Giovedì 11 giugno 2026
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Austria. A Vienna si scopre che esistono eroinomani dodicenni

Notizia ·
Una tossicodipendente di 20 anni ha iniettato due volte eroina ad un ragazzino di 12 anni scappato di casa. E non sarebbe l'unico caso per la capitale austriaca, che scopre un mondo fatto di giovanissimi tossicodipendenti.
Il fatto era accaduto all'inizio di gennaio, ma la vicenda e' emersa oggi dopo che un giudice, Stefan Erdei, ha condannato la donna di 20 anni per una serie di furtarelli a quattro mesi di carcere, con la condizionale, rifiutandosi per ora di entrare nel merito dell'accusa piu' grave, quella di avere ceduto e iniettato stupefacenti ad un minorenne. Su questo punto il giudice ha detto di non poter ancora emettere sentenze se prima non avra' le necessarie perizie mediche.
Il 12 gennaio scorso il ragazzino, fermato dalla polizia in una zona del centro viennese frequentata da tossicodipendenti, aveva raccontato che una ragazza gli aveva iniettato eroina per due volte, ed inoltre di avere preso anche altri stupefacenti, come rohypnol e marihuana. Sei giorni dopo, la giovane era stata arrestata ed aveva anche fatto il nome del suo fornitore abituale, un ragazzo di 19 anni a casa del quale erano stati trovati 15 grammi di eroina e 19 mila euro in contanti.
Il bambino e' stato portato in ospedale, dove secondo la polizia "nel suo corpo sono state trovati pressoche' tutti gli stupefacenti possibili". In precedenza era stato visto spesso nella zona di Karlsplatz, una zona del centro di Vienna dove spesso circolano tossicodipendenti e venditori di stupefacenti. Dopo avere provato tutto quel che c'era in circolazione, si era deciso a vedere anche l'effetto dell'eroina.
La donna, anche lei con una pesante dipendenza da stupefacenti, ha raccontato alla polizia di avere fatto le iniezioni al bambino per evitargli di ferirsi con l'ago, per inesperienza. Per fortuna ha anche deciso di non dargli tutta la siringa, ma di dividerla in due porzioni. Altrimenti secondo i medici il bambino sarebbe morto, ha raccontato uno degli investigatori della polizia.
Il bambino, originario di Vienna anche lui, e' uno di quei casi che sono l'incubo dei genitori: la madre gia' da anni ne ha perso completamente il controllo, e per lui negli ultimi tempi l'alternativa era tra il ricovero in centri di crisi e il vagabondaggio per le vie di Vienna, dopo una ennesima evasione.
E non e' l'unico: a Vienna, secondo gli assistenti sociali per la gioventu' ci sono almeno altri tre o quattro ragazzini tra 12 e 13 anni che hanno gia' accumulato una pesante esperienza con droghe pesanti. Una esperienza che va sempre di pari passo con una vita da randagi per le vie della capitale, durante la quale, specialmente durante l'inverno, non sono poche le volte in cui si devono pagare con prestazioni varie, anche sessuali, la possibilita' di dormire al coperto.
Da due anni, secondo Wolfgang Baecker, un responsabile comunale viennese per la lotta alle tossicodipendenze, si sono cominciati a notare casi di bambini che consumano eroina ed altre droghe pesanti, come se la ricerca di nuovi clienti avesse ormai abolito il vecchio limite dell'adolescenza per scendere ora anche verso l'infanzia. Per quanto riguarda il dodicenne fermato a gennaio dalla polizia, secondo Baecker era noto gia' da diverso tempo agli assistenti sociali. Ma "qualcosa sta succedendo" e da qualche tempo e' ricoverato in un ospedale. Questo significa, secondo Baecker, che si sta sottoponendo ad una terapia a lungo termine.
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