Anziano a rischio sfratto da una RSA per 3.800 euro di debito: lo salva un benefattore anonimo
Un anziano ospite di una Residenza Sanitaria Assistenziale rischiava di essere allontanato dalla struttura a causa di un debito accumulato di 3.800 euro. A scongiurare lo sfratto è stato l'intervento di un benefattore rimasto anonimo, che ha saldato per intero la somma dovuta consentendo all'anziano di continuare a vivere nella casa di riposo. Lo riporta La Stampa.
La vicenda riaccende i riflettori su una difficoltà sempre più diffusa: sostenere il costo delle rette delle strutture residenziali per anziani è diventato un problema concreto per molte famiglie italiane. Le rette delle RSA si aggirano in media tra i 2.500 e i 3.200 euro al mese, una cifra che supera spesso la pensione dell'ospite e le possibilità economiche dei familiari.
Dal punto di vista normativo, la retta di ricovero in una RSA convenzionata è composta da una quota sanitaria — generalmente pari al 50% — a carico del Servizio Sanitario Nazionale tramite le ASL, e da una quota sociale o alberghiera, a carico dell'utente con eventuale compartecipazione del Comune, determinata sulla base dell'ISEE socio-sanitario. Tuttavia, non tutte le strutture sono convenzionate, e in quelle private l'intera retta può ricadere sull'assistito e sulla sua famiglia.
Il caso dell'anziano a rischio sfratto per poche migliaia di euro solleva interrogativi profondi sulla tenuta del sistema di welfare per la non autosufficienza in Italia, dove la carità privata finisce per supplire alle lacune di un sistema pubblico insufficiente.