Le criptovalute tra le prime minacce economiche secondo l'Agenzia Anticrimine
Il Centro Nazionale per i Reati Economici del Regno Unito (NECC), articolazione della National Crime Agency, ha collocato le criptovalute al terzo posto tra nove priorità nella lotta alla criminalità economica. Come riporta Decrypt, nel rapporto annuale dell'agenzia, pubblicato nei giorni scorsi, gli unici due ambiti considerati più a rischio sono i "facilitatori professionisti" corrotti (avvocati e commercialisti coinvolti in schemi illeciti) e le persone politicamente esposte. Le criptovalute superano così, nella scala delle priorità, sia il contante di provenienza criminale sia il fenomeno dei cosiddetti money mules, le persone che prestano i propri conti correnti per far transitare denaro sporco.
La classifica delle nove priorità è stata definita dall'NECC insieme alla Financial Conduct Authority, al Ministero dell'Interno britannico e al Tesoro, e pubblicata lo scorso luglio. Si tratta di un documento che orienta gli sforzi di controllo (compliance) richiesti alle società regolamentate, comprese banche e piattaforme di scambio di criptovalute.
Nel rapporto l'agenzia sottolinea che i criminali stanno facendo un uso "innovativo" dei prodotti in criptovalute per eludere i controlli e spostare valore illecito su larga scala. Il passaggio si inserisce in una valutazione delle minacce che descrive reti di riciclaggio in espansione oltre i confini nazionali, capaci di combinare metodi "nuovi e tradizionali" e di far transitare denaro contemporaneamente attraverso i circuiti legali e quelli illegali. Molti gruppi della criminalità organizzata, spiega l'NECC, non riciclano più direttamente i propri proventi, ma affidano il compito a reti specializzate dietro pagamento di una commissione.
L'agenzia ha dichiarato di voler sviluppare "una capacità sulle criptovalute più proattiva e basata sull'intelligence" per rispondere alle priorità trasversali individuate, un linguaggio che segnala l'intenzione di passare dalla semplice gestione delle segnalazioni ricevute alla generazione autonoma di obiettivi investigativi. Il rapporto non fornisce però dettagli operativi su come questo cambiamento verrà attuato in pratica.
Tra i risultati concreti citati nel documento c'è l'Operazione Destabilise, l'indagine avviata nel 2022 contro reti russofone dedite alla conversione di contante di provenienza criminale in criptovalute. L'operazione ha portato finora a 129 arresti e al sequestro di oltre 25 milioni di sterline tra contanti e criptoattività nel Regno Unito, un arresto in più rispetto all'aggiornamento diffuso lo scorso novembre. L'NECC ha annunciato l'intenzione di ampliare questo approccio anche ad altre reti di riciclaggio ad alto impatto ritenute le più pericolose per la sicurezza finanziaria del Paese.
Il rapporto cita inoltre l'Operazione Atlantic, uno sprint investigativo di una settimana condotto presso il quartier generale della National Crime Agency a Londra in collaborazione con il Secret Service statunitense e con le principali piattaforme di scambio Coinbase, Binance, Kraken e l'emittente della stablecoin Tether. L'operazione, condotta a marzo, ha permesso di identificare 20mila vittime di truffe di tipo "approval phishing" e di congelare 12 milioni di dollari, oltre a disattivare più di 120 domini web utilizzati per le frodi.
Il documento dell'NECC affronta infine il tema degli strumenti di privacy legati alle criptovalute. Un documento del Royal United Services Institute (RUSI), realizzato a seguito di una tavola rotonda promossa dallo stesso NECC, si è espresso contro un divieto generalizzato di questi strumenti, sostenendo che una messa al bando spingerebbe gli attori illeciti verso servizi non regolamentati, riducendo di fatto il numero di aziende a cui gli investigatori possono chiedere informazioni.