Martedì 27 ottobre 2026
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Piemonte, rette Rsa fino a 5mila euro: la storia di Claudio, caregiver a 78 anni

U.E. - ITALIA
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Rette delle Rsa che in Piemonte arrivano fino a 5mila euro al mese nelle strutture private, e una Asl che giudica "non urgente" la richiesta di ricovero per un'anziana di 93 anni malata di Alzheimer, invalida al 100% e assistita in casa dal figlio di 78 anni, reduce da un infarto. È il caso raccontato dal Corriere Torino, emerso durante un presidio organizzato davanti al Consiglio regionale del Piemonte per denunciare il peso economico e umano che grava sulle famiglie costrette a gestire da sole l'assistenza ai parenti non autosufficienti.

 

Nel capoluogo piemontese le rette mensili delle Rsa oscillano in media tra i 3mila e i 4mila euro, ma possono toccare i 5mila euro nelle strutture a gestione privata. Cifre che mettono in ginocchio migliaia di famiglie, soprattutto quando l'Azienda sanitaria locale non riconosce la copertura della quota sanitaria prevista per i pazienti non autosufficienti, lasciando l'intero costo a carico dei parenti.

 

Tra i manifestanti scesi in piazza c'era Claudio Gombia, 78 anni, che da oltre due anni si prende cura da solo della madre, 93enne, affetta da Alzheimer e demenza senile e riconosciuta invalida al 100%. La donna vive nella propria casa a Piossasco, in provincia di Torino, ed è lì che il figlio si reca ogni giorno per assisterla, di fatto svolgendo il ruolo di badante senza alcun supporto strutturato.

 

A inizio 2025 Gombia aveva presentato domanda per ottenere la valutazione dell'Unità di valutazione geriatrica (Uvg), l'organismo dell'Asl che stabilisce l'urgenza e le modalità di accesso ai servizi residenziali per gli anziani non autosufficienti. La risposta, però, è stata che il caso non rientra tra quelli urgenti: la domanda ha ottenuto un punteggio di 22, contro una soglia minima di 24 necessaria per l'accesso prioritario, proprio a causa dei cosiddetti "criteri socio-economici" applicati nella valutazione.

 

Gombia, che percepisce una pensione di 1.058 euro al mese ed è lui stesso reduce da un infarto, descrive una quotidianità fatta di difficoltà crescenti: la madre non è in grado di restare da sola, è incontinente e di recente è stata ricoverata in ospedale per 25 giorni dopo aver perso conoscenza. Nonostante le sue condizioni di salute e la gravità della situazione della madre, il punteggio attribuito dall'Uvg non ha fatto scattare la priorità nell'assegnazione di un posto in struttura.

 

Il prossimo passo per Gombia sarà il 2 novembre, quando si presenterà al Punto unico di accesso di Avigliana per chiedere una revisione della valutazione Uvg, portando con sé i referti del pronto soccorso relativi al recente ricovero della madre, nella speranza che la nuova documentazione medica possa far salire il punteggio sopra la soglia richiesta.

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