Martedì 9 giugno 2026
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Aborto, il governo risponde a Chiesa cattolica: quando al potere c'erano i conservatori non avete fiatato

U.E. - SPAGNA
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Non si placa in Spagna la poemica sulla riforma della legge dell'aborto intrapresa dal governo di Jose' Luis Zapatero: dopo le manifestazioni dei gruppi 'pro vita' ieri in diverse città spagnole, oggi il ministro della Sanità Bernat Soria ha ricordato che durante il governo conservatore del Partido popular (Pp) fra il 1996 e il 2004, "si praticarono piú di 500.000 aborti legali" e "non vidi nessuna di queste manifestazioni".

Anche se il Pp non ha organizzato direttamente le manifestazioni di ieri e soltanto esponenti minori del partito hanno partecipato alla 'Marcia per la Vita' a Madrid (che ha riunito diverse decine di migliaia di persone), il suo leader Mariano Rajoy e altri esponenti di spicco le hanno appoggiate pubblicamente. Le associazioni organizzatrici 'Hazte Oir' (Fatti sentire) e 'Derecho a vivir' (Diritto a vivere) hanno annunciato oggi nuove mobilitazioni il 25 di ogni mese con raccolte di firme contro la riforma e un sondaggio per "chiedere ai cittadini quello che il governo non osa scoprire, perch, sa che la società spagnola non vuole piú aborti, ma piú appoggio alle donne per portare avanti la loro maternità".

L'esecutivo peró va avanti per la sua strada: oggi la ministra dell'Uguaglianza Bibiana Aido ha criticato le associazioni antiaborto, che chiedono non solo che non sia approvata la riforma in programma (che renderebbe l'aborto un 'diritto' delle donne entro la 14ma settimana), ma anche che sia annullata la depenalizzazione subordinata ad alcune condizioni, approvata negli anni '80. Il dibattito 'aborto sí-aborto no' "ha già avuto luogo un quarto di secolo fa ed è ampiamente superato dalla società", ha detto la ministra. Nel frattempo il vicesegretario del Psoe, Jos, Blanco, ha ribadito oggi che il governo "non farà nemmeno un passo indietro" sulla sua riforma.

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