Aborto. 30% vi ricorre per motivi economici. Indagine
Alla base della scelta di abortire ci sono in circa il 30% dei casi motivi economici. Lo afferma uno studio pubblicato dal Journal of Family Planning and Reproductive Health Care, secondo cui un migliore accesso ai contraccettivi potrebbe ridurre il numero delle interruzioni.L'analisi del Guttmacher Institute di New York ha analizzato i dati di 9500 donne che hanno interrotto la gravidanza negli Usa nel 2008, selezionandone anche 49 per delle interviste dal vivo approfondite. Dai questionari e' emerso che nel 57% dei casi nell'anno precedente l'aborto c'era stato un 'evento stressante' nella vita delle donne: all'interno di questa percentuale circa meta' dei problemi riguardava la sfera economica, con eventi come la perdita del lavoro o la difficolta' a pagare un mutuo. Oltre a questi motivi a influenzare la scelta c'e' stato nel 10% dei casi la perdita di una persona cara, in un altro 10% l'aver avuto gia' un bambino nell'anno precedente e nel 7% qualche abuso familiare: "nelle donne povere c'e' una maggiore probabilita' che si abbia piu' di uno di questi eventi avversi - scrivono gli autori - forse perche' la mancanza di risorse finanziarie impedisce di affrontare adeguatamente il primo e da' il via a una 'reazione a catena'".
Una delle conclusioni dei ricercatori e' che una maggiore disponibilita' dei contraccettivi potrebbe evitare molte di queste gravidanze indesiderate: "I metodi come la pillola o i dispositivi intrauterini dovrebbero essere gratuiti - scrivono - e dovrebbe essere possibile poter comprare piu' scatole in una volta sola e senza ricetta".
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