Cugino di ex-dittatore siriano Assad condannato a 30 anni per narco-terrorismo

Un tribunale federale statunitense ha condannato Antoine Kassis, 59 anni, cittadino con doppia nazionalità libanese e siriana e cugino dell'ex presidente siriano Bashar al-Assad, a 30 anni di reclusione per cospirazione finalizzata al narco-terrorismo. In via concorrente, Kassis ha ricevuto anche una pena di 20 anni per aver cospirato al fine di fornire supporto materiale a un'organizzazione terroristica straniera designata. La sentenza è stata emessa il 2 luglio, come riferisce il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Secondo quanto emerso in sede processuale, a partire dall'aprile 2024 Kassis aveva concordato, insieme a complici operativi in Colombia e Messico, la fornitura di armamenti militari sottratti al regime di Assad all'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) colombiano — organizzazione designata come terroristica dal Segretario di Stato americano — in cambio di centinaia di chilogrammi di cocaina. Kassis avrebbe dichiarato di essere cugino dell'ex presidente Bashar al-Assad e di collaborare direttamente con il generale Maher al-Assad, fratello dell'ex capo di Stato, e con altri alti ufficiali militari siriani.
Il piano prevedeva l'importazione di cocaina attraverso il porto siriano di Latakia, con un corrispettivo di 10.000 dollari per ogni chilogrammo introdotto. Le prove acquisite al processo hanno inoltre rivelato che la rete di riciclaggio facente capo a Kassis aveva movimentato quasi 100 milioni di dollari in meno di 18 mesi per conto di organizzazioni criminali tra cui il Cartello di Sinaloa e Hamas. Kassis avrebbe anche trafficato cocaina e altri stupefacenti per conto di Hezbollah.
L'intera operazione era stata smascherata grazie a un'indagine sotto copertura condotta dalla Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense. Kassis era stato arrestato in Kenya nel febbraio 2025 e successivamente estradato negli Stati Uniti nel maggio dello stesso anno, con la collaborazione delle autorità keniote e il supporto di agenzie di polizia di Colombia, Ghana, Marocco, Giordania, Turchia, Panama, Messico e Spagna. Al processo, la difesa aveva sostenuto che l'imputato non fosse a conoscenza dei piani criminali, poiché molte delle conversazioni tra i cospiratori si svolgevano in spagnolo; la giuria ha però rigettato questa tesi dopo alcune ore di camera di consiglio.
Il caso rientra nell'ambito della cosiddetta "Operation Take Back America", l'iniziativa del Dipartimento di Giustizia statunitense rivolta allo smantellamento di cartelli e organizzazioni criminali transnazionali. Kassis è il secondo soggetto legato al regime di Assad a essere condannato negli USA: nel marzo 2026 era stato giudicato colpevole anche l'ex generale di brigata siriano Samir Othman al-Sheikh, per tortura e frode ai danni delle autorità di immigrazione americane.