Attacchi USA alle imbarcazioni: i cartelli della droga si adattano

Fermare il traffico di droga è stata una delle priorità dichiarate del presidente Donald Trump. Ma secondo veterani della guerra alla droga ed esperti di contrabbando di stupefacenti, le sue politiche — che hanno spostato il focus dalle tradizionali operazioni anti-narcotici alla dimostrazione di forza militare — hanno reso quell'obiettivo più difficile da raggiungere. Come riporta l'Arizona Daily Star, le operazioni navali statunitensi non sembrano aver scalfito l'offerta di cocaina e fentanyl sul mercato.
Da settembre 2025, l'esercito americano ha condotto 66 attacchi nel Mar dei Caraibi e nell'Oceano Pacifico orientale contro imbarcazioni che le autorità sostengono fossero adibite al trasporto di stupefacenti, causando la morte di 215 persone. Eppure, le reti del narcotraffico sono ben più complesse di qualche decina di barche.
I cartelli hanno semplicemente cambiato strada. Secondo un rapporto di marzo dell'Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa sull'Operazione Southern Spear, i trafficanti hanno aumentato il ricorso al trasporto aereo e ai container marittimi dall'inizio degli attacchi. Il traffico via mare di imbarcazioni veloci è sì calato — del 20% nei Caraibi e del 25% nel Pacifico orientale, secondo la testimonianza resa alla Camera dal segretario alla Difesa ad interim Joseph Humire — ma i canali alternativi hanno compensato abbondantemente.
I prezzi della cocaina sono rimasti pressoché invariati dall'inizio delle operazioni, tra 60 e 100 dollari al grammo secondo gli esperti di dipendenze. Anche le quotazioni del fentanyl restano stabili, e né la polizia né le autorità federali segnalano scarsità di droga nelle strade. Tutti segnali che indicano come offerta e domanda siano rimaste in equilibrio.
Gli esperti sottolineano anche un danno collaterale delle operazioni militari: gli attacchi che uccidono i contrabbandieri non lasciano dietro di sé il tipo di intelligence che le tradizionali operazioni di intercettazione della Guardia Costiera — con sequestri di droga e arresti — sarebbero in grado di produrre. Secondo diversi analisti, gli attacchi hanno addirittura finito per essere un vantaggio per i cartelli, ostacolando la cooperazione internazionale nel contrasto al narcotraffico.
Sul fronte politico, al Senato il senatore Tim Kaine ha chiesto al segretario di Stato Marco Rubio di spiegare i criteri in base ai quali viene ordinato un attacco contro una specifica imbarcazione. Rubio ha dichiarato che l'intelligence deve dimostrare "veri legami" con attività criminali, ma ha ammesso che la presenza di droga a bordo non rientra tra i tre criteri di targeting, tutti classificati come segreti. Lo stesso funzionario del Pentagono ha poi riconosciuto che "gli attacchi alle barche non sono la risposta", annunciando che il militare si sta orientando verso una campagna più ampia contro l'intera rete di transito dei cartelli. Il SOUTHCOM non ha reso pubblici dati ufficiali sull'efficacia dell'operazione.