Martedì 9 giugno 2026
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Bolivia. I commenti all'aumento delle coltivazioni di foglia di coca

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Dopo i dati resi noti ieri dal Dipartimento di Stato Usa, secondo cui a giugno del 2003 in Bolivia erano 28.450 gli ettari coltivati a coca, contro i 24.400 del giugno 2002, arrivano i primi commenti. A fronte di un aumento di circa 4mila ettari il presidente Carlos Mesa avrebbe dato istruzioni di raccogliere tutte le informazioni sui successi e i fallimenti delle politiche dello sviluppo alternativo per elaborare una politica che elimini la coca illegale. E' dal ministro Diego Montenegro, il cui dicastero si occupa delle questioni dei campesinos e dell'agropastorizia, che arriva l'annuncio.
Secondo i dati Usa la produzione di coca sarebbe calata del 15% nella regione del Chapare e cresciuta del 26% nello Yungas, il dipartimento dove la legislazione antidroga -la legge 1.008 del 1996- ammette una superficie di 12 mila ettari "per usi tradizionali".
Evo Morales, leader dei cocaleros e del Mas (Movimento al Socialismo), ha definito una "cospirazione" il comunicato con il quale l'ambasciata statunitense a La Paz ha reso noto l'aumento del 17% delle piantagioni di coca. Secondo Morales, gli Usa "cercano dall'esterno di provocare disordini sociali nel Paese" con "dati totalmente falsi" il cui fine ultimo e' giustificare "un attacco degli Stati Uniti contro il movimento contadino boliviano". "Probabilmente gli Usa stanno cercando di favorire" l'ex presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, fuggito dal Paese lo scorso 17 ottobre dopo aver inviato una lettera di dimissioni al Congresso, in seguito ai gravi incidenti sociali che hanno provocato piu' di 80 morti.
Ma a riconoscere che effettivamente ci sono nuove piantagioni di coca e' un altro deputato del Mas, Dionisio Núñez, dirigente cocalero dello Yungas. Non ha dato dei numeri ma ha detto che "l'aumento e' evidente, non possiamo negare che c'e' un aumento delle coltivazioni, non dalle proporzioni grandi, smisurate di cui parla questo rapporto" statunitense, ammette Núñez. La spiegazione starebbe nel fatto che ogni anno ci sono nuove piantagioni di coca, che pero' andrebbero a coprire la bassa produttivita' di quelle vecchie, "quindi ci sono ovviamente piu' ettari, ma questo non significa che aumenta la produzione di coca nella percentuale di cui parla questo rapporto". E Núñez arriva alle stesse conclusioni di Morales: "l'intenzione alla base del rapporto e' quella di stigmatizzare la zona dello Yungas", e preannuncia che non sara' permessa l'eradicazione di neppure "una foglia di coca".
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