Martedì 22 settembre 2026
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Arrestati manager finanziari per schema tipo Ponzi

EUROPA - TURCHIA
Notizia ·

Le autorità turche hanno intensificato la stretta sul settore finanziario del Paese, dove nei giorni scorsi è esplosa quella che viene definita la peggior crisi degli ultimi anni per il comparto dei fondi di investimento. Come riporta Crypto Briefing, il 19 settembre sono stati fermati il presidente di Tera Holding, Emre Tezmen, insieme ad alcuni membri del consiglio, mentre è stato emesso un mandato di detenzione anche per il presidente di Pusula Holding, Serdar Turhan. I provvedimenti rientrano in un'indagine su presunti schemi finanziari assimilabili a schemi Ponzi che avrebbero coinvolto diverse società di gestione del risparmio turche.

Le dimensioni del caso sono ingenti: la Capital Markets Board turca, l'autorità di vigilanza nota con la sigla SPK, ha disposto la liquidazione di circa 130-131 fondi di investimento gestiti da sette società di intermediazione, per un controvalore stimato attorno ai 18,3 miliardi di dollari (circa 890 miliardi di lire turche). Sono stati inoltre imposti divieti di espatrio e congelamento dei beni a 51 persone collegate alle società coinvolte, tra cui figurano anche il presidente di Bulls Yatirim, Kemal Akkaya, e il presidente di Lydia Holding, Enver Cevik.

 

Alla base della crisi c'è l'ammissione, il 16 settembre, da parte di Tera Portföy di non essere in grado di onorare richieste di rimborso per circa 366 miliardi di lire turche, l'equivalente di 7,5 miliardi di dollari, relative a due suoi fondi principali. La notizia ha scatenato una fuga di capitali che in un solo giorno ha raggiunto il miliardo di dollari, provocando un crollo tra il 6 e l'8% dell'indice di riferimento della Borsa di Istanbul, il BIST 100, con conseguenti sospensioni temporanee delle contrattazioni.

 

Secondo quanto ricostruito dagli analisti finanziari e ripreso da diverse testate internazionali, il meccanismo alla base del collasso avrebbe avuto le caratteristiche di una bolla auto-alimentata: i fondi avrebbero investito ingenti capitali in azioni scarsamente scambiate sul mercato, contribuendo a farne salire artificialmente il prezzo. Questo avrebbe fatto apparire i rendimenti dei fondi eccezionalmente elevati, attirando nuovi investitori il cui denaro veniva poi reinvestito nelle stesse azioni poco liquide. Quando i sottoscrittori hanno iniziato a chiedere il rimborso delle quote, i titoli sottostanti non sono stati in grado di assorbire la pressione di vendita, facendo saltare il sistema.

 

Non si tratta dei primi arresti legati al caso: nei giorni precedenti erano già stati fermati il presidente di Pusula Portföy, Muhammed Yariz, e il presidente di Destek Yatırım, Altunç Kumova, insieme ad altri dirigenti come il vicedirettore generale di Tera Portföy, Ibrahim Bekci, e il presidente di Hedef Holding, Namik Kemal Gokalp. Lo stesso Tezmen, prima di finire tra i detenuti, aveva definito la crisi in corso come un attacco coordinato da parte di "forze malevole" in un messaggio pubblicato sui social.

 

Il ministro della Giustizia turco, Akın Gürlek, ha condannato duramente gli schemi finanziari sotto inchiesta, accusandoli di aver colpito i risparmi dei cittadini comuni attraverso metodi ingannevoli. Per gestire la liquidazione dei fondi coinvolti, la SPK ha incaricato due grandi istituti bancari: la banca privata Isbank, che si occuperà dei fondi facenti capo a Tera Portföy (che da soli rappresentano quasi due terzi dell'esposizione complessiva), e la banca pubblica Ziraat Bank, che gestirà la liquidazione dei fondi delle restanti sei società di gestione coinvolte, tra cui Pusula, Hedef, Atlas, A1 Capital, Pardus e Bulls. Il processo prevede la conversione in liquidità degli attivi dei fondi e la restituzione proporzionale del denaro agli investitori, con un termine previsto di tre mesi, prorogabile dal regolatore.

 

Il ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Mehmet Şimşek, ha cercato di rassicurare i mercati, dichiarando che la liquidazione dei fondi non dovrebbe mettere sotto ulteriore pressione la Borsa di Istanbul grazie ai cambiamenti normativi introdotti per prevenire il rischio di contagio finanziario. Nel frattempo la SPK ha reso noto di aver avviato accertamenti su movimenti di prezzo anomali già dalla fine del 2025, un elemento che suggerisce come il caso non riguardi un singolo episodio isolato ma un pattern più ampio di irregolarità nel settore della gestione del risparmio in Turchia.

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