Aborto, Chiesa e scienziati cattolici contro Zapatero: aborto=omicidio di un bebe'
Dopo un anno di calma relativa fra vescovi spagnoli e potere socialista la tensione ricomincia a salire con l'avvicinarsi del primo vero momento difficile della seconda legislatura Zapatero, l'esame in parlamento entro l'estate della nuova legge di depenalizzazione dell'aborto. La Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha dato il via alle ostilita' con una grande campagna pubblicitaria e di informazione per la vita e contro l'aborto. E a fianco della gerarchia cattolica si sono schierati oltre al Partido Popular, il principale movimento di opposizione a Zapatero, anche 300 intellettuali e scienziati in una dichiarazione congiunta firmata a Madrid. Fra le adesioni nomi illustri della microbiologia, come Cesar Nombela, della genetica e della biologia cellulare come Nicolas Jouve de la Barreda e Francisco Abadia Fenoll. Il 'manifesto' degli scienziati afferma che 'esiste una chiara evidenza scientifica che la vita inizia con la fecondazione' e che 'un aborto non e' solo l'interruzione volontaria della gravidanza bensi' un atto semplice e crudele di interruzione di una vita umana'. 'L'aborto - afferma la 'Dichiarazione di Madrid' - e' un dramma con due vittime: una muore e l'altra sopravvive e soffre ogni giorno le conseguenze di una decisione drammatica e irreparabile. Una societa' indifferente all'uccisione di circa 120mila bebe' ogni anno e' una societa' fallita e ammalata'. La legge attuale, approvata nel 1985, non depenalizza l'aborto ma lo consente solo in tre casi: stupro, malformazione del feto, rischio per la salute fisica o psichica della donna, previo parere medico (senza tempo limite). Quest' ultima disposizione, invocata nel 99% dei circa 120mila casi di aborto all'anno, ha dato luogo ad abusi, con aborti fino a 7 o 8 mesi in alcune cliniche private. La bozza della nuova legge depenalizza l'aborto nelle prime 14 settimane e prevede che in questo periodo la decisione di praticarlo o meno sia di libera scelta della donna. Inoltre fino a 22 settimane di gravidanza l'aborto rimarrebbe possibile su indicazione medica in caso di rischio psicofisico per la madre. Le specie animali in pericolo in Spagna sono meglio protette del nascituro, ha tuonato il portavoce dei vescovi Mgr. Jose' Antonio Camino presentando la campagna anti-aborto della Cee, in vista della Giornata per la Vita del 25 marzo. Nelle prossime settimane la Spagna sara' tappezzata con oltre 30mila esemplari del cartellone anti aborto della Cee: mostra un neonato tutto occhioni e sorriso a quattro zampe accanto a una lince-baby (sulla quale e' stato stampato in rosso 'lince= protetta') sotto la scritta 'E io...? Proteggi la mia vita!'. 'E' una buona cosa che si proteggano gli animali in pericolo e la diversita' della biosfera' ma, ha detto Camino, questa sensibilita' deve portare anche a proteggere di piu' coloro che devono nascere'. Prudente per ora la reazione del governo Zapatero. La Spagna - ha replicato il ministro della sanita' Bernat Oria - vuole avvicinarsi all'Europa, dove l'aborto e' 'libero' nelle prime settimane gia' in 27 paesi, ma i vescovi, ha detto, seguono 'un cammino diverso da quello della societa''.
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