Venerdì 12 giugno 2026
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Afghanistan. Nato: si rafforza l'alleanza guerriglia-narcotraffico

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Sono sempre più forti i legami tra narcotraffico e guerriglia in Afghanistan, sempre più concentrati, entrambi, nel sud del paese.
E' l'allarme lanciato dagli esperti nella lotta alla droga in Afghanistan, coordinati dallo statunitense Thomas Schweich, che in mattinata di ieri hanno tenuto un briefing presso il quartier generale della Nato a Bruxelles allargato a tutti e 37 i paesi impegnati nella missione Isaf guidata dall'Allaenza. La Nato non è direttamente coinvolta nella lotta al traffico di droga, tuttavia fornisce assistenza tecnica (anzitutto trasporti) alle autorità afgane e interventi di emergenza. Il 92% della produzione mondiale di oppio proviene dall'Afghanistan, con un 'fatturato' annuo di 3,1 miliardi di dollari. "Si è osservato -ha affermato James Appathurai, portavoce della Nato- un drastico incremento della coltivazione e della produzione nel sud del paese, soprattutto nella regione dell'Helmand", al momento praticamente sotto quasi totale controllo talebano.
Soprattutto, ha sottolineato il portavoce, "vi è una crescente confluenza tra guerriglia e narcotraffico" nella parte meridionale del paese. Nella stessa area, ha avvertito Appathurai, "sempre più spesso si riscontrano armi pesanti, come mortai o mitragliatrici". Secondo gli esperti, in effetti, i Talebani proteggono i trasporti di droga, ricevendo in cambio cospicue tangenti che poi utilizzano per l'acquisto di armi, il che spiega la crescente pericolosità per le truppe Nato degli 'Studenti di Allah'.Appathurai ha aggiunto comunque che 'solo' il 15% dei contadini, per lo più concentrati nel sud, coltiva papavero da oppio, sottolineando i grandi progressi compiuti al nord del paese, molto più tranquillo . "Quest'area è ormai quasi libera da papavero, la speranza è che lo sia totalmente entro due anni". La Nato osserva con soddisfazione, inoltre, i progressi compiuti dalle autorità afgane nella lotta al narcotraffico. "Stanno investendo molto in mezzi e uomini, anche nel sud". Inoltre "se fino allo scorso anno non vi sono state condanne per droga, quest'anno siamo già a 350". Resta necessario comunque, dicono all'Alleanza, un "approccio integrato": non solo sradicamento delle colture di oppio, ma anche offerta di alternative redditizie, visto che "niente rende così bene ai contadini  quanto la coltivazione del papavero". Occorre inoltre un rafforzamento degli organi di polizia afgani, della magistratura, delle strutture carcerarie.All'Alleanza si fa notare comunque che in altri paesi è stato possibile vincere, come nel sudest asiatico e in Pakistan, il quale, ha ricordato ancora Appathurai, da uno dei principali produttori al mondo ha praticamente azzerato la coltivazione di papavero.
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