Afghanistan. Costa: "l'oppio minaccia la democrazia"
L'aumento della produzione di oppio in Afghanistan negli ultimi due anni sembra destinato a continuare anche per il 2004, secondo un sondaggio condotto dagli esperti dell'Onu, e per trovare una soluzione al problema domani e lunedi' prossimo a Kabul si svolgera' una conferenza internazionale con circa 300 esperti internazionali, la prima di questo genere."Ci aspettano decisioni critiche -ha detto il direttore generale dell'Ufficio dell'Onu per la lotta alla criminalita' e traffico di stupefacenti (Unodc), Antonio Maria Costa, prima di lasciare Vienna per partecipare alla Conferenza internazionale sulla droga in Afghanistan- Se l'impegno contro gli stupefacenti non si trasforma in una riduzione della produzione, corriamo il rischio di trovarci di fronte ad una economia basata sull'oppio che potrebbe rimettere in discussione tutto cio' che e' stato fatto per la democrazia in Afghanistan". Due anni dopo la caduta del regime dei Taliban, l'Afghanistan resta di gran lunga il principale produttore al mondo di oppio.
Costa ha detto che la cooperazione con il nuovo governo di Kabul ha portato alla creazione del primo ente afghano antinarcotici (la Direzione antistupefacenti) ed alla adozione delle prime leggi anti-droga. "Istituzioni e leggi devono ora raggiungere le aree dove viene coltivato l'oppio per concretizzare le decisioni politiche. Tutto cio' va completato con sforzi maggiori per rimpiazzare le profonde radici dell'economia dell'oppio con coltivazioni che diano ai contadini afghani un accettabile livello di vita".
Alla riunione di Kabul, dove sara' uno dei presidenti, Costa ripetera' la richiesta alle forze di sicurezza internazionali in Afghanistan di aiutare a bloccare la catena del narcotraffico e i laboratori clandestini per la produzione di stupefacenti.
"La lotta contro il terrorismo sara' piu' efficace se il traffico di stupefacenti verra' interrotto. Infatti sono sempre di piu' le prove del fatto che il denaro ottenuto dalla vendita della droga viene usato per finanziare attivita' criminali, compreso il terrorismo".
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