Lunedì 29 giugno 2026
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Un fotografo documenta per dieci anni la guerra globale alla droga

MONDO
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Come riporta PetaPixel, il fotoreporter documentarista Jonathan Alpeyrie ha dedicato quasi un decennio a seguire il commercio internazionale di stupefacenti, dalle zone di produzione rurale dell'America Latina fino ai mercati di sbocco negli Stati Uniti. Il risultato di questo lavoro è il libro Drug Wars: Supply and Demand, pubblicato nel novembre 2025 dall'editore G Editions/Simon & Schuster, che raccoglie oltre 150 immagini.

 

Alpeyrie, nato a Parigi nel 1979 e cresciuto professionalmente nei contesti di guerra più instabili del pianeta — dall'Iraq alla Siria, dall'Afghanistan all'Ucraina — ha applicato alla "guerra alla droga" lo stesso approccio immersivo usato sui campi di battaglia. La sua metodologia non si basa sull'osservazione a distanza: il fotografo entra nei contesti che documenta, costruendo rapporti di fiducia con le persone che ritrae, siano esse appartenenti alle forze dell'ordine, ai cartelli, o semplici civili travolti dal traffico di narcoticos.

 

Il progetto segue la filiera del narcotraffico in tutta la sua ampiezza geografica: dalle piantagioni di coca in Colombia e Peru, passando per i corridoi di transito come l'Ecuador e il confine Messico-USA, fino alle strade di Tijuana e ai quartieri statunitensi segnati dalla crisi degli oppioidi e dalla diffusione del fentanyl. In Ecuador — paese diventato snodo cruciale per il contrabbando verso il mercato nordamericano — Alpeyrie ha documentato le operazioni anti-narcotico di unità speciali di polizia, tra cui sommozzatori impegnati a ispezionare scafi di navi mercantili. In Messico, dove il traffico di droga e l'escalation della violenza dei cartelli hanno trasformato alcune città tra le più pericolose delle Americhe, ha ritratto la militarizzazione quotidiana della vita civile lungo la frontiera settentrionale.

 

Quello che emerge dalle immagini non è il solo spettacolo della violenza, ma la trama più sottile di tensioni, sopraffazione e sopravvivenza che attraversa comunità intere. Come spiega il fotografo stesso, la "guerra alla droga" non assomiglia a un conflitto militare convenzionale, ma le sue strutture di violenza sono altrettanto complesse e le sue conseguenze sulle popolazioni civili paragonabili a quelle di una guerra vera e propria.

 

La carriera di Alpeyrie conta oltre vent'anni di lavoro in più di quaranta paesi e quindici zone di conflitto. È noto anche per il libro The Shattered Lens (Simon & Schuster, 2013), memoir sulla sua prigionia durante la guerra civile siriana. Il progetto Drug Wars è stato esposto in diverse sedi internazionali, tra cui il National Museum of World Cultures di Città del Messico, la Galleri Format di Malmö e la mostra allestita a Brooklyn tra gennaio e febbraio 2026.

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