Aprilia, Rsa tra muffa e pericoli: il Comune ordina lo sgombero
Carenze strutturali, problemi di sicurezza e un numero di ospiti superiore a quello consentito. Sono questi i motivi che hanno spinto il Comune di Aprilia a disporre, per l'ennesima volta, lo sgombero della casa di riposo Villa Serena, situata nella frazione di Fossignano. Come riporta LatinaNews, la struttura era già destinataria di un provvedimento di chiusura e risultava priva dell'autorizzazione al funzionamento, eppure continuava ad ospitare anziani.
La Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Aprilia, esercitando i poteri del sindaco, ha firmato una nuova ordinanza urgente dopo aver accertato che la casa di riposo proseguiva l'attività nonostante i precedenti provvedimenti. Il Comune era infatti già intervenuto con l'ordinanza dirigenziale n. 16 del 12 gennaio 2026, con cui aveva disposto la chiusura dell'attività e lo sgombero degli ospiti. La società che gestisce la struttura aveva presentato ricorso al TAR del Lazio, sezione di Latina, per ottenere la sospensione del provvedimento, ma i giudici avevano respinto la richiesta cautelare.
Nonostante questo, un sopralluogo effettuato il 31 luglio 2026 aveva nuovamente rilevato la presenza di 10 ospiti e due operatori all'interno della struttura. Il 4 agosto 2026 il Comune ha quindi disposto anche la revoca definitiva dell'autorizzazione al funzionamento, risalente al 2017. Un ulteriore controllo, effettuato il 14 ottobre 2026, ha confermato che nella casa di riposo erano ancora presenti 10 anziani, assistiti da una cuoca e da una persona priva della qualifica di operatore socio-sanitario.
Le irregolarità erano state accertate da verifiche condotte congiuntamente dai carabinieri del NAS, dall'ASL di Latina, dalla Polizia Locale e dai settori comunali competenti. I controlli avevano riscontrato un sovraffollamento della struttura, che risultava autorizzata ad accogliere un massimo di 20 persone ma che in diverse occasioni ne ospitava 21 o 22, a fronte di 25 posti letto effettivamente disponibili.
Tra le criticità più gravi segnalate dall'ASL figurano muffa e umidità diffuse, lesioni ai muri, un impianto elettrico scoperto e una uscita di emergenza ostruita. A questo si aggiungevano la mancanza di documentazione sulla potabilità dell'acqua, carenze igienico-sanitarie e l'assenza di figure professionali obbligatorie per legge, come il coordinatore, l'assistente sociale e l'educatore. Le verifiche avevano inoltre fatto emergere abusi edilizi privi dei necessari titoli autorizzativi.
Il nuovo provvedimento impone il trasferimento di tutti gli ospiti in strutture idonee, garantendo la continuità assistenziale e condizioni di sicurezza adeguate. Lo sgombero deve iniziare immediatamente dopo la notifica dell'ordinanza e concludersi entro un termine massimo di cinque giorni. Al gestore della struttura viene imposto di informare tempestivamente i familiari degli anziani ospiti e di trasmettere, entro 24 ore, ai Servizi Sociali del Comune l'elenco nominativo degli ospiti con i contatti dei familiari, in modo da organizzare il ricollocamento. È prevista anche una diffida nei confronti di familiari e tutori affinché non riportino gli anziani all'interno della struttura una volta trasferiti.