In aumento i sieropositivi
Una minaccia che cambia intensita' e fisionomia: l'epidemia di Hiv e Aids in Italia, secondo i dati forniti ieri dal Centro operativo Aids (Coa) dell'Istituto superiore di Sanita' (ISS), continua ad essere un fronte 'vivo' in costante mutamento.
Secondo i dati forniti diminuisce il numero degli ammalati e, conseguentemente, e' aumentato quello dei sieropositivi che, pero' grazie alle nuove terapie vivono piu' a lungo e meglio. Le dimensioni della diffusione, pero', restano preoccupanti a causa di una allentamento sul fronte della prevenzione e in particolare sulla percezione del rischio di contrarre l'infezione.
- AUMENTANO GLI 'INCONSAPEVOLI' - Sempre piu' persone scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di Aids, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato. La percentuale degli 'inconsapevoli' e' aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008. I dati mettono in luce, inoltre, che la diminuzione dei nuovi casi non e' da attribuire a una diminuita incidenza delle nuove infezioni da Hiv, quanto piuttosto all'effetto della terapia antiretrovirale combinata. Il trattamento, infatti, ha rallentato la progressione della malattia, riducendo sia il numero dei pazienti che evolvono in fase conclamata che il numero dei decessi.
- SCENDE NUMERO AMMALATI - L'aspetto positivo riguarda l'incidenza della 'malattia conclamata' che dopo il picco registrato nel 1995 con oltre 5.500 nuovi casi e' andata costantemente diminuendo. Ad oggi i casi segnalati sono 60.346 (60.788 se si aggiusta per il ritardo della notifica),di cui 1.330 diagnosticati nell'ultimo anno. Dal momento che il numero di decessi (circa 200) e' stato inferiore a quello dei nuovi casi, la prevalenza di persone viventi con Aids nell'ultimo anno e' in aumento (si stimano oltre 21.500 pazienti viventi ammalate).
- SIEROPOSITIVI A QUOTA 140 MILA - L'aumento di sopravvivenza determina un incremento delle persone sieropositive viventi che sono almeno 140 mila. Una parte di queste continua ad avere rapporti sessuali non protetti, magari perche' inconsapevole del proprio stato di contagiosita'. Cio' puo' contribuire alla diffusione dell'infezione, come testimoniato dall'elevato numero di nuove infezioni (circa 3.500/4000 l'anno) che si stima si verifichino ancora in Italia.
- CRESCE ETA' AMMALATI - Con il cambiare dell'epidemia, si modificano anche le caratteristiche delle persone colpite.
Innanzitutto e' aumentata l'eta': se nel 1988 l'eta' media degli ammalati era di 29 anni per i maschi e 27 per le femmine, nel 2008 si arriva rispettivamente a 43 e 40 anni. Mutati sensibilmente anche i fattori di rischio: la proporzione dei casi attribuibili alla tossicodipendenza e' diminuita dal 66% prima del 1997 al 25% nel 2007-08, mentre i contatti eterosessuali sono passati nello stesso periodo dall'15% al 45%.
- DIFFUSIONE TRA GLI STRANIERI - Per quanto riguarda la 'geografia' degli ammalati sono in aumentano gli stranieri.
Nel 1993 rappresentavano meno del 3% dei casi segnalati ma oggi sono oltre il 22%. Questi trend sono ancora piu' accentuati quando ci si riferisce alle nuove diagnosi di sieropositivita' per Hiv, ovverosia a persone che, a differenza dei casi di Aids, hanno acquisito l'infezione piu' recentemente. Fra queste, la tossicodipendenza conta per meno del 10% dei casi, mentre la proporzione di nuove diagnosi in stranieri si avvicina al 30% dei casi.
Secondo i dati forniti diminuisce il numero degli ammalati e, conseguentemente, e' aumentato quello dei sieropositivi che, pero' grazie alle nuove terapie vivono piu' a lungo e meglio. Le dimensioni della diffusione, pero', restano preoccupanti a causa di una allentamento sul fronte della prevenzione e in particolare sulla percezione del rischio di contrarre l'infezione.
- AUMENTANO GLI 'INCONSAPEVOLI' - Sempre piu' persone scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di Aids, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato. La percentuale degli 'inconsapevoli' e' aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008. I dati mettono in luce, inoltre, che la diminuzione dei nuovi casi non e' da attribuire a una diminuita incidenza delle nuove infezioni da Hiv, quanto piuttosto all'effetto della terapia antiretrovirale combinata. Il trattamento, infatti, ha rallentato la progressione della malattia, riducendo sia il numero dei pazienti che evolvono in fase conclamata che il numero dei decessi.
- SCENDE NUMERO AMMALATI - L'aspetto positivo riguarda l'incidenza della 'malattia conclamata' che dopo il picco registrato nel 1995 con oltre 5.500 nuovi casi e' andata costantemente diminuendo. Ad oggi i casi segnalati sono 60.346 (60.788 se si aggiusta per il ritardo della notifica),di cui 1.330 diagnosticati nell'ultimo anno. Dal momento che il numero di decessi (circa 200) e' stato inferiore a quello dei nuovi casi, la prevalenza di persone viventi con Aids nell'ultimo anno e' in aumento (si stimano oltre 21.500 pazienti viventi ammalate).
- SIEROPOSITIVI A QUOTA 140 MILA - L'aumento di sopravvivenza determina un incremento delle persone sieropositive viventi che sono almeno 140 mila. Una parte di queste continua ad avere rapporti sessuali non protetti, magari perche' inconsapevole del proprio stato di contagiosita'. Cio' puo' contribuire alla diffusione dell'infezione, come testimoniato dall'elevato numero di nuove infezioni (circa 3.500/4000 l'anno) che si stima si verifichino ancora in Italia.
- CRESCE ETA' AMMALATI - Con il cambiare dell'epidemia, si modificano anche le caratteristiche delle persone colpite.
Innanzitutto e' aumentata l'eta': se nel 1988 l'eta' media degli ammalati era di 29 anni per i maschi e 27 per le femmine, nel 2008 si arriva rispettivamente a 43 e 40 anni. Mutati sensibilmente anche i fattori di rischio: la proporzione dei casi attribuibili alla tossicodipendenza e' diminuita dal 66% prima del 1997 al 25% nel 2007-08, mentre i contatti eterosessuali sono passati nello stesso periodo dall'15% al 45%.
- DIFFUSIONE TRA GLI STRANIERI - Per quanto riguarda la 'geografia' degli ammalati sono in aumentano gli stranieri.
Nel 1993 rappresentavano meno del 3% dei casi segnalati ma oggi sono oltre il 22%. Questi trend sono ancora piu' accentuati quando ci si riferisce alle nuove diagnosi di sieropositivita' per Hiv, ovverosia a persone che, a differenza dei casi di Aids, hanno acquisito l'infezione piu' recentemente. Fra queste, la tossicodipendenza conta per meno del 10% dei casi, mentre la proporzione di nuove diagnosi in stranieri si avvicina al 30% dei casi.
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