Avvenire: la Costituzione riconosce diritto a rifiutare le cure, eccetto...
La Costituzione italiana "riconosce il diritto negativo del malato a sottrarsi ad una terapia, ma saggiamente non trasforma questo no nel diritto positivo ad ottenere prestazioni eutanasiche (attive o passive, poco rileva)". È quanto sottolinea l'editoriale odierno dell'Avvenire, firmato da Francesco D'Agostino. "La richiesta di morte, ancorche' 'dignitosa', da parte di un malato non e' mai esercizio del diritto di governare autonomamente la propria esistenza, come ritengono i libertari, quanto piuttosto la prova dello stato di abbandono in cui versa quella persona e della sua conseguente disperazione". Ecco perche', prosegue l'articolo, "non e' corretto vedere nell'articolo 32 della Costituzione il fondamento di potenziali normative aperte all'eutanasia. Auguriamoci che il Parlamento- chiude D'Agostino- se giungera' a votare una legge sulla fine della vita umana, sappia capire che il diritto del malato a rifiutare una cura viene molto, molto dopo quello, davvero fondamentale, che ogni malato possiede di essere assistito e 'consolato' (cioe' di non esser mai 'lasciato solo' fino alla fine".
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