sostenerli per un numero di anni sempre più lungo dopo la fine della vita lavorativa. Per questo, secondo Thomson, spostare parte dei risparmi dalla liquidità verso l'investimento diventa una scelta sempre più rilevante per garantire un'adeguata copertura finanziaria durante la pensione.

Thomson guida la divisione EMEA di JPMorgan Asset Management, che gestisce un patrimonio di miliardi di euro a livello globale, e in altre occasioni ha già segnalato come una parte consistente dei risparmi degli europei resti inutilizzata in strumenti a basso rendimento, rappresentando secondo la società un potenziale enorme e in gran parte inespresso per l'economia del continente.

9 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. UniCredit, ok BCE al Danish Compromise: cosa cambia per clienti e investitori

La Banca Centrale Europea ha dato il via libera a UniCredit per l'applicazione del cosiddetto Danish Compromise nel calcolo dei coefficienti patrimoniali consolidati del gruppo. Come riporta Teleborsa, la misura entrerà in vigore a partire dalla rendicontazione relativa al terzo trimestre 2026.

Nel concreto, la novità riguarda il trattamento contabile delle partecipazioni che UniCredit detiene nel comparto assicurativo, in particolare UniCredit Life Insurance (ex CNP UniCredit Vita) e UniCredit Vita Assicurazioni (ex UniCredit Allianz Vita), entrambe integrate nel gruppo nel corso del 2025. Fino ad oggi il valore di queste partecipazioni doveva essere dedotto integralmente dal capitale regolamentare della banca. Con il Danish Compromise, invece, potranno essere sottoposte a una ponderazione per il rischio, un meccanismo meno penalizzante che libera risorse patrimoniali senza modificare l'esposizione economica sottostante.

Le due compagnie assicurative coinvolte non sono realtà di piccola scala: nel 2024 avevano raccolto insieme 8,6 miliardi di euro di premi lordi e gestivano riserve tecniche per 45,6 miliardi di euro.

Secondo la stima diffusa dallo stesso istituto, l'applicazione della nuova metodologia produrrà un beneficio di circa 52 punti base sul coefficiente CET1 (Common Equity Tier 1), calcolato sulla base della situazione patrimoniale del secondo trimestre 2026. Si tratta di un rafforzamento non trascurabile del principale indicatore utilizzato dalle autorità di vigilanza per misurare la solidità di una banca. UniCredit ha sottolineato che l'autorizzazione "rafforza la posizione patrimoniale" del gruppo e conferma l'impegno a ottenere il via libera entro la fine di settembre, come annunciato in precedenza ai mercati.

Il Danish Compromise è un regime previsto dalla normativa prudenziale europea, diventato disposizione permanente da gennaio 2025 con l'entrata in vigore della direttiva Crr3, che permette alle banche con partecipazioni assicurative di non dedurre integralmente dal capitale il valore di tali investimenti, applicando invece un fattore di rischio calibrato secondo le condizioni previste dalla normativa e previa autorizzazione dell'autorità di vigilanza.

Per chi ha un conto corrente, un mutuo o un investimento con UniCredit, è importante chiarire cosa comporta effettivamente questa decisione. La misura riguarda esclusivamente il trattamento regolamentare del capitale della banca a fini di vigilanza: non produce alcuna variazione automatica su conti correnti, tassi di interesse sui mutui, commissioni bancarie o politiche di dividendo. Non si tratta quindi di una novità che modifica direttamente le condizioni contrattuali per correntisti, mutuatari o risparmiatori, ma di un provvedimento tecnico che agisce sui coefficienti patrimoniali con cui la banca dimostra alla vigilanza europea di essere adeguatamente capitalizzata.

Resta però un effetto indiretto rilevante per gli investitori: un CET1 più solido significa maggiore margine di manovra per il gruppo guidato dall'amministratore delegato Andrea Orcel, sia in termini di remunerazione degli azionisti sia in termini di capacità di sostenere eventuali operazioni strategiche future, in un settore bancario europeo dove la disponibilità di capitale resta uno degli elementi centrali nelle valutazioni del mercato.

9 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Compie reato il Compro Oro che vende lingotti

La sua attività commerciale, infatti, consiste nella compravendita di preziosi usati, all'ingrosso o al dettaglio, e non comprende il commercio del bene da investimento né la lavorazione o creazione autonoma di lingotti; attività che invece è disciplinata dalla legge 17/01/2000, n. 7 e soggetta alla comunicazione preventiva all'Oam, l'organismo degli agenti e dei mediatori creditizi e in attività finanziaria. L'iscrizione al registro solo come Compro Oro non copre l'altro profilo: anche una sola operazione compiuta senza comunicazione all'Oam costituisce reato se riconducibile all'esercizio professionale, dunque se non occasionale, organizzata e a scopo di lucro. Così la Cassazione, terza sezione penale, nella sentenza n.33016 del 07/09/2026. Diventa definitivo il sequestro probatorio a carico del titolare della ditta individuale, indagato per esercizio abusivo del commercio professionale d'oro di cui all'articolo 4 della legge 7/2000: il provvedimento è disposto su due lingotti, lamine e frammenti di oro purissimo 999,9, del peso complessivo di circa 236 grammi. Il commerciante è bloccato all'ingresso di un banco metalli mentre non ha con sé alcuna documentazione sulla provenienza del metallo prezioso: sul fumus del reato richiesto in sede cautelare pesa proprio l'attività commerciale svolta dall'indiziato nel far ritenere professionale l'opеrazione in corso. Pesano gli articoli 1 e 8 del decreto legislativo 25/05/2017, n. 92, nel delimitare il perimetro dell'attività dei Compro Oro: i quali, previa iscrizione nel registro, acquistano all'ingrosso o al dettaglio oggetti preziosi usati-gioielli, rottami, cascami - per poi rivenderli a fonderie oppure per permutarli: risulta quindi esclusa qualsiasi attività di fusione e formazione di lingotti, come di commercio e cessione di oro da investimento, laddove il mercato dell'oro è disciplinato dalla legge 7/2000. Tornano utili i chiarimenti del Viminale: la circolare ministeriale del 29/11/2017 identifica l'attività dei Compro Oro nel commercio di preziosi usati, che diventano tali dopo il primo acquisto da un privato non operatore professionale, anche se nuovi dal punto di vista sostanziale, fisico ed economico.

(Dario Ferrara su Italia Oggi del 09/09/2026)

8 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Poste rilancia l'Opas su Tim: più cash e via la soglia minima

Poste Italiane ha deciso di rilanciare la propria offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Tim, intervenendo su due elementi chiave dell'operazione: l'importo della componente in contanti e la condizione di efficacia legata alla soglia minima di adesioni. Come riporta Il Sole 24 Ore, il consiglio di amministrazione guidato da Matteo Del Fante ha deliberato un incremento di 0,30 euro per ogni azione Tim portata in adesione, pari a circa il 18% in più sulla parte cash rispetto all'offerta originaria.

Il nuovo corrispettivo prevede quindi 1,97 euro in contanti per ogni azione Tim, contro gli 1,67 euro previsti inizialmente, a cui si aggiungono 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione. L'aumento comporta per il gruppo guidato da Del Fante un impegno finanziario incrementale stimato in circa 512 milioni di euro. Al valore implicito calcolato sui prezzi di inizio settembre, l'offerta arriva a circa 7,83 euro per azione.

La mossa più significativa riguarda però la rinuncia alla condizione soglia: Poste ha infatti eliminato il vincolo che subordinava la validità dell'Opas al raggiungimento del 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Tim. Il gruppo ha comunicato che acquisterà tutte le azioni portate in adesione "anche qualora si trattasse di un quantitativo di azioni oggetto dell'offerta inferiore al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell'emittente". Restano invece invariate le altre condizioni di efficacia dell'offerta.

La decisione arriva a pochi giorni dalla scadenza del periodo di adesione, fissata per l'11 settembre, dopo un andamento delle adesioni giudicato deludente: alla chiusura dell'ultima seduta utile le adesioni si fermavano al 6,158% del capitale di Tim, corrispondente a poco meno del 5% delle azioni oggetto dell'offerta, sommato al 20% circa già detenuto da Poste come primo azionista della società telefonica. Proprio per effetto della rinuncia alla soglia minima, l'offerta sarà riaperta dal 21 al 25 settembre 2026, mentre restano confermate la chiusura del periodo di adesione originario all'11 settembre e la data di pagamento, prevista per il 18 settembre.

Nel comunicare il rilancio, Poste ha definito il nuovo corrispettivo come quello finale dell'offerta, lasciando intendere che non seguiranno ulteriori ritocchi. Il gruppo ha inoltre sottolineato come le due decisioni intendano confermare la rilevanza strategica e industriale dell'operazione, che punta a creare un polo unico nelle telecomunicazioni italiane.

A rafforzare il quadro è arrivato, proprio nei giorni precedenti al rilancio, un segnale significativo da parte del vertice di Tim: l'amministratore delegato Pietro Labriola, insieme ai dirigenti con responsabilità strategiche del gruppo telefonico, ha portato in adesione le azioni detenute nell'ambito dell'Opas promossa da Poste Italiane. La società telefonica ha ricordato come già lo scorso 18 luglio il proprio consiglio di amministrazione avesse ritenuto congruo il corrispettivo dal punto di vista finanziario, valutando positivamente anche il razionale industriale e le prospettive dell'operazione. I dettagli relativi alle singole operazioni di adesione del management saranno resi pubblici attraverso le comunicazioni di internal dealing previste dalla normativa.

8 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Risparmio gestito giugno 2026. Record di 2.722 miliardi. Assogestioni

Il patrimonio del risparmio gestito a giugno arriva alla cifra record di 2.722 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2.575 miliardi di fine marzo, grazie alla raccolta netta di 11 miliardi circa realizzata nel secondo trimestre del 2026, in aumento rispetto ai 365 milioni del primo trimestre. E' quanto emerge dai dati della mappa trimestrale del risparmio gestito pubblicata dall'ufficio studi di Assogestioni.

(Adnkronos)

8 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Desertificaione bancaria in Liguria. Allarme Uil

La desertificazione bancaria preoccupa i cittadini della Liguria e il sindacato. I dati emergono dal Rapporto Uilca 2025, da cui sono stati estrapolati quelli della regione, dal segretario ligure della Uilca (sigla che rappresenta, tra l’altro, i bancari), Silvio Trucco. Tra i dati più significativi, emerge che il 75,8% dei liguri utilizza esclusivamente la banca per gestire il proprio denaro, quinto dato più alto d’Italia e, dice Trucco, «segno di un rapporto ancora molto saldo con il sistema bancario tradizionale».

(IlSole24Ore)

6 SETTEMBRE 2026

MONDOMONDO. L'oro oltre 5.100 Usd l'oncia. Evento storico

Il superamento della soglia dei 5.100 dollari l'oncia da parte dell'oro rappresenta un evento storico e riflette un cambiamento profondo nelle dinamiche economiche e geopolitiche globali . Nota: si ricorda che non sono un consulente finanziario.

Di seguito vengono analizzati i fattori che hanno guidato questa corsa, la reazione del dollaro e le prospettive degli esperti per i metalli preziosi.

I fattori chiave del rally dell'oro

La straordinaria performance del metallo giallo non è guidata da una singola causa, ma da un insieme di potenti forze strutturali:

  • Acquisti aggressivi delle banche centrali: istituti come la People's Bank of China (che ha mantenuto una lunga serie di acquisti mensili) e altre banche dei mercati emergenti continuano ad accumulare riserve auree . Questa mossa mira a ridurre la dipendenza dal dollaro e a proteggere i bilanci statali da sanzioni o instabilità geopolitiche .
  • Tensioni geopolitiche e frammentazione: le crisi in corso (Medio Oriente, Ucraina, Iran e i crescenti attriti commerciali legati alle politiche della Casa Bianca) alimentano un clima di forte incertezza . L'oro viene percepito come l'equivalente dell'"inverso della fiducia" nei mercati tradizionali .
  • Il "Debasement Trade" e l'alto debito pubblico: l'aumento dei deficit fiscali e del debito pubblico, soprattutto nelle economie occidentali, spinge gli investitori a cercare protezione contro la svalutazione monetaria e l'inflazione persistente .
  • Politica monetaria e tassi reali: le aspettative di un orientamento più accomodante da parte delle principali banche centrali (con tassi d'interesse reali storicamente favorevoli) riducono il costo opportunità di detenere un asset non cedolare come l'oro .

La risposta del dollaro e il "voto di sfiducia"

Il dollaro statunitense sta attraversando una fase di maggiore debolezza, accentuata da fughe temporanee dai titoli di Stato (Treasuries) e da timori legati alla stabilità istituzionale interna (come i rischi di shutdown governativo) .

Molti analisti leggono la contemporanea forza dell'oro e dei metalli preziosi non solo come una classica copertura difensiva, ma come un vero e proprio voto di sfiducia verso l'architettura finanziaria globale dominata dal dollaro . La diversificazione delle riserve operata dai grandi attori statali e privati sta di fatto ridefinendo i confini del sistema monetario internazionale.

Le previsioni degli esperti per i prossimi mesi

Nonostante i livelli record già raggiunti, le principali case d'investimento mantengono un outlook complessivamente costruttivo o rialzista per il comparto dei metalli preziosi, sebbene non si escludano fasi di volatilità e correzioni tecniche fisiologiche :

  • J.P. Morgan stima che il prezzo dell'oro possa oscillare tra i 6.000 e i 6.300 dollari l'oncia nel corso del 2026, sostenuto dalla domanda strutturale delle banche centrali .
  • Goldman Sachs e altre primarie istituzioni continuano a rivedere al rialzo i propri target, evidenziando come la componente speculativa e la domanda del settore privato stiano dando ulteriore slancio al mercato .
  • Anche altri metalli preziosi, come l'argento e il platino, hanno beneficiato di questo contesto di paura e della forte domanda industriale legata alla transizione energetica e all'innovazione tecnologica .

(Milano Finanza)

5 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Terapie psichedeliche: Trump accelera, corsa in Borsa per DFTX e CMPS

Un ordine esecutivo firmato dal presidente statunitense Donald Trump per accelerare ricerca, approvazione e accesso alle terapie psichedeliche ha riacceso l'attenzione degli investitori su due società farmaceutiche impegnate in sperimentazioni cliniche avanzate contro depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico: Definium Therapeutics (DFTX) e Compass Pathways (CMPS).

Come riporta Stocktwits, l'ordine firmato dal presidente cita esplicitamente solo l'ibogaina tra le sostanze psichedeliche, ma i trattamenti sperimentali delle due aziende sono già in fase avanzata: il DT120 di Definium, a base di LSD, e il COMP360 di Compass, terapia a base di psilocibina, stanno entrambi attraversando sperimentazioni cliniche di ultima fase negli Stati Uniti per importanti patologie psichiatriche.

Secondo le stime di consenso raccolte da Koyfin, è Compass Pathways a offrire attualmente il potenziale di crescita maggiore rispetto ai livelli di prezzo recenti. Il titolo CMPS ha un target di prezzo medio a 12 mesi di 21,75 dollari, che implica un rialzo del 227%, con otto analisti che raccomandano l'acquisto, tre il "forte acquisto" e uno il mantenimento. DFTX, invece, ha un target medio di 36,67 dollari, che indica un potenziale rialzo del 62%, con dodici analisti orientati all'acquisto e quattro al "forte acquisto".

Sul fronte delle performance recenti, il titolo DFTX ha messo a segno tre settimane consecutive di guadagni e, negli ultimi dodici mesi, è salito di quasi il 300%. CMPS, dal canto suo, è più che raddoppiata nello stesso arco di tempo, chiudendo l'ultima settimana con un incremento del 20%.

Il commissario della Food and Drug Administration, Marty Makary, ha dichiarato che le terapie allineate alle priorità indicate dall'ordine esecutivo potrebbero attraversare i tempi di revisione regolatoria in poche settimane, anziché nei tempi standard che normalmente richiedono mesi o anni. L'agenzia americana ha già annunciato l'autorizzazione alla prima sperimentazione umana sull'ibogaina negli Stati Uniti, un passaggio che apre la strada a nuovi studi su una sostanza finora fortemente limitata dalle normative federali.

5 SETTEMBRE 2026

USAUSA. Il trading in Borsa dei parlamentari diventa un’arma elettorale

Quasi metà dei membri del Congresso possiede azioni. La legge approvata dalla Camera limita gli acquisti, ma lascia fuori Donald Trump

  • La sindaca democratica Paige Cognetti ha costruito la sua campagna al Congresso attaccando le seicento operazioni in Borsa del deputato uscente Rob Bresnahan.
  • La legge impone di segnalare le compravendite entro 45 giorni, ma i controlli sono deboli: le sanzioni ammontano a circa 200 dollari.
  • La Camera ha approvato lo Stop Insider Trading Act che vieta ai parlamentari di comprare azioni, ma esclude esplicitamente il presidente Trump.
  • qui l'articolo intero su Valori.it
5 SETTEMBRE 2026

MONDOMONDO. L'ONU vota per adottare una nuova mappa del mondo che rifletta le reali dimensioni dell'Africa

La proiezione di Mercatore è la proiezione cartografica più utilizzata al mondo, ma rappresenta in modo impreciso le dimensioni di paesi e continenti.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato per sostituire la tradizionale mappa del mondo con una che rifletta in modo più accurato le dimensioni dell'Africa.

La risoluzione "Correggere la mappa", promossa dal Togo e sostenuta dai membri dell'Unione Africana (UA), è stata approvata con il supporto di 164 nazioni, tra cui Francia e Regno Unito. Gli Stati Uniti sono stati l'unica nazione a votare contro, mentre si sono registrate sei astensioni.

Il voto delle Nazioni Unite non è vincolante, ma comporterà modifiche alle mappe utilizzate dalle istituzioni di tutto il mondo.

La proiezione di Mercatore, di uso comune fin dal XVI secolo, è stata oggetto di critiche perché mostra l'Africa di dimensioni simili alla Groenlandia, sebbene sia 14 volte più grande.

Secondo i critici, ciò porta a minimizzare le esigenze e le potenzialità di sviluppo dei paesi vicini all'equatore.

La mappa di Mercatore fu ideata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore per aiutare gli esploratori europei a orientarsi in tutto il mondo.

La distorsione della sua mappa è dovuta al fatto che è impossibile rappresentare accuratamente la superficie di un globo su un grafico bidimensionale.

Ogni volta che si disegna una mappa del mondo, è necessario scendere a compromessi.

La proiezione di Mercatore mostra la curvatura terrestre facendo apparire i paesi vicini all'equatore più piccoli di quanto non siano in realtà, e quelli più vicini ai poli più grandi.

Nel tentativo di correggere questo problema, un team di cartografi ha creato nel 2018 una mappa a pari area che hanno chiamato proiezione Equal Earth.

A febbraio, i 54 Stati membri dell'Unione Africana l'hanno adottata, affermando che "rappresenta in modo più accurato le dimensioni di tutti i continenti, in particolare dell'Africa".

Il gruppo di attivisti online #CorrectTheMap ha affermato: "In Africa si potrebbero inserire gli Stati Uniti, la Cina, l'India, il Giappone, il Messico e gran parte dell'Europa, e avrebbe ancora territorio a disposizione".

In vista del voto di venerdì, il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters: "Un mondo giusto inizia con una mappa giusta".

In precedenza, durante un briefing delle Nazioni Unite, aveva affermato: "Una mappa non è mai neutrale. Modella le percezioni, influenza il modo in cui viene compresa la posizione dei popoli e dei continenti nel mondo".

Aveva l'appoggio del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, il quale aveva affermato che il suo ministero avrebbe smesso di utilizzare la proiezione di Mercatore .

"Cambiare la mappa ovviamente non cambia il mondo. Ma correggere una rappresentazione che lo distorce è già un atto di verità", ha affermato.

Ma Yaryna Ferencevych, rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, ha affermato che la risoluzione derideva il lavoro e lo scopo dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite .

"Invece di concentrarsi sui veri problemi della pace internazionale, della prosperità o delle buone relazioni, questo organismo sta discutendo di progetti cartografici del XVI secolo e del loro ruolo nella promozione delle riparazioni e della 'giustizia cognitiva'", ha affermato.

A marzo, anche gli Stati Uniti si sono mostrati critici nei confronti della tratta transatlantica degli schiavi, quando è stata adottata una risoluzione che la definiva "il più grave crimine contro l'umanità" .

"La rappresentazione errata dell'Africa sulle mappe mondiali non è solo un errore cartografico, ma un problema narrativo", ha dichiarato alla BBC Lerato Mogoatlhe di Africa No Filter, uno dei gruppi promotori della campagna per abbandonare la proiezione di Mercatore.

Faceva parte degli sforzi per fermare la "più lunga campagna di disinformazione e misinformazione al mondo" sull'Africa, ha affermato.

Secondo il geografo keniota Kioko Muendo, la mappa di Mercatore ha implicitamente sottovalutato le vaste risorse, la popolazione e le opportunità di investimento del continente africano.

"Le mappe sono molto più che semplici guide per i viaggiatori: influenzano la percezione politica ed economica delle regioni", ha dichiarato alla BBC.

(Thomas Mukhwana su BBC del 05/09/2026)

5 SETTEMBRE 2026

UCRAINAUCRAINA. Smantellata frode di investimenti in cryptovalute

Le autorità ucraine hanno smantellato una rete di frode legata alle criptovalute con base a Kiev, che avrebbe preso di mira cittadini dell'UE e generato fino a 1 milione di dollari al mese nel suo periodo di massima attività . Gli agenti si spacciavano per rappresentanti di piattaforme di criptovalute e attiravano le vittime tramite Telegram con presunte opportunità di investimento redditizie.

4 SETTEMBRE 2026

ITALIAITALIA. Trading online falso, truffa da 125mila euro a Crotone: 8 denunce

Una truffa finanziaria messa in piedi attraverso un falso sito di trading online ha portato la Polizia postale di Crotone a denunciare otto persone, tutte residenti a Roma, con l'accusa di ricettazione. Come riporta la Gazzetta del Sud, l'indagine è partita dalla denuncia di una vittima crotonese, attirata da un post su un social network che pubblicizzava facili guadagni tramite il trading online.

La persona coinvolta era entrata in contatto con presunti broker che, dopo averla convinta a investire, l'hanno spinta a effettuare versamenti progressivi. Nell'arco di soli tre mesi la vittima ha perso oltre 125mila euro, trasferiti sulla base delle indicazioni ricevute dai sedicenti operatori finanziari con cui era in contatto online.

Le indagini sono state condotte dalla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Crotone, coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Gli investigatori hanno ricostruito i flussi di denaro fino a individuare gli otto indagati, titolari o amministratori di società che avrebbero agito come intermediari finanziari per occultare le somme sottratte alla vittima.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia postale, questi soggetti mettevano a disposizione conti correnti, carte e altri rapporti finanziari intestati alle loro società per ricevere il denaro versato. Le somme incassate venivano poi trasferite su ulteriori conti attraverso una serie di movimentazioni pensate per rendere più complessa la tracciabilità del denaro, fino ad arrivare a trasferimenti verso l'estero che ne avrebbero reso ancora più difficile il recupero.

Il caso conferma un meccanismo ricorrente nelle truffe legate al finto trading online: un annuncio pubblicitario su un social network, il contatto con sedicenti broker che guadagnano progressivamente la fiducia della vittima, e infine la sottrazione di somme crescenti attraverso operazioni presentate come investimenti redditizi ma in realtà destinate a sparire su conti intestati a società fittizie, create solo per fare da schermo ai proventi illeciti.

3 SETTEMBRE 2026

GIAPPONEGIAPPONE. Rendimenti dei titoli di Stato ai massimi storici

Il mercato obbligazionario giapponese sta vivendo una fase di forte tensione. Come riporta Wolf Street, il rendimento del titolo di Stato giapponese (JGB) a 10 anni ha toccato il 3,02%, il livello più alto dall'agosto 1996. Il rendimento del titolo a 30 anni ha invece raggiunto il 4,18-4,19%, un record assoluto da quando questo strumento fu introdotto nel 1999.

Il fenomeno segna la fine definitiva della politica di repressione finanziaria adottata per anni dalla Bank of Japan, nota come Yield Curve Control (YCC), il meccanismo con cui la banca centrale acquistava titoli in quantità illimitata per mantenere artificialmente bassi i tassi a lungo termine. Quella politica è stata abbandonata perché la banca centrale giapponese è ora costretta a fare l'opposto: alzare i tassi e ridurre il proprio bilancio (quantitative tightening), per fronteggiare l'inflazione e il crollo dello yen.

L'inflazione giapponese si attestava all'1,9% a luglio, mentre la valuta nipponica è scesa fino a 160 yen per un dollaro. Secondo l'autore dell'articolo, Wolf Richter, non esiste una via d'uscita facile per la banca centrale: per stabilizzare lo yen sarebbero necessari un quantitative tightening molto più marcato e tassi di interesse ufficiali sensibilmente più alti di quelli attuali.

Il debito pubblico giapponese resta un elemento di forte pressione sui mercati: è pari al 248% del prodotto interno lordo, circa il doppio di quello statunitense. Il rating creditizio del Paese si colloca a più notch sotto la tripla A presso le principali agenzie: A per Fitch, A+ per S&P e A1 per Moody's.

Il 31 luglio Stati Uniti e Giappone hanno condotto un intervento congiunto e storico sul mercato dei cambi: gli Stati Uniti hanno venduto euro per acquistare yen, mentre il Giappone ha venduto un ammontare record di 97 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta. Il Segretario al Tesoro statunitense Bessent ha promosso l'operazione per evitare che le difficoltà giapponesi si riflettessero sul mercato dei Treasury USA, ma l'effetto dell'intervento è risultato solo temporaneo, come conferma il rialzo dei rendimenti registrato nei giorni successivi.

3 SETTEMBRE 2026

SENEGALSENEGAL. Senegal verso il default: crollano i bond dopo l'accordo con il FMI

Il Senegal ha avviato un vero e proprio conto alla rovescia verso un possibile default sul proprio debito sovrano. Come riporta Bloomberg, il governo di Dakar ha raggiunto martedì un'intesa con il Fondo Monetario Internazionale per un nuovo programma triennale da 2,2 miliardi di dollari, il primo dopo il congelamento del prestito precedente nel 2024, deciso a seguito della scoperta di un debito nascosto accumulato dall'amministrazione precedente. Contestualmente all'accordo, il governo senegalese ha annunciato che perseguirà un vero e proprio "trattamento del debito" nell'ambito di una versione rafforzata del Common Framework del G20, il meccanismo internazionale pensato per la ristrutturazione del debito dei Paesi più fragili.

L'operazione riguarderebbe circa 5 miliardi di dollari di eurobond, mentre il debito denominato in franchi CFA resterebbe fuori dal perimetro della ristrutturazione. La notizia ha avuto un impatto immediato e pesante sui mercati finanziari: il bond in euro con scadenza 2028 ha perso oltre 8 centesimi sull'euro in una sola giornata, e più in generale tutti i titoli sovrani del Paese sono scesi sotto la soglia dei 50 centesimi rispetto al valore nominale, un livello che gli analisti considerano tipico dei debiti in grave sofferenza. Un'obbligazione scambiata a questi livelli segnala che gli investitori non si aspettano più un rimborso integrale alle condizioni originarie. Il Fondo Monetario Internazionale stima il debito pubblico del Senegal al 132% del PIL alla fine del 2024, una cifra ben superiore al 73,6% dichiarato ufficialmente sotto la precedente amministrazione guidata da Macky Sall. Fu proprio la scoperta di questo scostamento, nel 2024, a far scattare la sospensione del programma FMI da 1,8 miliardi di dollari allora in corso. Se il default dovesse concretizzarsi, il Senegal diventerebbe il primo Paese africano a trovarsi in questa situazione dai tempi dell'Etiopia nel 2023. Le agenzie di rating, tra cui Moody's, hanno già rivisto al ribasso il proprio giudizio sul Paese, riflettendo il peggioramento del rischio di credito e la crescente probabilità di un evento di default. Il nuovo programma con il FMI prevede finanziamenti a condizioni molto più favorevoli di quelle di mercato, ma resta subordinato alla capacità del governo di dimostrare che il debito può tornare su un percorso sostenibile. Il Fondo non ha ancora reso pubblici i dettagli delle misure che dovranno accompagnare l'accordo, e la sfida più immediata per Dakar sarà trasformare l'intesa preliminare raggiunta con lo staff del Fondo in un programma pienamente operativo, convincendo al tempo stesso creditori e investitori dell'esistenza di un percorso credibile verso il risanamento dei conti pubblici.

3 SETTEMBRE 2026

OLANDAOLANDA. I Paesi Bassi trasferiscono miliardi di dollari in oro a Londra in un'ottica di "preparazione alla crisi"

Sebbene gran parte dell'oro sia stato venduto a New York e poi riacquistato a Londra, più di 27 tonnellate sono state fisicamente trasferite nel Regno Unito

La banca centrale olandese (DNB) ha confermato che miliardi di dollari in oro sono stati trasferiti dal Nord America a Londra, citando "la crescente instabilità geopolitica".

Mercoledì la DNB ha dichiarato che 86 tonnellate d'oro sono state prelevate dagli Stati Uniti e dal Canada nel corso di una complessa operazione durata diversi mesi. Il metallo prezioso è ora custodito presso la Banca d'Inghilterra, dove può essere scambiato più facilmente "in una situazione di crisi".

Il presidente della banca centrale, Olaf Sleijpen, ha dichiarato che la decisione era "necessaria per rafforzare la nostra resilienza e la nostra preparazione".

La decisione giunge nel mezzo di una disputa commerciale in corso tra Stati Uniti e Canada, con entrambi i paesi che hanno annunciato nuove tariffe reciproche dopo il fallimento dei negoziati commerciali.

La DNB ha dichiarato che il trasferimento, avvenuto tra marzo e agosto, ha visto lo spostamento di 27 tonnellate di lingotti d'oro da New York e Ottawa a Zeist, nei Paesi Bassi.

Una quantità e una qualità simili sono state poi trasferite a Londra, senza bisogno di fondere le barre.

Non è ancora stato rivelato esattamente come una tale quantità d'oro sia stata trasportata attraverso l'Oceano Atlantico.

La restante parte del trasferimento è stata effettuata vendendo l'oro a New York e riacquistandolo a Londra, ha dichiarato la banca .

"La combinazione dei processi di acquisto e vendita con il trasporto fisico ha permesso a DNB di ripartire i rischi associati a un trasferimento fisico dell'oro così complesso", si legge nella dichiarazione.

DNB non ha specificato a cosa si riferisse con la menzione di "instabilità geopolitica", ma l'economia statunitense rimane in una situazione di incertezza a causa della guerra in corso tra il Paese e l'Iran, che ha avuto un impatto sul commercio globale.

Il Canada, nel frattempo, è stato duramente colpito dai dazi statunitensi sui suoi settori chiave dell'acciaio, dell'alluminio, del legname e delle automobili, nonché da un'ulteriore imposta del 50% su circa 28 miliardi di dollari canadesi (20 miliardi di dollari statunitensi; 15 miliardi di sterline) di merci canadesi, annunciata ad agosto.

DNB ha affermato che l'oro depositato presso la Banca d'Inghilterra "è considerato l'oro più facilmente negoziabile al mondo" e, pertanto, più facilmente reperibile in caso di crisi rispetto a quello che si troverebbe ancora negli Stati Uniti o in Canada.

Prima dell'annuncio di mercoledì, la DNB deteneva il 31,3% delle sue riserve auree a New York e il 19,7% a Ottawa. Ora questa percentuale è scesa al 18,5% in entrambi i paesi.

Secondo quanto riportato dalla DNB, alla fine del 2025 le riserve auree totali dei Paesi Bassi ammontavano a 612,4 tonnellate, per un valore stimato di 72,2 miliardi di euro.

Dopo l'operazione, la quota di oro detenuta dalla banca a Londra è aumentata dal 18,1% al 32,1%, mentre il 30,8% delle riserve rimane depositato nei Paesi Bassi.

(Henry Moore su BBC del 02/09/2026)

LETTERE
3 SETTEMBRE 2026

Vecchio libretto di risparmio ritrovato: si può recuperare il denaro?

· di Redazione
Dopo il decesso di mia madre avvenuto l'anno passato ho ritrovato un vecchio libretto di risparmio cointestato a suo nome e di sua madre (deceduta nel 1980) della Banca Popolare di Milano. Ultimo movimento 28/11/1973 con saldo di 7507 lire. Ci sono delle possibilità di recuperare il denaro in quanto unico erede oppure è da considerarsi prescritto?
Loris, dalla provincia di CO

Risposta:
Gentile Loris,
il recupero è nella pratica poco probabile e, considerato il saldo di 7.507 lire (circa 3,88 euro), economicamente irrilevante. Tuttavia, non è corretto considerarlo automaticamente prescritto dall’ultima operazione. Se proprio vuole togliersi ogni scrupolo conviene chiedere a Banco BPM se il rapporto risulta ancora esistente, estinto o eventualmente devoluto al Fondo rapporti dormienti, allegando libretto e documentazione successoria.

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