Animali clonati: no del Parlamento Europeo per uso alimentare
La Plenaria del Parlamento europeo ha approvato con 622 voti favorevoli, 32 contrari e 25 astensioni, oggi a Bruxelles, una risoluzione che invita la Commissione Ue a vietare l'importazione e l'immissione in commercio a scopi alimentari di carne, prodotti lattieri e derivati provenienti da animali clonati o dalla loro progenie.
L'Europarlamento sollecita anche il divieto di allevare bestiame clonato nell'Ue, a causa delle sofferenze che la clonazione provoca negli animali.
A luglio l'Agenzia per la sicurezza alimentare europea di Parma (Efsa) aveva pubblicato una sua valutazione dei rischi in cui concludeva che "non ci sono differenze tra le carni di animali clonati sani e quelle di animali riprodotti in maniera naturale o artificiale"; ma l'Efsa aveva anche sottolineato che sussistono problemi importanti per quanto riguarda il benessere degli animali clonati, per i quali si registra un'incidenza di malattie e malformazioni significativamente maggiore rispetto al bestiame 'convenzionale'. Nello scorso aprile, d'altra parte, contro la legittimità etica della clonazione degli animali si era pronunciato il Gruppo europeo per l'etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (Ege). Gli eurodeputati rilevano che l'Ege aveva ritenuto che "non vi siano argomentazioni convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e dalla loro progenie".
Secondo la risoluzione approvata dall'Aula, la pratica della clonazione "costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo", che si basa sulla qualità dei prodotti, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di standard rigorosi di benessere degli animali. L'Europarlamento ricorda che l'impatto della clonazione degli animali per scopi alimentari "non è ancora stato adeguatamente studiato", e osserva che la clonazione "ridurrebbe significativamente la diversità genetica del patrimonio zootecnico, aumentando le probabilità che intere mandrie siano decimate da malattie alle quali sono suscettibili".
Gli eurodeputati sottolineano che i procedimenti di clonazione "mostrano bassi tassi di sopravvivenza per gli embrioni trasferiti e gli animali clonati", molti dei quali "muoiono precocemente per collasso cardiovascolare, immunodeficienze, insufficienza epatica, difficoltà respiratorie, disfunzioni renali e anomalie muscoloscheletriche". La risoluzione ricorda che, d'altra parte, la stessa Efsa aveva osservato come i tassi di mortalità e di malattia dei cloni siano "piú elevati rispetto a quelli degli animali concepiti per via sessuale, e che i disturbi e gli aborti in fase avanzata della gravidanza possono avere ripercussioni sulla salute delle madri in affitto".
Il divieto sollecitato dall'Europarlamento (la cui risoluzione non è vincolante) riguarda l'allevamento, l'importazione e la vendita di animali clonati, della loro progenie, del loro seme e dei loro embrioni, oltre che la carne e i prodotti lattieri e altri derivati ottenuti dal bestiame clonato o dalla loro discendenza.
COMMENTI
Lo stop alla clonazione animale e commercializzazione di carne, latte o derivati da animali clonati e' 'un atto importante, saggio e atteso dopo i numerosi appelli, rivolti anche dalla Lega anti vivisezione'. Con queste parole il vicepresidente della Lav, Roberto Bennati, commenta la risoluzione approvata oggi dal Parlamento Ue. Secondo Bennati la clonazione e' 'una materia sulla quale esistono enormi criticita' sia dal punto di vista scientifico che etico: tutte ottime ragioni per opporsi a un simile orrore'. Il vicepresidente Lav ricorda anche 'che ogni ipotesi in questo campo e' contro lo spirito del Trattato di Lisbona, il nuovo Trattato dell'Ue in vigore dal prossimo primo gennaio, che finalmente riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e impegna l'Ue e gli Stati membri a tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere', con relative politiche. Sul piano scientifico, inoltre, la Lav definisce 'allarmanti' i risultati resi noti in materia di clonazione animale: sia quelli recenti dell'Efsa ('ogni 100 animali clonati, 40 presentano problemi di salute), che quelli basati su dati di una delle multinazionali clonatrici e del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo, secondo cui il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita; da 100 cellule di partenza, mediamente una sola diverra' un animale 'adulto e sano'.
La richiesta espressa dall'Europarlamento di stop alla clonazione animale e alla commercializzazione di carne, latte o derivati da animali clonati 'va nella direzione giusta'. Cosi' la Fondazione Diritti Genetici, in una nota, commenta il voto odierno, a larghissima maggioranza, del Parlamento europeo sulla risoluzione, firmata dal popolare britannico Neil Parish. Dopo il parere espresso dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare 'piuttosto ambiguo', afferma la fondazione, la scelta del Parlamento 'di seguire la strada della prudenza e' oggi - sempre a giudizio della Fondazione - di fondamentale importanza', in attesa del nuovo rapporto sulla clonazione del Gruppo europeo sull'etica e del sondaggio di Eurobarometro sull'opinione dei cittadini Ue, previsto per ottobre.
"Una decisione giusta e in linea con la politica dell'Europa, dove le produzioni agroalimentari di qualita' sono un punto di forza che va salvaguardato insieme alla salute dei consumatori". Francesco Ferrante, componente della segreteria nazionale di Legambiente, attraverso una nota, esprime soddisfazione per la risoluzione con cui il Parlamento europeo, a larghissima maggioranza, ha invitato la Commissione Ue a vietare la clonazione animale per fini alimentari. "Si tratta di un parere importante - continua Ferrante - che riflette il volere della maggior parte dei cittadini europei che, come e' emerso anche dalla consultazione della coalizione 'Liberi da Ogm', in materia di alimentazione si e' dichiarata contraria all'impiego di organismi geneticamente modificati". Questo voto, si augura l'esponente di Legambiente, "sia ora per la Commissione Europea e per gli Stati membri una sorta di linea guida anche per le future decisioni nelle trattative internazionali, non solo in materia di animali clonati".
L'Europarlamento sollecita anche il divieto di allevare bestiame clonato nell'Ue, a causa delle sofferenze che la clonazione provoca negli animali.
A luglio l'Agenzia per la sicurezza alimentare europea di Parma (Efsa) aveva pubblicato una sua valutazione dei rischi in cui concludeva che "non ci sono differenze tra le carni di animali clonati sani e quelle di animali riprodotti in maniera naturale o artificiale"; ma l'Efsa aveva anche sottolineato che sussistono problemi importanti per quanto riguarda il benessere degli animali clonati, per i quali si registra un'incidenza di malattie e malformazioni significativamente maggiore rispetto al bestiame 'convenzionale'. Nello scorso aprile, d'altra parte, contro la legittimità etica della clonazione degli animali si era pronunciato il Gruppo europeo per l'etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (Ege). Gli eurodeputati rilevano che l'Ege aveva ritenuto che "non vi siano argomentazioni convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e dalla loro progenie".
Secondo la risoluzione approvata dall'Aula, la pratica della clonazione "costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo", che si basa sulla qualità dei prodotti, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di standard rigorosi di benessere degli animali. L'Europarlamento ricorda che l'impatto della clonazione degli animali per scopi alimentari "non è ancora stato adeguatamente studiato", e osserva che la clonazione "ridurrebbe significativamente la diversità genetica del patrimonio zootecnico, aumentando le probabilità che intere mandrie siano decimate da malattie alle quali sono suscettibili".
Gli eurodeputati sottolineano che i procedimenti di clonazione "mostrano bassi tassi di sopravvivenza per gli embrioni trasferiti e gli animali clonati", molti dei quali "muoiono precocemente per collasso cardiovascolare, immunodeficienze, insufficienza epatica, difficoltà respiratorie, disfunzioni renali e anomalie muscoloscheletriche". La risoluzione ricorda che, d'altra parte, la stessa Efsa aveva osservato come i tassi di mortalità e di malattia dei cloni siano "piú elevati rispetto a quelli degli animali concepiti per via sessuale, e che i disturbi e gli aborti in fase avanzata della gravidanza possono avere ripercussioni sulla salute delle madri in affitto".
Il divieto sollecitato dall'Europarlamento (la cui risoluzione non è vincolante) riguarda l'allevamento, l'importazione e la vendita di animali clonati, della loro progenie, del loro seme e dei loro embrioni, oltre che la carne e i prodotti lattieri e altri derivati ottenuti dal bestiame clonato o dalla loro discendenza.
COMMENTI
Lo stop alla clonazione animale e commercializzazione di carne, latte o derivati da animali clonati e' 'un atto importante, saggio e atteso dopo i numerosi appelli, rivolti anche dalla Lega anti vivisezione'. Con queste parole il vicepresidente della Lav, Roberto Bennati, commenta la risoluzione approvata oggi dal Parlamento Ue. Secondo Bennati la clonazione e' 'una materia sulla quale esistono enormi criticita' sia dal punto di vista scientifico che etico: tutte ottime ragioni per opporsi a un simile orrore'. Il vicepresidente Lav ricorda anche 'che ogni ipotesi in questo campo e' contro lo spirito del Trattato di Lisbona, il nuovo Trattato dell'Ue in vigore dal prossimo primo gennaio, che finalmente riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e impegna l'Ue e gli Stati membri a tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere', con relative politiche. Sul piano scientifico, inoltre, la Lav definisce 'allarmanti' i risultati resi noti in materia di clonazione animale: sia quelli recenti dell'Efsa ('ogni 100 animali clonati, 40 presentano problemi di salute), che quelli basati su dati di una delle multinazionali clonatrici e del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo, secondo cui il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita; da 100 cellule di partenza, mediamente una sola diverra' un animale 'adulto e sano'.
La richiesta espressa dall'Europarlamento di stop alla clonazione animale e alla commercializzazione di carne, latte o derivati da animali clonati 'va nella direzione giusta'. Cosi' la Fondazione Diritti Genetici, in una nota, commenta il voto odierno, a larghissima maggioranza, del Parlamento europeo sulla risoluzione, firmata dal popolare britannico Neil Parish. Dopo il parere espresso dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare 'piuttosto ambiguo', afferma la fondazione, la scelta del Parlamento 'di seguire la strada della prudenza e' oggi - sempre a giudizio della Fondazione - di fondamentale importanza', in attesa del nuovo rapporto sulla clonazione del Gruppo europeo sull'etica e del sondaggio di Eurobarometro sull'opinione dei cittadini Ue, previsto per ottobre.
"Una decisione giusta e in linea con la politica dell'Europa, dove le produzioni agroalimentari di qualita' sono un punto di forza che va salvaguardato insieme alla salute dei consumatori". Francesco Ferrante, componente della segreteria nazionale di Legambiente, attraverso una nota, esprime soddisfazione per la risoluzione con cui il Parlamento europeo, a larghissima maggioranza, ha invitato la Commissione Ue a vietare la clonazione animale per fini alimentari. "Si tratta di un parere importante - continua Ferrante - che riflette il volere della maggior parte dei cittadini europei che, come e' emerso anche dalla consultazione della coalizione 'Liberi da Ogm', in materia di alimentazione si e' dichiarata contraria all'impiego di organismi geneticamente modificati". Questo voto, si augura l'esponente di Legambiente, "sia ora per la Commissione Europea e per gli Stati membri una sorta di linea guida anche per le future decisioni nelle trattative internazionali, non solo in materia di animali clonati".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti