Afghanistan. Rappresentante Onu: deludente strategia anti-droga
Occorre ripensare la strategia di lotta al traffico di droga in Afghanistan alla luce dei risultati deludenti ottenuti finora: è quanto ha dichiarato oggi il rappresentante speciale del Segretario generale dell'Onu in Afghanistan, Tom Koenigs. "Nessuno può dire che abbia avuto successo se la produzione di oppio è aumentata -ha detto Koenigs nel corso della conferenza stampa mensile a Kabul- è chiaro che occorre ripensare la strategia".Non si conoscono ancora le cifre del raccolto del 2006, ma le Nazioni Unite stimano che quest'anno potrebbe essere superata la quota di 4.100 tonnellate di oppio prodotto lo scorso anno, per un valore di circa 2,7 miliardi di dollari. L'Afghanistan è il primo produttore al mondo di oppio, da cui si ricava il 90% dell'eroina venduta in Europa.
Koenigs ha sottolineato che non ci sono risposte semplici per risolvere la situazione: "Sappiamo che se iniziamo a sradicare tutte le colture di papavero nella regione di Helmand (la principale zona di produzione di oppio, nel sud del paese), alimenteremmo le attività dei ribelli che aumenterebbero di numero". Non è semplice neanche trovare mezzi di sussistenza sostitutivi alla coltura del papavero: "Abbiamo un mercato per il prodotto alternativo e possiamo mettere questo prodotto rapidamente sul mercato?", si è chiesto Koenigs. "Occorre considerare attentamente che cosa potrebbe costituire un'alternativa per gli agricoltori, metterlo in atto e finanziarlo con i fondi necessari sarà molto difficile e costoso". Koenings ha stimato che occorrerà un lasso di tempo tra i "10 ed i 20 anni" per sradicare la coltura del papavero, come indicano i paesi dove la strategia di lotta alla droga è stata coronata da successo.
Secondo il comandante della Nato in Afghanistan, le violenze registrate nel sud del paese sono scatenate più dagli interessi dei trafficanti di droga che alla ribellione dei talebani.
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