Al Torino Film Festival: The Baby Formula
Nel 2004, in Giappone, Tomohiro Kono creo' topi senza padre unendo due ovuli. Nel 2006, negli Stati Uniti, Karim Nayerna li produsse usando sperma artificiale creato a partire da cellule staminali embrionali. Il progresso scientifico e la tolleranza sociale raggiunta in alcuni paesi del mondo rendono verosimile la storia di Athena e Lilith, due donne innamorate che sognano di avere un bambino che sia il loro vero figlio biologico, e che per farlo decidono di sperimentare per prime una ricerca che permette di creare 'sperma femminile' con le cellule staminali. Ma The baby formula e' un 'mockumentary', un falso documentario realizzato dalla regista canadese Alison Reid. Proiettato al 26/o Torino Film Festival per la sezione 'Lo stato delle cose', il film attraversa molti dei problemi vissuti dalle coppie omosessuali: il desiderio di essere genitori, i confini della ricerca scientifica, gli scontri con la famiglia legata al principio dell'unione eterosessuale (e' il caso di Athena), o il dubbio che se non si fosse cresciuti in un ambiente gay si sarebbe forse diversi (se lo chiede Lilith, cresciuta dallo zio e dal suo compagno). 'Lo stato delle cose' affronta quest'anno il tema della politica, quella di tanti ragazzi che si chiedono il perche' dell'ordine stabilito, il perche' delle loro scelte e delle loro follie. 'Perche' dovremmo limitarci ad avere i figli degli altri?', si chiede Athena all'inizio dell'avventura. 'Gli scienziati stanno rubando il mistero dell'Immacolata Concezione - dice invece sua madre di fronte alle telecamere del finto documentario - vogliono sminuire Dio'. La tensione tra i diversi punti di vista si snoda tra i litigi e i bei momenti, il gay pride, la sofferenza della malattia e la morte, che arriva quasi sempre nel momento in cui ti senti piu' felice. Il confine tra realta' e finzione di questo mockumentary e' estremamente sottile: Angela Vint (Athena) e Megan Fahlenbock (Lilith) sono davvero incinte durante le riprese, 'ad Angela si sono rotte le acque proprio quando stavamo provando la scena in cui questo accadeva al suo personaggio', ha raccontato la regista, che per curare gli aspetti scientifici del film ha parlato con scienziati e bioeticisti di diversi paesi, riproducendo nella pellicola uno di questi incontri. Il film, insieme ad altri 14 titoli, concorre per il premio dedicato a Maurizio Collino 'Uno sguardo ai giovani'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti