Giovedì 27 agosto 2026
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Rsa, 3.400 euro al mese per la madre: appello al governatore del Piemonte

U.E. - ITALIA
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Una famiglia piemontese denuncia di dover sostenere una spesa di 3.400 euro al mese per garantire l'assistenza in una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) alla propria madre, non autosufficiente. Il caso, riportato dal Giornale La Voce, è stato reso pubblico attraverso un appello diretto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e riporta l'attenzione su un problema che coinvolge migliaia di famiglie piemontesi: il costo crescente delle rette residenziali per gli anziani a fronte di liste d'attesa sempre più lunghe.

 

La cifra indicata dalla famiglia si inserisce in un quadro già segnalato da altre inchieste della stessa testata, che nei mesi scorsi ha documentato casi analoghi, in particolare quelli legati a patologie come l'Alzheimer, dove le rette possono arrivare fino a 3mila euro mensili. In quei casi, come emerso da approfondimenti legali, esiste un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato secondo cui, quando le prestazioni erogate in Rsa hanno natura sanitaria perché legate a demenze gravi, i costi dovrebbero essere sostenuti dal Servizio sanitario nazionale e non dalle famiglie. Alcune sentenze recenti delle Corti di Appello di Firenze, Milano e Trento hanno riconosciuto proprio questo principio, arrivando in un caso a imporre la restituzione di oltre 162mila euro a un'erede che aveva pagato la degenza della propria cara.

Il nodo, tuttavia, resta prima di tutto normativo: in assenza di una disciplina organica e uniforme, sono i tribunali a dover intervenire caso per caso per stabilire quando la componente sanitaria di un ricovero prevale su quella meramente assistenziale, determinando così chi debba effettivamente pagare la retta.

 

Sul fronte delle liste d'attesa, la situazione in Piemonte risulta particolarmente critica. Nelle audizioni in Consiglio regionale è emerso che circa 11.600 persone attendono l'accesso alla quota sanitaria per il ricovero in una Rsa, con un incremento del 35% registrato in meno di un anno. Di queste, 7.400 sono classificate come "differibili", categoria che comporta tempi di attesa che possono superare i 12 mesi. Lo stesso presidente Cirio ha ammesso pubblicamente l'entità del problema, riconoscendo che sarebbero necessari altri 300 milioni di euro per rispondere alla domanda attuale.

 

Le opposizioni in Regione, in particolare i consiglieri del Partito Democratico, hanno criticato duramente la gestione della Giunta, sottolineando che l'ammissione delle difficoltà arriva dopo anni di governo regionale senza risposte adeguate, mentre il peso economico e organizzativo continua a ricadere sulle famiglie, costrette ad affrontare attese sempre più lunghe e rette sempre più onerose per garantire un'assistenza dignitosa ai propri anziani.

 

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