Sabato 4 luglio 2026
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Banane e cocaina verso la Russia: le stesse rotte, gli stessi container

EUROPA - RUSSIA
Notizia ·

Un'inchiesta di Radio Free Europe/Radio Liberty ricostruisce come le rotte commerciali usate per importare banane in Russia vengano sfruttate anche per il traffico di cocaina, con un intreccio sempre più preoccupante tra commercio legale e criminalità organizzata.

 

Il caso più eclatante risale all'agosto 2025, quando la nave portacontainer Cool Emerald attraccò al porto di San Pietroburgo e fu accolta dalle guardie doganali e dagli agenti dell'FSB. Le autorità russe, secondo quanto riferito, erano state avvisate da colleghi stranieri della possibile presenza di droga nel carico di banane proveniente dall'Ecuador. Il sospetto si rivelò fondato: vennero rinvenute circa 1,5 tonnellate di cocaina, per un valore stimato di 20 miliardi di rubli (circa 257 milioni di dollari). Per la dogana russa fu il sequestro record di sempre.

 

L'operatrice commerciale della nave, Cool Carriers, società con sede a Cipro, non era nuova a episodi simili: negli ultimi anni diversi vascelli della sua flotta sarebbero stati utilizzati per il trasporto di stupefacenti. Tra i casi segnalati, nell'ottobre 2023 le autorità britanniche avevano rinvenuto 137 chilogrammi di cocaina fissati allo scafo della Cool Express.

 

Il porto di San Pietroburgo ha una storia lunga con il narcotraffico. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la città divenne rapidamente un snodo importante: già nel 1992 il cartello colombiano di Cali lo utilizzava come punto di transito per le spedizioni di cocaina verso l'Europa. Anni dopo, il mercato delle importazioni di banane fu a lungo dominato da Vladimir Kekhman, noto come il "Re delle banane", che nel 2010 negò qualsiasi coinvolgimento quando su una nave noleggiata dalla sua società, JFC, furono trovati 120 chilogrammi di cocaina. JFC fu dichiarata fallita nel 2015.

 

Oggi il terminale MGS-Terminal, struttura portuale di San Pietroburgo, gestisce secondo il suo direttore la maggior parte delle banane consumate in Russia e molte di quelle riesportate verso altri paesi della regione. Nel 2025 la Russia ha importato circa 1,4 milioni di tonnellate di banane, di cui 1,24 milioni transitate proprio dal porto di San Pietroburgo. Il principale cliente del terminale risulta essere Baltic Shipping, che coprirebbe da sola i due terzi delle consegne di banane al mercato russo.

 

L'inchiesta evidenzia anche possibili connessioni tra i vertici di queste strutture logistiche e figure vicine al potere russo, rendendo ancora più opaco il quadro complessivo e più difficile il controllo delle autorità doganali.

 

Il fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia: secondo i dati della World Customs Organization (WCO), le banane erano il prodotto dichiarato in circa il 35% dei container in cui sono stati trovati stupefacenti nel periodo esaminato. L'Ecuador è oggi il maggiore esportatore mondiale sia di banane sia di cocaina. La Russia, dal canto suo, è diventata il principale acquirente singolo di banane ecuadoriane e, parallelamente, un nodo sempre più rilevante nelle rotte del narcotraffico internazionale, anche in sostituzione del porto ucraino di Odessa, chiuso dopo l'invasione russa del 2022.

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