Bolivia. Morales all'Italia: aiutateci a liberalizzare la pianta di coca
"E' questa la mano con cui ho sventolato la foglia di coca di fronte alle Nazioni Unite. La coca non e' cocaina. Difendo i diritti degli agricoltori della Bolivia a lavorare, vivere, far crescere le proprie famiglie, far fiorire i loro villaggi". Lo dichiara in un'intervista a 'La Stampa' il presidente boliviano Evo Morales, che spiega il perche' del suo gesto davanti all'Assemblea generale dell'Onu, gesto che ha fatto tremare il 'Palazzo di vetro'. E aggiunge: "Chiedo la liberalizzazione mondiale della coltivazione e del commercio delle foglie di coca"."Gli Stati Uniti vogliono estirpare le coltivazioni di coca e cosi' facendo rendono piu' poveri i contadini, piu' debole la nostra economia. Si tratta di una politica imperialista che deve aver fine, da troppo tempo nuoce al nostro Paese come agli altri". "La lotta alla droga e al narcotraffico e' una necessita' del mondo intero. Non sono certo io ad oppormi. Noi combattiamo i trafficanti. Ma non devono essere i contadini a pagare il prezzo delle politiche repressive contro il commercio delle foglie di coca".
Morales lancia un messaggio all'Italia: "Il vostro Paese puo' aiutarci a creare una grande coalizione internazionale per la liberalizzazione della pianta di coca". "Avete un ruolo importante e contiamo su di voi, anche perche' la Storia ci insegna che siete stati voi italiani i primi a chiedere la liberalizzazione delle foglie di coca". Il riferimento e' "a Dino Mariani che nel 1870 fece dell'Italia il primo paese industrializzato a pronunciarsi a favore della liberalizzazione della coca".
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