Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli

Tra l'8 e il 12 settembre 2026 le autorità messicane hanno smantellato un impianto clandestino di mining di criptovalute nascosto tra le montagne di Tlaola, nello stato di Puebla. Come riporta Crypto Briefing, si tratta della quarta operazione di questo tipo scoperta nella regione dall'inizio del 2025, e gli inquirenti sospettano un collegamento con il riciclaggio di denaro legato alla criminalità organizzata.
La struttura, immersa nelle remote montagne di Tlaola, funzionava grazie a elettricità rubata e a una connessione internet satellitare, elementi che secondo gli investigatori potrebbero essere riconducibili a fondi dei cartelli. Nel corso del blitz le forze dell'ordine hanno sequestrato 300 schede grafiche (GPU), trasformatori, 80 terminali a media tensione e otto antenne per internet satellitare. L'impianto sorgeva non a caso nelle vicinanze della diga idroelettrica di Nuevo Necaxa: non certo per il panorama, ma perché la prossimità a una grande fonte di energia rendeva più semplice sottrarre elettricità dalla rete senza destare sospetti.
Non è stata una scoperta isolata: il blitz di Tlaola rappresenta la quarta operazione di mining clandestino individuata nella regione di Puebla dall'inizio del 2025, segno di un fenomeno ormai radicato nell'area.
L'analista di sicurezza David Saucedo ha osservato che operazioni di questo genere richiedono competenze tecniche significative e finanziamenti ingenti, capitali che difficilmente provengono da piccoli operatori indipendenti. Si tratta piuttosto di risorse messe a disposizione da soggetti economicamente solidi, e nel contesto messicano attuale questo significa sempre più spesso criminalità organizzata. Gli investigatori stanno infatti verificando possibili legami con organizzazioni criminali di primo piano, tra cui il Cartello di Sinaloa e il Jalisco New Generation Cartel (CJNG).
Il mining aggiunge un ulteriore livello a questa strategia: invece di acquistare criptovalute sugli exchange, dove le procedure di identificazione del cliente (KYC) lasciano tracce documentali, i cartelli possono generare monete appena coniate attraverso il mining. Queste monete arrivano senza alcuno storico di transazioni precedenti, rendendo più difficile ricostruirne l'origine.
Il furto di elettricità è un tassello cruciale di questa economia illecita: collegandosi direttamente alla rete nei pressi di una diga idroelettrica, gli operatori hanno azzerato quello che normalmente è il costo operativo più gravoso del mining. Di fatto, secondo la fonte, è la popolazione messicana ad aver indirettamente sostenuto i costi della produzione di criptovalute dei cartelli attraverso l'elettricità sottratta alla rete pubblica.